Da 12 novembre 2009 4 Commenti Leggi tutto →

Educazione sessuale: soluzione britannica per ridurre il numero di baby-mamme

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In Gran Bretagna il numero di baby-mamme è il più alto di tutta Europa. Ogni mille adolescenti tra 15 e 17 anni ce ne sono 42 che concepiscono un bambino, e il trend è in forte crescita: nel 2008 l’aumento è stato del 40,9%. La soluzione proposta dal ministro dell’istruzione e delle politiche familiari consiste nell’introdurre, dal 2011, alcune ore di educazione sessuale come materia obbligatoria alle scuole superiori, a partire dai 15 anni di età.

Gli argomenti da trattare saranno le corrette relazioni di coppia, l’uso di contraccettivi, le droghe, l’AIDS, l’omosessualità e le unioni civili, come si legge sul blog Big Ben di Fabio Cavalera del Corriere della Sera.

La misura proposta non mi pare particolarmente scandalosa: 15 anni è l’età giusta per parlare di questi argomenti, forse è addirittura tardi.

Tuttavia, siccome il regolarmento didattico dovrà essere applicato anche negli istituti religiosi, che  in più avranno facoltà di “tenere lezione sui precetti di fede” – nelle parole del ministro – gruppi di musulmani sono insorti insieme ad alcune associazioni cattoliche. Il presidente del Muslim Council, in particolare, ritiene che “parlare di sesso coi ragazzi” sia compito esclusivo delle famiglie.

E’ vero che i genitori hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere una sana educazione sessuale ai propri figli, ma è anche vero che si tratta di un argomento delicato, non sempre facile da toccare, e che la scuola deve comunque avere un ruolo complementare, come sostiene Sharon Maxwell nel testo di cui vi ho parlato recentemente. Immagino che per un ragazzo di 15 anni in molti casi possa essere estremamente più facile esprimere dubbi, perplessità e timori a un docente estraneo che è nella scuola in veste di esperto, piuttosto che ai propri genitori. E se la possibilità di esprimersi e di ricevere l’opinione di un esperto aiuta i giovani a vivere la loro sessualità in maniera più sana e consapevole, ben venga l’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole. Non è più il tempo dei falsi pudori, né possiamo fingere che i nostri ragazzi rimangano bambini in eterno.

Voi cosa ne pensate?

Immagine: inkcinct.com.au

4 Comments on "Educazione sessuale: soluzione britannica per ridurre il numero di baby-mamme"

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  1. Pierluigi Diano scrive:

    Giustissimo. Soprattutto nella educazione “collettiva” la scuola ha una funzione fondamentale. Quando invece l’educazione richiede un orientamento individuale (come quando si parla di affetti)… bisogna avere la “fortuna” di trovare l’insegnante che ti guarda negli occhi e nel cuore. Di queste persone straordinarie, magari, dopo tanti anni non rimane più nulla delle nozioni che ti insegnarono, ma ricordi benissimo il sorriso, lo sguardo e le parole che ti fecero crescere.

  2. Livia scrive:

    Grazie per l’indicazione, il libro può sicuramente interessare i nostri lettori. A me piace però pensare che anche la scuola debba educare, e non solo istruire, almeno attraverso gli insegnanti più validi. Altrimenti tanto varrebbe studiare per conto proprio, senza alcun confronto con insegnanti e compagni.

  3. Pierluigi Diano scrive:

    Sono d’accordo con tutto quello che hai scritto. Ma vorrei riflettere con te sul significato di certe parole… “educare” e “istruire”. L’ “istruzione” è un compito tipico della scuola, che fornisce appunto “un complesso strutturato di nozioni”. Se pensiamo quindi alla lezione sulla sessualità come a una sorta di “istruzioni per l’uso” (ovvero come avviene l’accoppiamento e come non prendersi le malattie sessualmente trasmesse), penso basti una lezione scolastica ben fatta e magari un semplice manualetto con tante figure. Ma “educare” (dal latino “condurre fuori”) è faccenda ben più “pesante”. Vuol dire guidare un ragazzo al ragionamento e alla affascinante scopertà dei “perchè”. Ci vuole tempo, costanza… calibrare i ragionamenti sul singolo, dare esempio… è un compito soprattutto da genitori!
    E allora ti confido che sono un genitore particolarmente appassionato a questo tema e – dato che sono anche medico e mi piace disegnare – ho scritto e illustrato un libretto (“educazione sessuale a fumetti!”, Ed. Ancora, 12 euro) dedicato ai più piccoli (dai 10 anni in su, quando i loro “perché” sono più delicati) e ai loro genitori. Se puoi vai a vederlo e – se ti piace – passaparola, per favore. In ogni caso, sai con chi discuterne… Ciao!

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