Diritti in gravidanza: leggi che tutelano la mamma

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Quali sono i diritti che tutelano la mamma in attesa che lavora e i regolamenti, gli obblighi che li regolano? Innanzitutto, è necessario avvisare il datore di lavoro alla fine del 3° mese. Con un certo anticipo, perché possa trovare una sostituta per il tempo della maternità. Spesso si teme,e purtroppo a volte capita, di perdere il posto di lavoro che in realtà ci spetta fino alla scadenza del contratto.Vediamo quali sono i diritti che tutelano la futura mamma.

Maternità obbligatoria
La legge garantisce cinque mesi complessivi di congedo obbligatorio di maternità. Se la gravidanza procede senza problemi e il vostro lavoro non è pesante, potete lavorare fino ad un mese prima della data prevista del parto e restare a casa quattro mesi dopo la nascita del bimbo. In caso contrario, potete lavorare fino a due mesi prima del parto e stare a casa i tre mesi successivi alla nascita.

Se la gravidanza comporta dei rischi e svolgete un lavoro faticoso a fronte di un certificato medico, potete stare a casa tutto il periodo che precede la maternità obbligatoria dei cinque mesi. Il padre invece può usufruire di tre mesi di paternità nei primi tre mesi di vita del bimbo solo ed esclusivamente, in assenza della madre o se ha l’affidamento esclusivo.

Per quanto riguarda la retribuzione, se si lavora per un azienda del settore pubblico l’indennità di retribuzione è pari al 100%, mentre nelle ditte private, scende all’80% dello stipendio percepito. Tuttavia ci sono aziende private che arrivano al 100%. Nei cinque mesi di astensione obbligatoria, vengono maturate anche le ferie, si ha diritto alla tredicesima, e vengono versati tutti i contributi di previdenza.

Terminato il periodo obbligatorio di maternità, si può godere dei “permessi di allattamento”. Se l’orario di lavoro è di almeno 6 ore, la mamma può usufruire di due permessi di un’ora ciascuno. Se invece sono meno di sei, il permesso è di un’ora, i permessi sono regolarmente retribuiti.

Astensione facoltativa dal lavoro per maternità
Entrambi i genitori, hanno a disposizione anche l’astensione facoltativa. Il periodo è di 10 mesi totali sia per la mamma che per il papà, alla mamma spettano sei mesi ( non necessariamente consecutivi) o 10 mesi in assenza del padre, da usufruire fino al compimento dell’8° compleanno del bambino; stessa cosa per il padre si aggiunge un mese entro i primi 12 mesi di vita del bimbo, solo se l’astensione facoltativa supera i tre mesi.

Per i primi sei mesi di astensione facoltativa, la retribuzione è pari solamente al 30% del normale stipendio, sono garantiti i contributi di previdenza e gli scatti di anzianità, non si può usufruire della 13esima e non si maturano le ferie.

Aspettativa per malattia
Fino al compimento del 3° anno di vita del bimbo, la madre può usufruire della cosiddetta aspettativa. presentando il certificato medico, e stare a casa fino a completa guarigione del bambino fino all’8° compleanno del bimbo, si ha diritto solo a 5 giorni. Anche il padre può usufruire dell’aspettativa per malattia del figlio, solo in sostituzione della mamma.

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