Episiotomia: cos’è e come prevenirla

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episiotomia

Il tema dell’episiotomia è uno dei temi che viene affrontato generalmente nei corsi preparto e fa parte di quelle informazioni che vengono dete alle future mamme per aiutarle a comprendere quello che succederà o che potrebbe succedere nella sala parto.

L’Episiotomia è un piccolo taglio chirurgico praticato sul perineo nel momento finale del travaglio con lo scopo di favorire il passaggio della testa del bebè. Dovrebbe essere una pratica occasionale, messa in atto soltanto nei casi di effettiva necessità, la cui frequenza è stata stimata nel 5% dei casi (parti con rischio di traumi per la mamma, parti operativi con la ventosa, o parti con complicanze impreviste.

Negli ultimi anni l’episiotomia è diventata però una pratica sempre più diffusa e praticata, poiché è stata ritenuta utile a prevenire prolassi uterini e vescicali, lacerazioni maggiori o altri traumi. Studi scientifici recenti hanno però sottolineato che una lacerazione di primo o secondo grado sia una conseguenza del parto preferibile rispetto a quelle di un’episiotomia (punti di sutura, rischio di infezione, cicatrici, conseguenze sulla muscolatura profonda) e per questo si è spesso invitato a ridurre l’uso di questa pratica.

Episiotomia: perchè viene praticata

Sintetizzando, le motivazioni per cui si sceglie di praticare una episiotomia sono principalmente quattro:

  • prevenire lacerazioni spontanee gravi, cioè di terzo e quarto
  • rendere più semplice la sutura delle lacerazione
  • ridurre il rischio di sofferenza
  • diminuire i danni conseguenti al parto.

È quindi necessario praticare un’episiotomia per un parto senza rischi? Naturalmente no e, posto che la decisione finale deve sempre essere affidata ad uno specialista, va detto che vi sono delle buone pratiche attuabili per cercare di evitare che al momento del parto vi sia la necessità di ricorrere a questa pratica. Tra queste: il massaggio del perineo (a partire dalla 35a settimana di gravidanza) e la possibilità di affrontare il travaglio e il parto nella posizione che si preferisce (parto attivo). Tra i fattori che invece tendono a favorire la necessità di ricorrere all’episiotomia vi è l’induzione farmacologica del parto, poiché accelera il travaglio in modo non naturale.

Come evitare i fastidi conseguenti l’episiotomia

In alcuni casi, l’episiotomia risulta indispensabile, per i motivi sopra elencati. In questi casi è possibile alleviare i fastidi che ne conseguono con alcuni accorgimenti:

  • evitare di stare molto tempo in piedi e utilizzare una ciambella quando si resta sedute
  • se la posizione è dolorosa, fare risciacqui con un disinfettante naturale
  • promuovere un’attività intestinale regolare
  • mantenere la ferita il più possibile asciutta.

Generalmente i disturbi legati ad una episiotomia scompaiono nel giro di qualche giorno o settimana, ma se il taglio praticato è stato ampio può essere necessario anche un periodo più lungo.

Queste ed altre informazioni sulla epidiosomia e su ciò che avviene o potrebbe avvenire all’interno della sala parto vengono generalmente fornite alle future mamme durante un corso preparto. Per trovare quello più vicino a te puoi visitare Ok Corso Preparto, il motore di ricerca dedicato ai corsi preparto e postparto.A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto.

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1 Comment on "Episiotomia: cos’è e come prevenirla"

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  1. Maria Luisa scrive:

    Ciao! Io ho partorito 5 mesi fa, mi avevano detto che i disturbi legati all’ episiotomia sarebbero passati con il tempo, ma purtroppo dopo tutti questi mesi sento ancora fastidi, sia quando vado in bagno che quando cerco di avere rapporti con mio marito. Mi sono interessata e ho trovato su internet notizie su una terapia laser che pare risolva il problema. Si chiama MonnaLisa Touch, avete notizie in merito?

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