Da 14 giugno 2009 7 Commenti Leggi tutto →

Educazione: via libera al lettone per bimbi più sicuri

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In questi ultimi anni sembra di assistere ad un “boom” di gravidanze, non so se anche le statistiche dicano la stessa cosa ma l’impressione, girando per le città italiane, è che la tendenza a fare pochi figli si sia leggermente modificata. I problemi restano i servizi statali per la famiglia, che sono davvero troppo pochi, e la tendenza a discriminare sul lavoro le donne che decidono di avere un bambino.

Come se non bastasse ci si mettono anche i “guru” della maternità, come Yehudi Gordon, a predicare che stiamo sbagliando tutto e che avevano ragione le nostre nonne, perché la mamma deve essere accanto al proprio piccolo, in modo praticamente esclusivo ed incompatibile con i ritmi lavorativi a cui sono sottoposte le donne moderne, almeno per i primi 24 mesi…

Yehudi Gordon è un ginecologo inglese, il ginecologo dei vip, che ha fatto nascere i figli di attrici e supermodelle come Cate Blanchett, Jerry Hall ed Elle MacPherson (nella foto di apertura articolo con il suo bambino) che esercita al St. John & St. Elizabeth  Hospital di North London ed è stato il precursore del parto in acqua in Inghilterra.

Ebbene, questo luminare sostiene che il lavoro della mamma non si esaurisce nei pochi mesi di astensione obbligatoria dal lavoro, che sono consentiti in Italia, il lavoro della mamma è un lavoro molto importante e per dare il meglio ai nostri piccoli dovremmo restare accanto a loro almeno per i primi 24 mesi e per “accanto” intende che si deve stare accanto sempre, anche di notte accogliendo il bimbo nel lettone, senza paura di “viziarlo”, semmai per renderlo un bambino ed un adulto sicuro di sé.

Quindi niente ritorno al lavoro precoce, niente baby sitter o asilo nido, per i bambini ci vuole la mamma!

Da noi le mamme sono spaccate in due fazioni: le  “eco-mamme” che usano la fascia, allattano al seno seguendo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, accolgono il bimbo nel lettone o con il “side-bed”, assistite ed accompagnate in tutto e per tutto dai loro compagni; e le mamme intransigenti, affezionate al libro “fate la nanna”, al latte artificiale ed al biberon, sempre combattute sul cosa è meglio fare secondo le opinioni di amici, parenti e pediatri.

Ovviamente io ho fatto un quadro molto netto tra le due fazioni e spesso i confini sono più sfumati, ma tu da che parte della barricata stai?

7 Comments on "Educazione: via libera al lettone per bimbi più sicuri"

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  1. Pina scrive:

    sono il ritratto della mamma intransigente..più per esigenza che per vocazione. Son rientrata al lavoro a due mesi dal parto e lì ho smesso di allattare. Mia figlia non dorme mai con me, perchè spesso la sera lavoro fino a tardi…non è facile essere eco-mamma e doversi arrangiare in tutto per tutto.E comunque il mio compagno è ben felice della nostra “solitudine” nel lettone. Ci tengo a precisare che mia figlia è serena e contenta.

    • Alessia scrive:

      Pina, prima mi scrivi che sei intrensigente ma solo per “esigenza” e poi cambi rotta, però se questo funziona per voi, non vuol dire che funzioni per tutti, no? Le opinioni di “guru” poi vanno prese e riadattate alle esigenze di ognuno 😉

  2. roberta scrive:

    eco-mamma. Mia figlia ha dormito beatamente in mezzo al lettone fino a quando c’è entrata. Dall’anno ha fatto un po’ e un po’ addormentandosi nel lettone e passando poi nel lettino. E a due anni e mezzo le ho detto: ‘Amore sei grande.. vuoi dormire nel tuo lettino?’… e da allora dorme lì…

  3. noemi scrive:

    Io credo di non essere nè di qua nè di là…sono la prima a sostenere che il piccolo ha bisogno della mamma, infatti proprio per questo quando ho partorito ho scelto una clinica che mi permettesse di tenere il piccolino accanto al mio letto, l’ho allattato al seno e ho ritardato più che mai il rientro al lavoro…ma farli dormire nel lettone? Credo che sia un errore enorme!
    Mio figlio dorme nella sua cameretta e nel suo lettino da quando aveva 1 mese e mezzo e vive la sua “indipendenza notturna” con assoluta serenità. Tutto sta nell’abituarli da subito…forse siamo noi mamma a soffrire il distacco e a non esserne serene…ma dopo il primo impatto ci si abitua e ne guadagnano tutti: il bimbo impara ad essere “indipendente” e vivere serenamente la propria camera e gli eventuali distacchi dalla mamma, senza ansie, angosce o crisi di pianto, mentre la coppia ne guadagna in autonomia e può vivere serenamente il proprio rapporto senza forzature per nessuno!

  4. Daniela Guasco scrive:

    io pure!

  5. Livia scrive:

    Eco-mamma, naturalmente!

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