Fare un figlio con la procreazione assistita: all’estero è low cost!

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Couple in consultation at IVF clinic

Molte coppie, sono dati statistici a confermarlo, ricorrono alla fecondazione assistita all’estero. Si stima che ogni anno circa 4000 coppie Italiane si rechino all’estero per trattamenti che sono di ovodonazione nella quasi totalità dei casi, non sempre consapevoli dei rischi impliciti di questa scelta. Ed è emblematico il caso di una coppia di genitori che denuncia l’abbandono dello Stato per questa problematica di grande attualità in una lettera accorata inviata a Giorgio Napolitano.

Ecco uno stralcio della lettera:

«Se nostro figlio è nato malato è colpa della crudele e discriminatoria legge 40 che dal 2004 vieta in Italia la fecondazione eterologa».

La coppia si era rivolta ad una clinica di Creta per avere un figlio attraverso la donazione di gameti, il bambino nasce con la neurofibromatosi, una patologia genetica rara e grave, non attribuibile al padre ma nell’ovocita donato, in anonimato, da una donna alla clinica greca.

Una storia dolorosa che non dovrebbe capitare a nessuno. La Società italiana di diagnosi prenatale ribadisce con forza che:

Bisogna fare attenzione ai centri “low cost” e alle strutture all’estero, in Italia i controlli sarebbero rigorosi e casi del genere non potrebbero succedere. Nella grande maggiorana delle nascite frutto di fecondazione assistita non si evidenzia alcun problema.

Il dottor Filippo Ubaldi, Direttore Centri di Medicina della Riproduzione Genera di Roma, sul caso della coppia italiana esprime una posizione di aspro disappunto e dichiara che è inammissibile che un paziente debba rivolgersi ad un centro all’estero per avere dei figli.

Negli ultimi anni è in aumento la tendenza delle coppie alla ricerca di un figlio che si spostano all’estero per ricorrere alla procreazione assistita eterologa. Spinti da consigli di altre coppie o per risparmiare si rivolgono a centri che per tener i costi bassi non eseguono procedure di sicurezza e di controllo e, pensate, mentre un trattamento di ovodonazione negli Stati Uniti può costare dai 6.000-8.000 ai 20.000 euro, nei Centri Spagnoli si scende a 3.000 euro e anche meno in molti centri dell’Europa dell’Est, Grecia, Turchia.

Questa marcata differenza di costi comporta un maggior rischio per le coppie che si sottopongono al trattamento non solo per se stessi ma anche per il nascituro. “Per chi si rivolge ai Centri stranieri – conclude il direttore dei centri Genera – “è fondamentale affidarsi alla serietà di chi effettua tutti i controlli e gli esami richiesti sia alle coppie che alle donatrici”.

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