Febbre in gravidanza: può essere pericolosa?

ADV

Primi freddi, primi malanni, qualche stranuto e non è insolito in questo periodo un pò di febbre. Restare al calduccio con un po’ di coccole e un aspirina di solito può bastare. Ma se è la mamma in attesa ad avere la temperatura che sale, è il caso di preoccuparsi? In gravidanza, l’automedicazione non è proprio il caso, meglio chiamare il medico! 
Durante la gravidanza si verifica quasi sempre un aumento di temperatura  di qualche decimo poiché l’elevata produzione di progesterone comporta una dilatazione dei vasi e dei capillari sanguigni e quindi un aumento di calore corporeo, di solito fra i 3 e i 5 decimi. L’aumento compare fin dall’inizio della gravidanza, tanto che ne è addirittura un sintomo!

Però se la temperatura, supera 38 o 38,2 gradi la febbre alta mette in moto le difese dell’organismo materno, che possono portare alla comparsa di contrazioni dell’utero, solitamente il medico prescrive un farmaco per abbassarla come il paracetamolo privo di controindicazioni per la gravidanza o a volte si può usare l’acido acetilsalicilico (la comune aspirina usata quando si è raffreddati), che tuttavia si preferisce evitare nelle prime sei settimane di gravidanza e negli ultimi 15 giorni, perché altera la coagulazione del sangue.

Va ricordato che la febbre è sempre un  sintomo di malattia: per questo, in un momento delicato com’è la gravidanza è il medico che deve stabilire le cause che l’ hanno provocata. Se ha origine virale la febbre i virus passano la barriera placentare: più facilmente nella seconda metà della gravidanza, ma con conseguenze meno problematiche per il bimbo, e meno facilmente nella prima metà. Il virus dell’influenza è abbastanza tollerato dal piccolo. Se ha origine batterica le infezioni batteriche non arrivano direttamente al bimbo. Il rischio si presenta quando nella placenta si formano piccole lesioni che ne permettono il passaggio.

Durante i nove mesi la febbre può essere il sintomo di un’infezione alle vie urinarie, a cui la futura mamma è decisamente più esposta. Nella vie urinarie si verifica un ristagno d’urina in cui  i batteri  possono proliferare causando un infezione. Questo disturbo può avere il rischio di parto prematuro, le infezioni delle vie urinarie vanno prevenute anche per questo motivo si effettua l’esame mensile delle urine.

Va bene inserire l’apporto di vitamine di sostegno, come il complesso B e la vitamina C per rafforzare le difese contro le malattie da raffreddamento, sempre sotto consiglio del medico. 

In caso di febbre il riposo “potenzia” la cura con l’accortezza negli ultimi mesi di evitare di star distese sulla schiena: l’utero può premere sull’aorta, l’arteria che porta in circolo il sangue ossigenato, e soprattutto sulla vena cava, che riporta al cuore il sangue venoso. Due o tre cuscini dietro la schiena evitano questo rischio e favoriscono la respirazione anche comodamente sedute in poltrona però ben coperte!

Quando la temperatura è alta può essere di sollievo effettuare le spugnature di acqua, o acqua e alcool denaturato (con un asciugamano di spugna) fatte su tempie, polsi, avambracci e caviglie.

Scrivi un commento