Genitori e tempo per la coppia

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Come mamma psicoterapeuta non ho sconti: per stare bene devo lavorare sodo quanto gli altri.
Perché non approfittare delle vacanze per ripensare alla complicità di coppia e al lavoro di squadra?

La maggior parte dei miei amici ride con me del fatto che io sono una mamma spietatamente “schietta”. Difficilmente nascondo le fatiche della quotidianità.

La genitorialità è stressante, dico sempre, e chi ti dice che non è vero o sta mentendo, o ha appena comprato un libro che si intitola “Genitori senza stress” perché è troppo stressato!

Molte persone che mi conoscono mi danno feedback positivi su mia figlia o sulla nostra famiglia in generale, pensando con questo che non abbiamo mai problemi.

Siamo una bella famiglia, è vero, dove circolano molte cose sane, ma ci devi lavorare sopra 24 ore al giorno, come rispondo. E proprio quando pensi che ce l’hai fatta, che hai la risposta o la chiave per un problema, ecco che ne arriva un altro che mette in discussione tutte le tue certezze.

Come psicoterapeuta ho una certa confidenza col mettermi in discussione, e devo ammettere che “per contagio” anche mio marito ce l’ha. Fare questo lavoro non significa avere tutte le risposte, ma, se vogliamo scherzarci su, significa avere tutte le domande, che è un buon punto di partenza per cominciare a risolvere alcune cose.

Quindi anche la nostra vita è fatta di alti e bassi, piccole stranezze e momenti di crisi. In tutte le famiglie che hanno bambini queste cose si verificano a ritmo incessante. Quindi, in termini di fatica, non abbiamo sconti. 

Ridere delle cose che ci affliggono

Io e mio marito ridiamo spesso delle cose ci ci affliggono, che ci fanno arrabbiare, che ci stressano, o dei momenti di nostalgia su quando eravamo una coppia libera (ma anche meno felice di adesso). In quei momenti in cui tutto va storto proviamo ad immaginare il paradosso di avere nostra figlia nel nostro letto fino ai suoi 18 anni o quando saremo noi ad avere bisogno di lei perché vecchi, dementi e non autosufficienti.

I giorni migliori sono quelli in cui riusciamo a ridere, e succede spesso perché, per nostra fortuna, abbiamo il tacito patto mai verbalizzato di fare a turno riguardo allo stress e alla rabbia (quando uno perde il controllo l’altro ripristina l’equilibrio e torna il buonumore).

Coltivare la complicità con il partner

Coltivare questo livello di complicità con il partner può rivelarsi un ottimo salva-vita. E’ un bene anche per i bambini, perché sentono l’unità della coppia e vedono i genitori più felici.

Proprio come si programmano le cose necessarie, programmare un tempo per la coppia, un tempo per questi “piani strategici”, o anche solo per rilassarvi, può fare una differenza enorme per la salute emotiva, l’intimità e la coesione familiare.

Sembra un consiglio saggio, vero?
Noi lo abbiamo scoperto lavorandoci su duramente!

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