Esami in gravidanza: Tritest

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L‘amniocentesi e la villocentesi sono esami delicati ai quali non tutte le gestanti si sottopongono, sia perché hanno un rischio di aborto (seppur basso,),sia perché  hanno un costo piuttosto elevato (per le donne che non hanno un età a rischio), il tritest è un esame che si esegue per valutare una stima del rischio di partorire un bambino affetto da sindrome di Down, è possibile fare il Tritest  con un semplice prelievo di sangue che la gestante esegue tra la 15° e la 17° settimana di gravidanza.

Dal prelievo si  può valutare la presenza di tre sostanze prodotte in parte dalla placenta ed in parte dal fegato del feto: l’alfafetoproteina, l’estriolo non coniugato e la beta-gonadotropina corionica. I risultati ottenuti vengono inseriti in un computer che, con un programma specifico, li elabora, considerando alcuni parametri come l’età materna, il peso corporeo della madre, la settimana di gestazione datata ecograficamente, la presenza di patologie materne (come ad esempio il diabete), un’eventuale gravidanza gemellare. Elaborazione di questi dati può determinare che probabilità di rischio esiste che il bambino sia affetto dalla sindrome di Down.

Il Tritest non dà alcuna certezza, ma rende possibile individuare una maggiore percentuale di rischio in alcune donne, che quindi possono decidere di sottoporsi ad un’amniocentesi per una certa e precisa diagnosi.

Per incrementare la stima di rischio  il Tritest viene ora associato al test della “translucenza nucale”, un’indagine ecografica che si esegue tra la 10° e la 13° settimana di gravidanza. L’esame consiste nel misurare lo spessore di edema (accumulo di liquido) sottocutaneo a livello della nuca del feto: questa zona, infatti, tende ad aumentare negli individui affetti da sindrome di Down.

Recentemente è stata individuata nel sangue materno una sostanza di origine placentare chiamata “Proteina A Associata alla Gravidanza” (abbreviazione in inglese come PAPP-A). Questa sostanza è presente già dall’8°-9° settimana di gravidanza ed un livello basso aumenta il rischio che il bambino sia affetto dalla mongolismo.
Il dosaggio della PAPP-A, assieme a quello della beta-gonadotropina corionica, prende il nome di Duotest ed ha il vantaggio di individuare più precocemente, già nel primo trimestre della gravidanza, le donne con aumentato rischio di avere un figlio malato.

Immagini:
motherlife.comsalute
pourfemme.it
shiatsu-latina.com

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  1. www.blog-news.it | 25 settembre 2010

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