Da 17 marzo 2009 2 Commenti Leggi tutto →

Dislessia e disturbi dell’apprendimento

La fatica di studiare

La fatica di studiare

Sfogliando pochi giorni or sono il quotidiano La Repubblica, rischio di lasciarmi sfuggire un piccolo trafiletto inserito nelle pagine dedicate a Milano, trafiletto dal titolo Aiuti e strumenti contro la dislessia. L’occhio mi cade distrattamente su questo incontro tenuto alla Statale, incontro dedicato ai diversi disturbi legati all’apprendimento…

e la mia deformazione professionale (essere insegnante è, per certi aspetti, un ruolo totalizzante!) fa sì che la mia attenzione ne sia subito catalizzata.

Leggo che problemi quali la disortografia, la disgrafia, la discalculia e la dislessia interessano il 5 per cento del corpo studenti, e non è certo una percentuale da poco. Apprezzo quindi che la Statale, in collaborazione con il Politecnico, abbia dato visibilità a questa problematica con una lezione-incontro dedicata al tema.

Da insegnante riscontro che spesse volte i genitori non vogliono sentire parlare di questi disturbi; anche di fronte all’evidenza preferiscono attribuire gli scarsi profitti scolastici dei propri figli a disimpegno e disinteresse.

Da mamma, conosco, invece, amiche i cui bambini in età scolare (scuola primaria) hanno evidenziato lacune dell’apprendimento legate proprio ai problemi sopra menzionati e si sono sentite dare della “mamma apprensiva e ansiosa” da parte di medici che hanno minimizzato il problema.

Penso di poter affermare che preferisco passare per “mamma apprensiva e ansiosa” ora piuttosto che ritrovarmi in seguito di fronte ad uno studente, o soprattutto un figlio, che vive il suo percorso scolastico con estrema difficoltà e con mille ostacoli, con un’autostima nelle proprie capacità ormai minata da un non-intervento correttivo quando il momento lo richiedeva.

Avere insufficiente autostima “invade” infatti poi non solo la carriera scolastica ma il modo stesso di affrontare ogni nuova “sfida” la vita ci offre, perché l’atteggiamento dello “struzzo” non paga mai!

2 Comments on "Dislessia e disturbi dell’apprendimento"

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  1. Betti scrive:

    Ciao Jolanda… io sto seguendo Lallo (nome fittizio) da più di un anno: presenta molte di queste caratteristiche ma la sua famiglia pensa sia solo un problema di “bizze” e non è aiutata all’approfondimento dal neuropsichiatra scolastico che, a detta della mamma, minimizza la situazione. Adesso Lallo rischia di non passare in terza, perché le lacune sono aumentate e lui è sempre più demotivato. Oltre a problemi di discalcolia, ha problemi di disgrafia grossi e si aggiungono problemi comportamentali di rifuto a collaborare, a stare alle regole di convivenza più semplici. Io lo seguo per sole tre ore la settimana e posso fare poco: cerco di motivarlo a lavorare ma è dura, a volte è una vera e propria “lotta” per contenerlo. Nei suoi disegni c’è l’espressione di un forte disagio, a volte sono colorati e abbastanza curati, altre volte sono veramente paurosi, anche nei soggetti disegnati e nei colori scelti. Io osservo molto i disegni dei bambini perché in essi si esprimono a pieno.
    Aggiungo che Lallo ha una difficile situazione familiare: genitori separati, clima un po’ teso, il nuovo compagno della madre, una madre che rifiuta spesso di prendersi le responsabilità, ultimamente ha anche perso l’amato nonno.
    Lunedì avrò la riunione a scuola con le insegnanti di classe, il preside, il neuropsichiatra e i genitori.

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