Da 18 aprile 2012 0 commenti Leggi tutto →

Dislessia nei bambini, altro che problemi scolastici

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Per dislessia si intende la difficoltà di un bambino a parlare, leggere e scrivere correttamente e non è una malattia, bensì fa parte dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) riconosciuti e supportati per legge. La dislessia può essere la vera ragione delle difficoltà scolastiche di un bambino.

Diffusione della dislessia

Come vi abbiamo già accennato in un precedente post su dislessia e disturbi dell’apprendimento, la dislessia colpisce una buona percentuale della popolazione scolastica, il 3-4% dei bambini che frequentano la scuola primaria e secondaria di primo grado (elementari e medie), come riporta il sito dell’Associazione Dislessia Italiana, eppure è un problema poco conosciuto in Italia.

Cosa significa essere dislessici

Un bambino dislessico fa fatica a leggere e scrivere, perché per lui queste non sono operazioni scontate e automatiche come per gli altri, o riesce a farlo solo impegnandosi al massimo. Eppure si tratta di bambini intelligenti, vivaci, creativi, perché la dislessia non è una malattia mentale e nulla ha a che fare con una ridotta capacità intellettiva. Pare piuttosto un problema neurobiologico legato ala conformazione del cervello.

Se il bambino non legge bene, non scrive correttamente (disortografia, 60% dei casi), scrive male (disgrafia, 43% dei casi) e non sa fare bene di calcolo (discalculia, 44% dei casi). In più, si stanca facilmente, ha spesso mal di testa per lo sforzo, e vedendosi indietro rispetto ai compagni perde fiducia in se stesso. Ecco perché capire che un bambino soffre di dislessia e aiutarlo adeguatamente è molto importante.

Come si manifesta la dislessia

A genitori e insegnanti il campanello di allarme deve suonare quando un bambino ha queste difficoltà:

  • legge male e molto lentamente;
  • non capisce bene il significato del testo che legge;
  • conosce poche parole;
  • scrivendo o leggendo inverte lettere e numeri, o legge una lettera per un’altra simile (per esempio m/n, v/f, b/d);
  • fa fatica a imparare numeri o lettere in sequenza, quindi alfabeto o tabelline;
  • fa fatica a esprimere ciò che pensa;
  • è molto disorganizzato in tutto quello che fa.

Chi cura la dislessia?

La prima cosa da fare come sempre è rivolgersi al pediatra, che conosce nostro figlio dalla nascita, o comunque ne conosce il quadro clinico generale. Sarà il pediatra a indirizzarci a uno specialista, che in questo caso è un neuropsichiatra o uno psicologo. È utile sapere che l’Associazione Italiana Dislessia fornisce una consulenza gratuita, indicando ai genitori interessati i centri competenti della Regione di residenza.

Diagnosi di dislessia accertata

Alla fine del secondo anno di scuola primaria, la seconda elementare, un’équipe formata da neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista stabiliscono, in base a diversi elementi e al termine di un percorso effettuato con il bambino, se si tratta davvero di dislessia. Saranno sempre loro a suggerire la terapia di proseguimento, d’accordo con la scuola, al cui interno infatti è previsto un apposito referente scolastico per la dislessia.

Il ruolo dell’insegnante

L’insegnante molto probabilmente sarà il primo ad accorgersi che un bambino potrebbe essere affetto da disturbi specifici di apprendimento (DSA). Dopo averlo comunicato ai genitori, sarà sua premura cercare di facilitare l’integrazione fra il bambino dislessico e la sua classe, spiegando i suoi problemi e perché ha bisogno di un trattamento diverso in classe.

Una legge per la dislessia

Il Ministero dell’Istruzione ha firmato la legge 170/2010 con cui riconosce la dislessia come Disturbo Specifico di Aprrendimento (DSA) e prevede appositi strumenti didattici e tecnologici, come l’utilizzo di un sintetizzatore vocale, che trasforma un testo scritto in testo da ascoltare, il registratore che consente di non scrivere appunti e la calcolatrice. Istituisce gli appositi referenti scolastici per la dislessia e 96 Cts, Centri territoriali di supporto alle scuole per la dislessia. Esiste anche un indirizzo web da consultare: http://www.istruzione.it/web/istruzione/dsa.

 

(Fonte immagine: www.donna.tuttogratis.it)

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