Educazione: padre finisce in carcere per uno schiaffo al figlio!

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I capricci dei ragazzini spesso fanno perdere le staffe e uno schiaffo qualche volta scappa: è quello che è successo in questa vicenda in Svezia dove è coinvolto un turista italiano, in vacanza con famiglia a Stoccolma. Giovanni Colasante, 46 anni, consigliere comunale di Canosa di Puglia ha trascorso tre giorni in carcere per aver dato uno schiaffo al figlio di dodici anni. Lo attende il prossimo 6 settembre un processo. Il 23 agosto  la famiglia Colasante si recava in un ristorante della capitale svedese; e dal racconto de legale di Colasante il ragazzino non voleva entrare in quel ristorante e così il padre lo avrebbe sgridato gesticolando ma non l’ha picchiato.

A quel punto è sopraggiunta la gendarmeria che l’ha arrestato con l’accusa di maltrattamenti. La legge svedese infatti non ammette che i genitori alzino le mani sui figli.

Il sig.Colasante al momento si trova nell’ambasciata italiana a Stoccolma assistito da un avvocato svedese che l’ambasciata ha messo a disposizione in attesa di giudizio. Beh…una storia con un risvolto un po’ eccessivo, uno schiaffo non è certo educativo, ma non è troppo parlare di maltrattamenti? Voi che ne pensate?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 Comments on "Educazione: padre finisce in carcere per uno schiaffo al figlio!"

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  1. Maurizio scrive:

    Su al Nord stanno diventando pazzi… Avevo sentito giusto qualche giorno fa di una famiglia scozzese a cui hanno tolto un figlio obeso perché a detta degli assistenti sociali la dieta a cui era sottoposto non era abbastanza rigida. Ora c’è questa storia Kafkiana dove i quattro testimoni del presunto schiaffo si contraddicono l’un l’altro. Meglio starcene in Italia!

  2. Marcella scrive:

    Meno male che in Svezia c’è più CIVILTA’ che qui…
    sono d’accordo con la gendarmeria…lo schiaffo è qualcosa che insegna solo violenza è una umiliazione e il bimbo non imparerà mai niente se non a provare rancore…
    dovrebbero fare così anche qui ma prima che ci arriviamo facciamo in tempo a morire..
    Marcella

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