Da 22 giugno 2009 3 Commenti Leggi tutto →

Disturbi in gravidanza: le emorroidi

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Le emorroidi sono un disturbo abbastanza comune e diffuso, che interessa normalmente più gli uomini che le donne, ma sono anche un disturbo alquanto fastidioso quando si presentano durante la gravidanza o dopo il parto. Sono rigonfiamenti simili a cuscinetti costituiti da vasi sanguigni, fanno parte del sistema di vene che circonda l’ano e contribuiscono al funzionamento del meccanismo di contenimento delle feci.

Le emorroidi possono essere distinte in 4 livelli:
1° grado: sono interne al canale anale e non danno particolare fastidio o dolore. Di rado sanguinano;
2° grado: se la pressione del sangue, aumenta, magari in seguito a uno sforzo muscolare, le emorroidi possono aumentare di volume. Se lo sforzo cessa, a questo stadio, anche la grandezza delle emorroidi si riduce ed esse rientrano nel canale anale;
3° grado: si ha una fuoriuscita spontanea delle emorroidi dal canale anale. In questo caso è probabile che sia necessario farle rientrare all’interno manualmente;
4° grado: a questo punto le emorroidi si trovano completamente all’esterno del canale anale e non le si può far rientrare manualmente.

Durante la gravidanza si presentano a causa della pressione esercitata dal feto sulle vene del retto e dell’ano, soprattutto nel secondo e nel terzo trimestre. Una pressione che impedisce la libera circolazione del sangue negli organi del bacino e dilata le pareti della zona ano-rettale irrorate dalle vene, rallentando il ritorno del sangue stesso. Durante la gravidanza le probabilità di essere stitiche sono maggiori, anche nelle donne che in genere non soffrono di questo disturbo, perché alcuni ormoni prodotti contribuiscono al rilassamento delle pareti dell’intestino. Di solito, le emorroidi, fino a che restano di piccole dimensioni e interne al canale anale, non provocano dolore, a meno che non sanguinino in seguito a uno sforzo. Quando iniziano ad ingrossarsi, cominciano a manifestarsi alcuni tipici sintomi come il prurito della zona anale e il bruciore, soprattutto al momento della defecazione, accompagnato a volte da una lieve perdita di sangue.

La terapia medica è riservata, in genere, a chi ne soffre occasionalmente e comprende indicazioni relative alla dieta e all’igiene, talvolta la prescrizione di lassativi, prodotti antiemorroidali specifici e idonei per le donne in gravidanza, costituiti da anestetici locali, sostanze emollienti e antinfiammatorie. Alcune creme apposite che contengono sostanze vasocostrittrici e anestetiche possono essere applicate dopo aver lavato con acqua tiepida la zona infiammata. Per alleviare il fastidio un buon rimedio è anche l’applicazione sull’area di impacchi di ghiaccio o acqua fredda. In media le emorroidi tendono a scomparire circa 40 giorni dopo il parto, quando i livelli d progesterone si abbassano. Se la situazione non migliora oppure tende a peggiorare, allora si potrebbe ricorrere anche all’operazione chirurgica

Durante la gravidanza possiamo cercare di prevenire questo fastiodissimo disturbo:
bevendo molta acqua;
scegliendo una dieta ricca di fibre;
– fare esercizio fisico compatibile con la gravidanza;
curare l’igiene per evitare irritazioni dovute a residui di feci, quindi è consigliabile lavarsi ogni volta che si va in bagno.

Immagine:
revolutionhealth.com

Blogmmamma.it è un sito a carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

3 Comments on "Disturbi in gravidanza: le emorroidi"

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  1. simona scrive:

    a me sono venute alla 34 settimana e penso che dopo il parto sarano peggio

  2. Emorroidi Cura scrive:

    Sono consigli davvero utili. Complimenti per l’articolo, chiaro ed efficace.

  3. emorroidi scrive:

    Grazie per le dritte date! Proviamo a fare più attenzione da oggi..

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