Gelmini mamma, maternità a casa privilegio o diritto?

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Il ministro Gelmini neomamma da due settimane è pronta a tornare al lavoro! Una notizia di pochi giorni fa che ha suscitato sorpresa ma soprattutto una rumorosa polemica sul web a fronte di dichiarazioni del ministro rilasciate al settimanale io Donna.

Queste le sue dichiarazioni: “restare a casa è un privilegio, la gravidanza è una cosa unica, è proprio come dicono. Uno stato di beatitudine che dà una forza incredibile, che non conoscevo. Ti senti più forte di prima. Anch’io, come la D’Amico, ho più facilità di altre donne a tornare subito a lavorare senza trascurare mia figlia. Ma non vuol dire non essere una buona mamma, dovrebbero farlo tutte”.

Sulla questione Daria  Bignardi interviene definendo questo ritorno prematuro al lavoro un errore; secondo la Bignardi “un errore che fanno moltissime primipare. Ci si sente ì forti, con un neonato tra le braccia, e in grado poter fare tutto. Se si fa un lavoro che piace, se si teme che l’assenza possa intralciare (o distruggere) la vita professionale, si cerca di fare tutto insieme. Ci si convince che si può, e si deve.

A volte, si è costrette a farlo anche se il lavoro non piace, per non perderlo. Ma privarsi, e privare i nostri figli neonati, di un rapporto esclusivo e di ritmi naturali è un sacrificio che non dovremmo mai fare, e che nella maggioranza dei casi rimpiangeremo per sempre, perché la loro prima infanzia dura poco, e non ritorna!

Ci illudiamo, in quanto organizzate o benestanti, di poter fare tutto, ma è un’illusione destinata a sgretolarsi man mano che i figli crescono. Arriverà per tutte, o quasi, il momento in cui si capirà che il prezzo del fare tutto è assurdo e crudele. Staccarsi prematuramente dai figli, illudersi che ce ne stiamo occupando anche se siamo lontane, è una scelta rischiosa. Per crescere sicuri e fiduciosi nel prossimo, i bambini hanno bisogno proprio di noi: non c’è tata, nonna, asilo nido e nemmeno padre che possa sostituire lo sguardo e l’abbraccio della mamma. Più tempo stiamo insieme e meglio è, per noi e per loro”.

La Bignardi conclude: benedico la legge che tutela, un minimo, le madri, e le obbliga a stare coi figli almeno cinque mesi.

Questione controversa e spinosa quella del rientro al lavoro dopo il parto voi che ne pensate?

Immagini:
corriereuniv.it
pupia.tv

16 Comments on "Gelmini mamma, maternità a casa privilegio o diritto?"

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  1. viviana scrive:

    è questione di scelte Angelica tu metti davanti il lavoro altre la famiglia ma ti assicuro che ora che sono imprenditrice di me stessa e non più dipendente la penso esattamente come prima la tutela c’è ma viene boicottata certo non bisogna far di tutta l’erba un fascio ci sono aziende che rispettano le neo mamme che rispettano i loro diritti che magari creano un micro nido aziendale al loro interno per favorire il rientro che offrono magari orari più idonei concedendo part time o slittamenti in entrata o in uscita che concedono permessi parentali……fortunate quelle dipendenti…così come non bisogna giudicare tutte le dipendenti approfittatrici della situazione …ribadisco la MATERNITA è un DIRITTO sacrosanto non deve diventare un privilegio di pochi e le donne che si fanno carico di creare una famiglia vanno TUTELATE RISPETTATE e VALORIZZATE perchè non è per niente facile crescere dei figli e lavorare contemporaneamente ma lo facciamo e ci riesce anche bene nella maggior parte dei casi

  2. anna scrive:

    ogni vissuto merita rispetto!Ma le esperienze negative non fanno una statistica!

    • viviana scrive:

      ma io non capisco ….se fortunatamente c’è la possibilità di occupersi dei figli appena nati,ricordiamo tra l’altro che la retribuzione dopo i primi tre mesi scende al 40% e dopo i nove più niente, perchè una donna che sceglie di usufruire di un suo diritto( di occuparsi di suo figlio e non di stare a casa a fare la calzetta intendiamoci….)e poi di ritornare al lavoro deve essere così criticata e giudicata …la mia non è un’esperienza negativa o una statistica è la realtà delle cose ….parlatene con le semplici dipendenti si possoo contare sulla punta delle dita chi ha avuto un rientro sereno senza intoppi che ha ripreso le sue mansioni come prima….io non voglio mancare di rispetto a nessuno e non sto piagnucolando anche perchè fortunatamente ho potuto permettermi di lasciare il lavoro e mettermi in propio ma il fatto è che se FORTUNATAMENTE c’è una legge che ti permette di occuparti dei tuoi figli appena nati è NOSTRO diritto usufruirne e le MINISTRE dovrebbero dare il buon esempio e usufruirne anche loro …e mi fermo qui senza toccare argomenti come nido rette orari ecc….da far combaciare con le esigenze lavorative…….

  3. Angelica scrive:

    Io invece credo che pochi abbiano compreso il senso delle dichiarazioni dell’On.Gelmini. Io sono una datrice di lavoro di 5 dipendenti, tutte donne. Vi posso dire che in 10 anni nella mia attività si sono alternate 7 maternità, quasi tutte doppie. Vuol dire che ho assunto persone che non ho più rivisto, tutto a sfavore dell’attività e delle colleghe di lavoro. Vi posso dire che il diritto alla maternità è suoer tutelato e super garantito e non è vero niente di tutto quello che dite!anche l’allattamento è tutelato, fino al compimento del primo anno di vita del bambino una donna può svolgere sei ore di lavoro anzichè otto e 15 mesi di maternità vi sembrano forse pochi.Non c’è mobbing e non c’è retrocessione nel posto di lavoro, perchè ci sono leggi che non lo permettono. L’Italia è l’unico stato che garantisce a 360°il diritto alla maternità.Solo che da buoni italiani siamo sempre abituati ad approfittare e a lamentarci. Se ognuno facesse un quarto del proprio dovere ci sarebbero più diritti e più soldi per tutti.Tutte le mie dipendenti hanno avuto uno o due figli, si sono comprate casa e vivono del reddito e dei diritti che io come datore sono in grado di garantire. Io che sono datore di lavoro, non mi posso permettere l’acquisto di una casa e soprattutto a 37 anni non ho il tempo di fare un figlio. Forse il privilegio di cui parla il Ministro si riferisce proprio a certe condizioni, nel senso che ci sono donne più fortunate di altre perchè possono godersi la maternità. Ci sono donne come me e sono tante, che per le responsabilità che si sono assunte nei confronti dei propri dipendenti o dei cittadini,non possono permettersi di stare a casa neanche per una maternità. E ancora di più sono convinta che il Ministro volesse dare man forte ed incoraggiare proprio queste donne!! Grazie

    • viviana scrive:

      mi spiace ma la barzelletta delle donne tutelate sul posto di lavoro propio non la mando giù….è vero che FINCHE’ sei in attesa sei tutelata se stai bene e fai un lavoro che te lo consente puoi continuare a lavorare oppure se hai una gravidanza a rischio o un lavoro a rischio puoi restare a casa ma è il DOPO che non è tutelato ….perchè sei vittima di MOBBINGe non ci puoi fare niente perchè neanche i sindacati ti proteggono …e se ce la fai ad ingoiare il rospo e andare avanti bene altrimenti ti licenzi senza toccare il tasto di chi al momento dell’assunzione ti fa firmare un foglio bianco così nel momento in cui ritorni dalla maternità ti ritrovi le tue dimissioni belle e pronte è questa la realtà !!! e il mio non è certo un ccaso isolato anzi è la prassi comune e tutti sanno e tutti tacciono perchè se vuoi lavorare così è…tu parli da imprenditrice e comprendo il tuo punto di vista ma ti assicuro che la cosa vissuta dalle dipendenti è tutta un’altra cosa…e poi se vogliamo i datori di lavoro dovrebbero raccontarla giusta perchè la maternità viene risarcita interamente dall’inps e per tutto il tempo di assenza possono assumere a regime agevolato ….non mi sembra che ci siano perdite ne nella produzione ne nei confronti delle colleghe …scusa lo sfogo ma sull’argomento sono piuttosto incattivita….

      • Claudia-cipi scrive:

        Scusa Viviana, ma nel tuo caso c’è un datore di lavoro disonesto. Non è il sistema o la legge ch enon va, ma la persona che ti ha assunto.
        Perchè firmare il foglio in bianco all’assunzione non è legale. Così come non è legale demansionare una neomamma quando rientra al lavoro.
        Se il datore di lavoro è onesto la mamma è tutelata. Se è disonesto non è tutelato nessuno.

    • romana scrive:

      se non ci fossero che proteggono queste dipendenti le retrocederesti ?

      • Claudia-cipi scrive:

        Mi permetto di risponderti anche io, visto che sono figlia di titolare d’azienda: noi non ci abbiamo mai nemmeno pensato, di retrocedere una nostra collega/dipendente solo perchè ha avuto un figlio.
        Anzi, a dirla tutta, noi siamo anche troppo buoni e non retrocediamo nemmeno chi se ne approfitta un po’ troppo… e chiudiamo tanti occhi e diamo tanti vantaggi ai nostri dipendenti, ma loro per la maggior parte o non se ne accorgono o fanno finta di non accorgersene, e pretendono sempre di più… ma anche qui rientriamo nel discorso onesto/disonesto: i dipendenti onesti, come i datori di lavoro onesti, non hanno bisogno di tante leggi per comportarsi civilmente.

        • viviana scrive:

          rispondo l’ultima volta e poi chiudo il discorso … io ho riportato non solo la mia esperienza ma quella di molte dipendenti dall’operaia all’infermiera all’impiegata … si la legge c’è che tutela …ma si può aggirare e non si tratta di onestà o disonestà si tratta di coerenza se la legge c’è usiamola tutte alla stessa maniera in modo che non ci siano equivoci….e poi scusami ma la frase “siamo troppo buoni…anche con chi se ne aprofitta….” se io sto usufruendo delle mia maternità o dell’allattamento che mi permette di lavorare sei ore o dei permessi parentali me ne sto aprofittando o sto esercitando un mio diritto di madre lavoratrice? o Angelica che dice che le sue dipendenti si sono comprate casa hanno fatto figli a suo discapito…cosa centra questo con i diritti di una madre lavoratrice??? mi sembra che il dente avvelenato ce l’avete anche voi ….comunque la mia critica andava oltre il datore di lavoro ..andava a quelle donne ,come per esempio la Gelmini ma altre come lei ,che ricoprono ruoli importanti e in vista che dovrebbero a mio avviso dare l’esempio e non creare precedenti….così si fà solo confusione ….mi scuso se ho offeso qualcuno

          • Claudia-cipi scrive:

            quando ho scritto “chi se ne approfitta” non mi riferivo alle colleghe che si sono sfruttat al massimo ed al meglio i loro diritti, ci mancherebbe. Pensavo a quei colleghi che con l’auto aziendale vanno al centro commerciale la domenica, per dirne una. Forse ho sbagliato a spingermi oltre i confini della mamma lavoratrice.
            E’ sempre questione di onestà o meno: se sei onesto rispetti la legge e le persone, se non lo sei fai ti tutto epr aggirare le leggi o stirarle al massimo calpestando i diritti degli altri.
            Il dente avvelenato io ce l’ho con chi giudica ed etichetta a priori sparando sentenze generalizzate e non accetta che le cose possano andare anche in maniera diversa da come le descrive. E’ vero che molte madri lavoratrici subiscono ingiustizie, ma è anche vero che altre non ne subiscono. Non si può dire che sia sempre nero o bianco.

          • Angelica scrive:

            Cara Viviana, sono stata chiara riispetto a come la penso, non ho assolutamente detto che le mie dipendenti hanno fatto figli a mio “discapito”, che tra l’altro non vuol dire niente! ho detto che io donna come tutte le altra non mi posso permettere dei figli, perchè ho responsabilità più grandi, come le mie dipendenti, che non mi lasciano tempo di dedicarmi alla famiglia e questo c’entra con quanto ha detto la Gelmini. Sapete cosa c’è,dopo tutto quello che leggo, posso dire che i dipendenti e le mamme hanno tutte le tutele del mondo, sono i titolari di aziende, gli imprenditori che non ne hanno affatto. Ci stiamo abituando tutti a pretendere l’impossibile, dallo Stato, dal Governo, dai datori di lavoro, pensiamo tutti di avere diritti e non sappiamo che abbiamo anche dei doveri, e molto spesso è proprio il dipendente a dimenticarlo. Se ognuno facesse un quarto del suo dovere in Italia le cose andrebbero molto meglio. Andate a lavorare e guadagnatevi il vostro stipendio, smettetela di lamentarvi sempre e di colpevolizzare sempre qualcuno! Certo che abbiamo il dente avvelenato, quando lavoro dodici ore al giorno per pagare gli stipendi di mamme che sono a casa con minacce d’aborto e poi le trovo a ballare sul cubo della discoteca, o in spiaggia a prendere il sole, roderebbe anche a te Viviana ,fidati!

  4. giusi scrive:

    Io vorrei sapere quante ore al giorno lavora la carissima Gelmini.
    Di certo non lavora 8 ore come me e non lavora a 1 ora di distanza.
    Alla faccia della Sanità che invita le neo mamma ad allattare il proprio figlio fino allo svezzamento, per evitare allergie e malattie varie.
    Ma io mi chiedo se sto fuori casa 10 ore al giorno come faccio ad allattare?
    Considerando che quando torno a casa dal lavoro non ho la donna delle pulizie, quindi devo dedicare qualche oretta alla casa, alla cucina (se voglio mangiare), alla spesa ecc.Ma lei chiramente questi problemi non li ha.
    Visto che è così brava perchè non prova a allungare le giornate da 24 a 48 ore così magari c’è la facciamo anche noi(povera gente comune che lavora e lotta contro il tempo per tutte le cose che ci sono da fare).
    Senza parlare degli studi della pedagogia che affermano che un bambino appena nato ha bisogno del contatto fisico con la mamma, ah! dimenticavo che lei la laurea l’ha comprata in Calabria e quindi queste cose non le ha studiate.
    Poi vorrei che la carissima Gelmini capisse che non tutti hanno il PRIVILEGGIO di avere un lavoro come il suo, che sta seduta a distruggere la scuola pubblica solo con il potere, c’è chi pulisce scale tutto il giorno,chi sta in piedi tutto il giorno,ecc..
    Un’altra cosa che la carissima Gelmini non sà è che non tutti hanno la possibilità economica di pagare il nido o le baby sitter con gli stipendi da fame che abbiamo.
    Concludendo mi pare di capire che l’invito che fa la Gelmini è: NON FATE FIGLI SE NON POTETE PERMETTERVELO
    tanto se non avete soldi mango a scuola potete mandarli.
    FARE FIGLI DIVENTERA’ UN PRIVILEGIO DEI RICCHI.
    Giusi

  5. passodoppio scrive:

    Sono assolutamente d’accordo. Una donna ha diritto di scegliere quando tornare al lavoro senza subire ressioni da parte di queste “ministre” dei miei stivali. Un bambino ha bisogno della madre almeno per i primi mesi. Se non vi va, non fate figli.

  6. Arianna Bagatin scrive:

    Do ragione alle due risposte di cui sopra e anche alla Bignardi! Un figlio nn è un oggetto da esibire, nn è un oggetto che ti fa comodo avere per sentire i commenti della gente “che bel bimbo! Assomiglia tutto a te!” No! Un figlio è una cosa tua, è sangue del tuo sangue! Un bimbo piccolo ha bisogno solo ed esclusivamente della mamma in prima persona!
    Un domani se ne accorgerà cosa vuol dire mettere la carriera davanti a tutto! E che non venga a dire che lei comunque pensa al bene di sua figlia provvedendo a metterle vicino la baby sitter migliore del mondo!! Non c’è “baby sitter” mgiliore della propria mamma!!! E comunque facendo così, penalizza le povere e comuni madri che sono costrette a tornare al lavoro subito dopo il parto per non perdere il lavoro magari trovato facendo i salti mortali. Di questo passo finiremo che già massimo 8 ore dopo il parto ci si sentirà obbligate a tornare al lavoro. perchè: “se lo fa la Gelmini possono farlo tutte”! No! nn fate mai questo errore!! accudite voi stesse i vostri figli e ne sarete ripagate 1000 volte in piu’ nel futuro!!

  7. viviana scrive:

    sono d’accordo …purtroppo però sono tante le neo-mamme che devono e sottolineo devono tornare al lavoro al più presto altrimenti non si sa se al rientro avrai più il posto di prima …è vero che la legge è dalla parte dele neo-mamme e ti dà la possibilità di restare con il bebè fino allo svezzamento però poi al rientro sei vittima di mobbing o vieni trattata come l’ultima arrivata non hai più le tue mansioni se prima evevi magari qualche voce in capitolo ora non l’hai più sei trattata come una che se ne è stata beatamente a casa a riposare a fare niente e pagata pure!!e le ferie scordarsele sei appena tornata!! e i permessi? ma come?sei appena tornata!!e questo succede dalla semplice operaia all’impiegata alla commessa…..dovrebbe dare l’esempio la ministra e starsene a casa a godersi la sua bambina fino alla fine della maternità facendo così non fà altro che gettare cattiva luce su chi GIUSTAMENTE si vuole prendere cura del suo bambino assentandosi dal lavoro il periodo giusto…io per aver usufruito di un mio diritto mi sono dovuta licenziare …e tante come me….

  8. Claudia-cipi scrive:

    Io sono d’accordo con la Bignardi.
    Le donne che vogliono tornare al più presto al lavoro come la nosra ministra mi fanno pensare “ma cosa lo fai a fare un figlio se non hai piacere di stare con lui e non vedi l’ora di sbolognarlo a destra e manca per tornare a fare la tua vita di prima?”

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