Da 20 gennaio 2011 1 commento Leggi tutto →

Educazione bambini: “mamma tigre” o “mamma chioccia”?

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Oggi porto alla vostra attenzione un articolo di qualche giorno fa, letto su corriere.it su un saggio pubblicato su Wall Street Journal “Perché le madri cinesi sono superiori” in cui l’autrice, Amy Chua, professoressa di Legge all’Università di Yale, spiega e insegna come riuscire a far crescere i bambini e farli diventare dei piccoli geni della matematica e prodigi della musica.

Alla base c’è il “metodo della mamma tigre” fatto di disciplina, rigore e severità all’ennesima potenza, un po’ l’esatto contrario dello stereotipo della mamma chioccia italiana. Qui trovate le 10 regole della mamma tigre, che la professoressa ha messo in pratica con le sue due figlie, Sophia e Louisa. Dateci un’occhiatina e dopo mi piacerebbe sapere quante di queste regole fanno parte della vostra quotidianità! 😉

E per dare un’idea di quanta severità è presente nel metodo della mamma cinese ecco un racconto fatto direttamente dall’autrice del saggio

“Chua racconta come riuscì a far imparare a Louisa, quando aveva circa 7 anni, a suonare al pianoforte un pezzo del compositore francese Jacques Ibert, «Il piccolo asino bianco». Un pezzo molto bello, ma assai complicato per una bambina, perché «le mani devono suonare ritmi completamente diversi in modo schizofrenico», ricorda. Lulu non riusciva a suonarlo. Nemmeno dopo una settimana di esercitazioni non stop. Così la madre tigre diventa un’aguzzina. Nasconde l’amata casa delle bambole della figlia, e promette di regalarla pezzo a pezzo all’Esercito della Salvezza, se non imparerà «Il piccolo asino bianco» alla perfezione per l’indomani. Minaccia di farle saltare pranzo e cena, di non farle più regali a Natale, di abolire la festa di compleanno per 2, 3, 4 anni di fila. La offende chiamandola pigra, codarda, smidollata, patetica. Nemmeno l’intervento del marito Jed ferma la madre tigre, perché quelli non sono insulti, lei sta «solo motivando» la figlioletta, si giustifica. La madre tigre è disposta ad «essere odiata». Ma non rinuncia al suo metodo. Così torna dalla figlia e continua a torturarla, usando «ogni arma e tattica» che le viene in mente. Madre e figlia provano al piano per tutta la sera fino a notte fonda, saltando la cena. Lulu non può alzarsi nemmeno per bere o per andare in bagno. La casa ormai è «una zona di guerra», piena di urli. Poi all’improvviso Lulu riesce a suonare il pezzo. È «talmente raggiante» che non vorrebbe più smettere di suonare.”

Insomma secondo la professoressa Amy Chua per rafforzare l’autostima dei propri bambini è indispensabile non farli arrendere davanti agli ostacoli perché nulla è più appagante nel scoprire di riuscire a fare qualcosa che si pensava di non saper fare! E su questo posso concordare, ma il metodo? E’ giusto, secondo voi, essere così esageratamente rigidi e oserei dire anche un po’ “aguzzini”?

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate 😉

Immagini:
vivalamamma.tgcom.it
fotothing.com
nostrofiglio.it

Educazione bambini: “mamma tigre” o “mamma chioccia” ?

Oggi porto alla vostra attenzione un articolo di qualche giorno fa, letto su lastampa.it su un saggio pubblicato su Wall Street Journal “Perché le madri cinesi sono superiori” in cui l’autrice, Amy Chua, professoressa di Legge all’Università di Yale, spiega e insegna come riuscire a far crescere i bambini e farli diventare dei piccoli geni della matematica e prodigi della musica.

Alla base c’è il “metodo della mamma tigre” fatto di disciplina, rigore e severità all’ennesima potenza, un po’ l’esatto contrario dello stereotipo della mamma chioccia italiana. Qui (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2011/01/13/pop_regole-cinesi.shtml) trovate le 10 regole della mamma tigre, che la professoressa ha messo in pratica con le sue due figlie, Sophia e Louisa. Dateci un’occhiatina e dopo mi piacerebbe sapere quante di queste regole fanno parte della vostra quotidianità! 😉

E per dare un’idea di quanta severità è presente nel metodo della mamma cinese ecco un racconto fatto direttamente dall’autrice del saggio…
Chua racconta come riuscì a far imparare a Louisa, quando aveva circa 7 anni, a suonare al pianoforte un pezzo del compositore francese Jacques Ibert, «Il piccolo asino bianco». Un pezzo molto bello, ma assai complicato per una bambina, perché «le mani devono suonare ritmi completamente diversi in modo schizofrenico», ricorda. Lulu non riusciva a suonarlo. Nemmeno dopo una settimana di esercitazioni non stop. Così la madre tigre diventa un’aguzzina. Nasconde l’amata casa delle bambole della figlia, e promette di regalarla pezzo a pezzo all’Esercito della Salvezza, se non imparerà «Il piccolo asino bianco» alla perfezione per l’indomani. Minaccia di farle saltare pranzo e cena, di non farle più regali a Natale, di abolire la festa di compleanno per 2, 3, 4 anni di fila. La offende chiamandola pigra, codarda, smidollata, patetica. Nemmeno l’intervento del marito Jed ferma la madre tigre, perché quelli non sono insulti, lei sta «solo motivando» la figlioletta, si giustifica. La madre tigre è disposta ad «essere odiata». Ma non rinuncia al suo metodo. Così torna dalla figlia e continua a torturarla, usando «ogni arma e tattica» che le viene in mente. Madre e figlia provano al piano per tutta la sera fino a notte fonda, saltando la cena. Lulu non può alzarsi nemmeno per bere o per andare in bagno. La casa ormai è «una zona di guerra», piena di urli. Poi all’improvviso Lulu riesce a suonare il pezzo. È «talmente raggiante» che non vorrebbe più smettere di suonare.”

Insomma secondo la professoressa Amy Chua per rafforzare l’autostima dei propri bambini è indispensabile non farli arrendere davanti agli ostacoli perché nulla è più appagante nel scoprire di riuscire a fare qualcosa che si pensava di non saper fare! E su questo posso concordare, ma il metodo? E’ giusto, secondo voi, essere così esageratamente rigidi e oserei dire anche un po’ “aguzzini”?

A voi la parola 🙂

Immagini:
vivalamamma.tgcom.it
fotothing.com
nostrofiglio.it

1 Comment on "Educazione bambini: “mamma tigre” o “mamma chioccia”?"

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  1. Cinzia scrive:

    Non credo che si tratti di essere aguzzini o meno dei proprio figli: leggendo il libro alcune cose sono comprensibili e meritorie (anche se difficili da realizzare). La mamma tigre è tigre perché lavora come una pazza insieme ai suoi figli, non li lascia a guardare la tv, li sprona (e si cimenta con loro) per raggiungere un obiettivo. Che c’è di sbagliat? non è che noi siamo troppo pigre per questo? http://www.facebook.com/Mamma.tigre?ref=ts

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