Educazione figli: niente schiaffi, lo vieta la legge!

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Personalmente non ho mai pensato che uno schiaffo potesse educare, consapevole che un genitore autorevole ma non violento è sulla strada giusta, tuttavia non posso negare che nella mia esperienza di mamma uno scappellotto mi è sfuggito.

Un indagine rivela che oltre un quarto dei genitori italiani ricorre allo schiaffo o lo sculaccione perché lo ritiene educativo; questo emerge da una ricerca di Save the Children; un gesto quindi con una valenza educativa mentre invece circa il 25% si rifiuta di ricorrere alle punizioni fisiche sui propri figli. I dati, paragonati ad una precedente ricerca di Save the Children, si rivelano tuttavia in salita fra i genitori con figli tra 6 e 10 anni fra 11 e 16 anni mentre sono in calo tra i piccoli di 3-5 anni.

E sebbene la maggior parte dei genitori è convinta che l’uso degli schiaffi sia un gesto violento, vi ricorrono  in extremis quando hanno già tentato con altri metodi: per il 45% a spingerli è l’esasperazione, una reazione ad un eccesso, per dire che si è superato un limite. Per quasi il 57% dei genitori uno schiaffo dato una volta non creerebbe nessun problema e per il 26% potrebbe avere un effetto positivo ed aiutare il bambino a diventare un adulto educato.

Dallo studio ne segue una campagna di sensibilizzazione nel contesto di un progetto europeo coordinato da Save the Children Italia “Educate do not punish”, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria (Sip) e l’Associazione Nazionale dei pedagogisti italiani caratterizzata da uno spot con il titolo “Uno schiaffo non finisce mai” .

Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia  precisa:

Con questa nuova campagna Save the Children non vuole colpevolizzare i genitori, ma anzi aiutarli, dimostrando che è possibile mantenere disciplina e autorevolezza attraverso modelli educativi non violenti. L’organizzazione inoltre intende promuovere un dibattito nel paese che aiuti a sviluppare modelli di genitorialità positiva, basati sul dialogo e su regole che non prevedano la violenza come metodo educativo, le conseguenze di uno schiaffo, soprattutto se reiterato, non sono neutre. Un bambino può diventare con l’andare del tempo aggressivo e nervoso, o, al contrario deprimersi ed è importante che i genitori siano consapevoli di ciò.

Nel rapporto con i propri figli molti genitori sono d’accordo che i figli hanno bisogno di una famiglia capace di dialogare con loro, sapere ascoltare (35%) e il far sentire la propria presenza (32%) mentre nei genitori dei bambini più piccoli sanno che è importante donare attenzione e tempo.

Dalla ricerca emerge l’immagine di genitori che ce la mettono tutta per svolgere al meglio il loro ruolo e che ricorrono al ceffone soprattutto quando sono esasperati. Tuttavia si evidenzia anche una non piena consapevolezza dell’ impatto di questa loro condotta sui figli e anche una certa solitudine e assenza di supporti adeguati alla loro genitorialità: il 20% dei genitori intervistati sostiene di essere lasciati soli nel loro difficile ruolo”.

Numerosi i Paesi europei che hanno promosso campagne di sensibilizzazione sul tema e in ben 32 paesi nel mondo, di cui 23 in Europa, c’è gia un divieto legislativo sulle punizioni corporali in ambito familiare.

 

 

Fonte:
adnkronos.com

Immagini:
vivicentro.org

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