Da 6 dicembre 2010 0 commenti Leggi tutto →

Dimmi cosa mangi e ti dirò quanta CO2 emetti

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Ogni volta che facciamo la spesa effettuiamo delle scelte – consapevoli o meno – che hanno il potere di limitare o aggravare il nostro impatto sull’ambiente, incidendo sui cambiamenti climatici in atto; il peso dei nostri acquisti può essere valutato attraverso il calcolo dell’impronta di carbonio, ossia delle quantità di gas a effetto serra emesse, principali responsabili del riscaldamento globale. L’impronta di carbonio segue il percorso di un alimento from farm to fork (dall’azienda alla forchetta), ossia dalla produzione agricola, attraverso la trasformazione dei prodotti alimentari, alla distribuzione all’ingrosso e al dettaglio, per finire con il consumo da parte del cittadino e la gestione degli scarti.

Per misurare quanta CO2 emessa in atmosfera produciamo con la nostra spesa alimentare, il Wwf – in collaborazione con l’Università della Tuscia e la II Università di Napoli – ha creato il “carrello della spesa virtuale”.

In questo sito potrete iniziare la vostra spesa virtuale: gli alimenti sono raggruppati secondo le principali categorie presenti nei supermercati. Fate la vostra tipica spesa settimanale trascinando i prodotti all’interno del carrello e scegliendo le quantità che abitualmente consumate: sullo scontrino troverete il peso complessivo, in termini di emissioni di CO2 , del vostro carrello della spesa.

L’impronta di carbonio della mia famiglia, misurata con questo sistema, è veramente bassa, rispetto alla media nazionale italiana: è vero che non consumiamo né carne né pesce, tendiamo a compare prodotti biologici e a km 0, non utilizziamo borse della spesa in plastica, usa e getta. Però mi sorge il dubbio che il calcolo non sia eccessivamente realistico, oppure che la media italiana sia stimata per eccesso. Il giochino serve in ogni caso per rendersi conto concretamente di quali sono i , e anche un bambino in età di scuola elementare può farlo.

Ci provate anche voi, e poi mi dite qual è la vostra impronta di CO2?

Fonte: www.ecoblog.it

Immagine: www.atelierdelriciclo.org

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