Si può essere felici?

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È appena passata la Giornata Internazionale della Felicità, impariamo a essere più felici con gli esercizi di Christian Boiron

Chi ha detto che nella società di oggi non si possa imparare ad essere felici?

È vero che lo stress causato dai ritmi di vita sempre più pesanti, dalle pressioni del mondo del lavoro e dai mutamenti nelle dinamiche delle relazioni sembrano a volte insopportabili, ma dalla Francia arriva un esempio importante di come si possano coniugare la professione svolta al massimo livello e la ricerca della felicità.

È l’esempio di Christian Boiron, Direttore Generale di Boiron, azienda leader mondiale nella produzione e distribuzione di medicinali omeopatici e conosciuto in Francia come “manager-filosofo”. Attualmente, è membro del Consiglio d’Amministrazione della Facoltà di Medicina di Lione di cui è anche docente all’interno del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali. Un curriculum già di per sé ricco, a cui si affianca la ricerca degli strumenti per conquistare la felicità, argomento sul quale ha scritto alcuni libri.

 

La felicità, secondo Christian Boiron, è “lo stato radioso di chi riesce a esprimere il proprio essere profondo, a vivere il proprio destino personale e a dare un senso alla propria vita, a divenire l’eroe di se stesso, a ‘volare ogni giorno più in alto’ e a sentirsi ogni giorno più libero”.

La felicità è una condizione che si raggiunge attraverso un percorso che ci insegni a gestire le emozioni forti, a circondarci di persone con le quali poterci esprimere nella nostra essenza, a evitare il timore del giudizio.

Essere felici si può? Il decalogo di Christian Boiron

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Christian Boiron propone un vero e proprio decalogo per imparare a essere ogni giorno più felici. Si inizia con la “meditazione lampo”. Fermiamoci anche solo per qualche minuto – scrive Christian Boiron – facciamo esercizi di stretching, chiudiamo gli occhi, rilassiamo la muscolatura e ascoltiamoci respirare profondamente lasciando andare i pensieri”.

La consapevolezza di sé è fondamentale per la ricerca della felicità. Ecco perché altri punti del decalogo vanno in questa direzione: Impariamo a riflettere su concetti importanti, suggerisce Boiron. “Quali emozioni evocano in noi temi come coraggio, egoismo, generosità, senso di colpa? Riportiamo su un taccuino quello che ci viene in mente, rileggiamolo e integriamolo con i nostri pensieri, ci porterà a scrivere qualcosa di ‘equilibrato’ che non ci farà provare emozioni forti”.

E ancora: Circondiamoci di persone che condividono il nostro progetto di vita. Cerchiamo di avere vicino persone che ci permettono di manifestare il nostro essere profondo, senza giudicarci. La loro compagnia sarà uno stimolo per proseguire il nostro cammino verso la felicità”.

Le emozioni, specie se sono molto forti, spesso sono causa di incomprensioni e conflitti. Ecco perché occorre imparare a “confessare” le emozioni. Quando un’emozione sopraggiunge non va repressa ma, prendendo un po’ di distacco, va confessata a chi ci sta vicino. In un momento di tensione, per esempio, può essere utile dire al proprio interlocutore: ‘scusami, mi rendo conto di essere arrabbiato, tu non c’entri nulla, è solo un mio conflitto interno che devo gestire. Possiamo sospendere questa discussione per qualche minuto?’”.

Fondamentale è anche essere indulgenti con se stessi e trovare gli spazi, mentali e materiali, per esprimere la nostra personalità. Le parole di Boiron sono molto chiare a proposito: “Concediamoci dei momenti per non fare nulla. Permettersi di non fare niente, anche solo per pochi minuti al giorno, ci aiuta a scegliere con più consapevolezza le nostre attività e gli amici che frequentiamo. In questo modo riusciremo a organizzarci meglio, a essere padroni del nostro destino…a essere veramente noi stessi”.

Boiron continua: Sdrammatizziamo. Si può iniziare praticando l’umorismo con gli altri e con sé stessi. Per riuscire a sdrammatizzare, soprattutto nei momenti di tensione, è meglio prendere una pausa per riesaminare la situazione con più serenità e libertà”. Per fare questo è fondamentale trovare un posto per noi stessi: individuiamo un luogo tutto nostro, dove stiamo bene, dove poterci ritagliare dei momenti di tranquillità e di solitudine. Diventerà uno spazio privilegiato per riflettere e progredire”. “Esprimiamo la nostra creatività – aggiunge il direttore Generale di Boiron – “ogni giorno, per un quarto d’ora, ci si può dedicare a un’attività artistica o a un hobby. È importante farlo lasciando margine all’improvvisazione, alla libertà di creare e di esprimerci in modo assolutamente originale”. Un altro consiglio di Boiron è l’espressione del sorriso interiore: “Chiudiamo gli occhi, rilassiamoci e sorridiamo: in questo modo, non solo i muscoli ma anche le tensioni si possono distendere. È un sorriso aperto al prossimo”.

La strada verso la felicità si basa su questi presupposti. E secondo Boiron uno è più importante degli altri. Il perdono. Impariamo a perdonarci, – afferma Christian Boiron, con parole che possono essere stridenti con le condizioni comuni – la sera, può essere d’aiuto ripensare alla giornata: se ci dovessimo sentire in colpa per qualcosa che abbiamo fatto o per una situazione che ci ha fatto sentire in errore o inadeguati, ripetiamoci che la perfezione non esiste e che non possiamo sempre piacere a tutti”.

 

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