Da 25 novembre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Fibroma uterino: posso restare incinta?

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I fibromi, anche detti miomi, sono tumori benigni dell’utero, provocati da una crescita anormale della muscolatura liscia dell’utero. Simili a dei noduli, hanno un aspetto tondeggiante, sono ben circoscritti e non vascolarizzati, con una consistenza compatta. Con un’incidenza molto alta, soprattutto tra le donne sopra i 35 anni, i fibromi sono i tumori benigni dell’utero più frequenti.

Non sono ancora state del tutto chiarite le cause che portano alla formazione dei fibromi di solito compaiono nella donna dopo la prima mestruazione e tendono a regredire con l’arrivo della menopausa. Durante la gravidanza possono svilupparsi sensibilmente a causa della tempesta ormonale che investe l’organismo della futura mamma, normalmente non hanno alcuna conseguenza sulla gravidanza e sullo sviluppo del feto, ma solo in alcuni casi invece possono portare ad un parto prematuro e nei casi più seri ad un distacco della placenta. Anche la pillola anticoncezionale può contribuire a favorirne la comparsa.

Nella maggior parte dei casi, i fibromi si formano nella cavità dell’utero e a seconda della posizione all’interno dell’utero, si distinguono in:
sottosierosi, quando si sviluppano nel perimetrio, cioè il rivestimento più esterno che avvolge l’utero;
intramurali, quando si formano dentro il miometrio, cioè nella parete uterina causando un’ostruzione alla contrazione dell’utero;
sottomucosi, quando si affacciano verso l’interno della cavità uterina.
Infine, si parla di utero fibromatoso quando l’intero utero è caratterizzato dalla presenza di nodi di fibroma che ne alterano la struttura.

I fibromi possono passare inosservati, dato che nella maggior parte dei casi non presentano alcun sintomo. Spesso è il ginecologo che ne riscontra la presenza durante una visita interna o grazie a un’ecografia. Il disturbo più frequente legato alla presenza di uno o più fibromi è il sanguinamento uterino eccessivo, che può presentarsi sotto diverse forme:
perdite di sangue abbondanti durante il ciclo o tra un ciclo e l’altro e mestruazioni lunghe. Questi sanguinamenti eccessivi possono portare anche all’anemia per carenza di ferro, con conseguente stanchezza anche intensa;
dolori al bacino per la pressione diretta che esercitano sulle strutture adiacenti;
incontinenza urinaria e lo stimo a urinare eccessivo, causato dalla compressione dei fibromi sulle pareti della vescica, che si trova subito davanti all’utero.

Possono anche essere all’origine di disturbi della fertilità. Responsabili di questo problema sono i sottomucosi, cioè quelli che dalla parete muscolare dell’utero si affacciano nella cavità uterina, che possono ostacolare l’impianto dell’uovo. In particolare, dopo la fecondazione l’embrione scende nella tuba per tornare nella cavità uterina e impiantarsi. L’utero, che avverte al suo interno la presenza del fibroma, cerca di espellere questo ostacolo, e in questo tentativo si contrae con una certa frequenza rendendo così più difficoltoso l’impianto dell’embrione.

Un fibroma uterino può essere diagnosticato dal ginecologo che, durante una visita interna, rileva al tatto una consistenza anomala all’interno dell’utero. L’esame più attendibile, tuttavia, per accertarne la presenza rimane l’ecografia pelvica trans vaginale che, attraverso gli ultrasuoni “fotografa” l’utero dall’interno, permettendo di scoprire se ci sono uno o più fibromi, la loro collocazione e le loro dimensioni.

Immagini:
uterine-fibroids.org
adnkronos.com

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