Endogestazione e esogestazione: il rapporto madre figlio

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Endogestazione esogestazione

 

I nove mesi di gravidanza sono volati. Ora sei a casa con il tuo bambino. Durante la gestazione ti sei presa cura del tuo bebè e ora continui a farlo, in una strettissima simbiosi. Lo stretto rapporto che lega la mamma al neonato si suddivide in due momenti specifici l’endogestazione e l’esogestazione.

Endogestazione e esogestazione

La gravidanza infatti è un periodo molto più lungo dei nove mesi di gestazione. Non si esaurisce con il parto e la nascita del bambino. Il neonato infatti sino ai 9 mesi ha bisogno della mamma per sopravvivere. Cura, amore e nutrimento. Attenzione, latte materno e coccole.

La gestazione dura quindi 18 mesi: 9 di endogestazione (il bambino si sviluppa nell’utero materno) e 9 mesi di esogestazione (extrauterina).

L’endogestazione

Durante la gravidanza mamma e bambino sono un unicum. Per nove mesi vivono in strettissima relazione. L’uno dentro l’altra.

Il feto cresce nell’utero materno. Si sviluppa nel liquido amniotico, al buio, cullato e raccolto. Uno spazio piccolissimo ma che per lui è più che sufficiente per crescere nei novi mesi di gestazione.

Il momento del parto conclude quest’ultimo trimestre. Il bambino passa da un ambiente intimo e caldo alla realtà familiare. I rumori e gli stimoli si moltiplicano. Non più solo il suo respiro e il battito cardiaco, ma voci e suoni. Ecco perchè i cuccioli d’uomo necessitano di altro tempo per adattarsi alla vita extrauterina.

L’esogestazione

L’adattamento al mondo del neonato è lento e graduale.

La prima voce che il bambino riconosce è quella della madre. Per questo istintivamente appena la sente il neonato cerca gli occhi e la bocca della mamma. La natura fa si che il piccolo si rivolga a lei.

L’esogestazione è quindi quel periodo che dura 9 mesi dopo il parto in cui il neonato si sviluppa, cresce e completa la propria maturazione, per rendersi indipendente.

 

  • I TRIMESTRE DELL’ESOGESTAZIONE Il bambino si deve adattare alla vita extrauterina. Ritmi giorno-notte, i rumori, l’immobilità. Inoltre tutto il suo organismo si deve adattare alla vita: dal sistema neurologico a quello intestinale, ecc. Il latte materno contribuisce a fornirgli gli anticorpi e a rafforzare il suo sistema immunitario. Tantissime novità. Per questo ha bisogno di essere rassicurato, preso in braccio e attaccato al seno. Non è solo nutrimento ma sostegno e calore. Affetto e rassicurazione. Se durante il giorno il bambino piange spesso, è perchè non sente la mamma. I neonati hanno bisogno del contatto. Quindi per non “rompervi” la schiena vi suggeriamo di usare la fascia che è un ottimo modo per avere il vostro bambino vicino ma in tutta sicurezza. Stesso discorso la notte. Tenetelo accanto a voi e se avete paura di schiacciarlo usate il side-bed, una culla che si posiziona alla stessa altezza del letto.

 

  • II TRIMESTRE  Mamma e bambino iniziano a trovare il loro equilibrio. Un rapporto speciale ed esclusivo. L’allattamento diventa sempre più legato ai bisogni del bambino che contemporaneamente comincia a manifestare la propria curiosità verso il mondo esterno. In questo trimestre vi suggeriamo di utilizzare il massaggio per entrare ancora più in relazione con il vostro bambino.

 

  • III TRIMESTRE Il bambino inizia gradualmente a conoscere ed esplorare gattonando e inizia a nutrirsi non solo con il seno materno. Il seno non sarà più l’alimento esclusivo ma manterrà una relazione di intimità. Lo cercherà magari nei momenti del sonno o in altre situazioni di relazione. 

 

Non abbiate paura di “viziare” i vostri bambini. Coccolateli ed amateli per renderli sani e forti!

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