Divorzio breve e affidamento condiviso

Sad girl with fighting parents behind her

Sono passati pochi mesi da quando la Legge Italiana ha approvato la nuova versione del Divorzio. Ora, in una manciata di mesi, una coppia ha la facoltà di dividersi. Ma cosa succede se ci sono dei bambini implicati? Cosa sono queste nuove “regole” sulla genitorialità?

Si è tanto sentito parlare di Diritti dei Genitori, di Bigenitorialità, di Affidamento Condiviso, ma nelle realtà dei fatti a cosa corrisponde tutto questo vociferare?

Divorzio Breve: quali cambiamenti introduce?

L’introduzione nel Diritto di Famiglia del Divorzio Breve ha comportato non pochi cambiamenti.
L’affidamento Condiviso, nato sulla base di una proposta di Legge di qualche anno fa, ha infatti introdotto dei concetti fondamentali per la tutela dei figli nel caso di Divorzio dei genitori.
Concetti quali condivisione, corresponsabilità, codecisione, sono entrati a gamba tesa nel vocabolario delle Corti, ponendo al centro della tutela non più i diritti esclusivi dei Genitori piuttosto quelli dei figli, tali che possano avere un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambi i genitori, anche dopo la crisi irreversibile del matrimonio.

I bambini sono ora il punto di partenza da cui partire per la formulazione della Giusta Sentenza e nello strutturare la fase di separazione e del post separazione, gli unici interessi presi in considerazione saranno quelli dei minori in merito ad ogni singola scelta di vita che coinvolga un membro della Famiglia.

Ma vediamo da vicino sotto quali forme si può realizzare l’affidamento condiviso e quali modifiche significative comporta:

Affidamento condiviso: sotto quali forme si può realizzare?

1. COLLOCAMENTO PREVALENTE: Residenza prevalente presso la casa del genitore ritenuto collocatario e definizione di precisi giorni e orari e festività destinati al secondo genitore.

2. COLLOCAMENTO ALTERNATO: Forma di affidamento non molto indicata. Prevede il continuo spostarsi del bambino da una casa all’altra per periodi più o meno prolungati. Nell’interesse dei piccoli, questa forma di collocamento sarebbe da evitare. Gli psicologi hanno sottolineato quanto questo può aggravare una situazione di forte disagio dovuta dall’instabilità delle dinamiche familiari comportando talvolta patologie quali la PAS-Parental Alienation Syndrome.

3. COLLOCAMENTO INVARIATO: Pochissimo sfruttato ma decisamente intelligente per il benessere dei bambini. Prevede un’unica casa di famiglia e i genitori alternano i periodi dedicati tenendo come punto di riferimento la casa. Questo potrebbe sembrare strano e inusuale ma in realtà è la meno traumatica delle forme di affidamento. I bambini restano negli ambienti che hanno sempre considerato casa e i genitori vivono con loro quegli stessi spazi senza variazione alcuna delle abitudini, se non quella di non convivere più con l’altro genitore. Certamente il più difficile da applicare nella pratica dal momento che i rapporti tra gli ex conuigi si presume siano particolarmente equilibrati e sereni.

Affidamento condiviso: quali modifiche comporta?

1. Inserisce la figura dell’Avvocato del minore, il quale, durante tutta la fase della separazione, ha il compito di garantire la tutela dei figli e mediare la controversia in favore degli interessi degli stessi.

2. Rende obbligatoria la mediazione familiare, la presentazione del Piano Familiare e la presentazione del rendiconto familiare; tutto ciò per alleggerire il già tedioso, lungo e logorante processo di separazione, prima, e di abitudine a nuove dinamiche quotidiane, poi.

Affidamento condiviso: quando può essere revocato

Tutto ciò pare che abbia diverse connotazioni di difficile applicazione pratica, purtroppo, e non manca chi sia contrario all’Affidamento Condiviso. I punti più critici della Legge: l’Affidamento condiviso può essere revocato dal giudice su istanza di un genitore per una di queste motivazioni:

1. Se si dovessero palesare comportamenti ai danni di un genitore ingiustificabili;

2. Se uno dei due genitori dovesse assumere atteggiamenti prepotenti o prevaricanti ai fini di incrinare il legame tra figli e l’altro genitore;

3. Se si dovessero manifestare eventi o atteggiamenti poco responsabili o non in linea con i principi di tutela dei minori.

Purtroppo, a pagarne le conseguenze rimarrebbero sempre e comunque i bambini i quali, ancora una volta, vedrebbero un disgregarsi delle dinamiche familiari in una direzione sempre più lontana da quella per loro ideale.

Divorzio Breve: perché è di difficile realizzazione

Ad aggravare la difficoltà della realizzazione di questa Legge ci sono poi le consuetudini giuridiche. Il nostro Paese infatti, che da sempre alimenta e propende per l’accanimento processuale, non tende ad avere fiducia in quelle tecniche avanguardistiche di mediazione e semplificazione del procedimento del contenzioso. Non solo, come comunemente si pensa, sono gli avvocati a propendere per un estenuante iter processuale, ma gli stessi Magistrati vedono con sospetto la risoluzione delle controversie alternativa (ADR), necessaria in questa fattispecie. Una delle ragioni si evidenzia nel fatto che gli unici veri affidamenti di cui sopra, sarebbero quelli istituiti con l’ausilio del mediatore, lontani quindi dalle Corti o dai Tribunali. Sarebbe pertanto molto difficile riuscire a mantenere tra gli ex coniugi equilibri tali da consentire un dialogo sano e responsabile durante tutta la fase della separazione, e del seguente affidamento condiviso.

Ma il primo passo nella direzione giusta è stato mosso e con buona volontà, fiducia reciproca, consapevolezza e corretta informazione di tutte le Parti coinvolte, si può bene sperare che equilibrio dei ruoli e pariteticità delle responsabilità genitoriali nei doveri di cura dei figli possa non essere un traguardo così insperato.

Ogni bambino ha il diritto di avere un’infanzia serena e normale, per quanto possibile oggi, e sono proprio i genitori che in primis devono garantire la tutela di questi fondamentali diritti.

Articolo a cura dell’Avvocato Laura Citroni, autrice anche di un e-book su unioni civili e convivenze di fatto.  Nel corso della sua carriera professionale, ha collaborato con primari studi legali. Ha svolto e svolge tuttora attività di assistenza a privati, società e gruppi societari sia in ambito stragiudiziale (consulenza, pareristica, contratti) che in tutte le fasi del contenzioso civile, ivi comprese le esecuzioni, le procedure concorsuali ed il recupero crediti. E’ autrice di numerosi articoli. Attualmente collabora con diverse riviste ed è attiva su numerosi blog (tra cui quello dello Studio www.slcx.it/blog) per i quali pubblica  articoli a carattere giuridico. Il suo e-book “Questioni di Famiglia” é in vendita on-line, anche in versione cartacea.

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