Epifania: filastrocche e rime per la Befana

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befana

La tradizione della Befana è molto sentita nelle famiglie italiane. Se mamme e papà si mandano messaggini e frasi divertenti, i bimbi si possono divertire a recitare e riscoprire le tante filastrocche legate a questo personaggio tanto brutto quanto amato da piccoli e grandi.

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Provate a fare un giro, troverete uno speciale tutto dedicato alla Befana e all’Epifania: non solo filastrocche, ma anche ricette, idee per  lavoretti, tradizioni nel mondo.

Vediamo insieme alcune delle filastrocche più belle da imparare e declamare insieme ai nostri bimbi.

Ecco una delle più famose…

Filastrocca della Befana

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte…
Vien dal cielo con la scopa
e sui tetti pian si posa,
e poi scende lesta lesta
dai camini con la cesta.

La befana é una vecchietta
un po’ brutta poveretta,
ma ai bambini poco importa
se la cesta é colma colma
tutta piena di regali, dolci, treni,
bamboline per riempire le calzine.

La befana con la cesta
cerca, cerca la calzetta
e soltanto ai bimbi buoni
lei ci mette tanti doni
ma a chi é stato un po’ birbone,
lei la colma con carbone.

La befana é già sul tetto
presto bimbi tutti a letto!
Lasciam sola la vecchietta
a riempire la calzetta,
che doman di buon mattino
scopriremo il regalino!

Una versione che tutti possono imparare a memoria

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!

Questa filastrocca potrebbe essere recitata da mamma e papà per mandare a letto i bimbi la sera del 5.

Zitti, zitti, presto a letto
la Befana è qui sul tetto,
sta guardando dal camino
se già dorme ogni bambino,
se la calza è ben appesa,
se la luce è ancora accesa!
Quando scende, sola, sola,
svelti sotto alle lenzuola!
Li chiudete o no quegli occhi?
Se non siete stati buoni
niente dolci, nè balocchi,
solo cenere e carbone!

Una filastrocca per ripassare insieme un po’ di geografia

La Befana di Torino
ha due buchi nel calzino
mentre quella di Milano
le due toppe ha nel pastrano:

Arrivate entrambe a Riccione
si comprarono un bel maglione
e alla scopa stanca di volare
fanno fare un bel tuffo in mare.

La mattina la strada riprendono
che i bambini già le attendono
sotto i camini son pronti i calzini
dei ragazzi da Trieste a Vizzini

Terminiamo con una poesia di Pascoli dedicata proprio alla Befana. Un po’ lunga, forse, da imparare a memoria…

La Befana

di Giovanni Pascoli

Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda…tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda…ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda… tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sull’aspro monte.

Se ne volete leggere delle altre, fate un giro su Filastrocche.it, ne troverete molte altre. Buona Epifania!

 

 

Fonte:

holyart.it

Postato in: Feste, Natale

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