Gravidanza: incontinenza urinaria, cosa si può fare?

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Durante la gravidanza  le modificazioni del corpo, l’aumento di peso e concomitanti cause ormonali possono contribuire alla comparsa di disturbi come l’incontinenza urinaria. Anche durante del parto, lo sforzo può essere la conseguenza di un rilassamento del pavimento pelvico e quindi predisporre al disturbo.

La dottoressa Antonella Biroli, fisiatra presso l’ospedale San Giovanni Bosco di Torino infatti spiega che:

“ne soffrono due terzi delle donne durante l’attesa e dopo aver partorito, il 30% di loro continua a lamentare questo disturbo. Nel corso del primo anno dopo la nascita del bambino le perdite possono regredire spontaneamente, ma rimane un 10% di donne che continua a soffrirne”.

L’ incontinenza urinaria è soprattutto un disturbo più frequente a fine gravidanza e che spesso si risolve dopo il parto, ma che può tuttavia permanere per il rilassamento appunto delle strutture muscolari e nervose del pavimento pelvico.

E allore come intervenire, cosa si può fare? Walter Artibani, direttore della clinica di  urologia di Padova e Presidente della Fondazione italiana incontinenza sottolinea l’aspetto preventivo e consiglia che:

per ridurre i disturbi legati all’incontinenza, è importante restituire funzionalità ai muscoli che sostengono il peso degli organi pelvici, e per un efficace prevenzione una soluzione valida è la fisiochinesiterapia, la quale consiste in esercizi eseguibili anche a casa. Educando le donne alla conoscenza del proprio corpo, al controllo ed al corretto utilizzo del pavimento pelvico tramite esercizi, eventualmente coadiuvati da alcune tecniche strumentali tra cui il biofeedback e l’elettrostimolazione perineale (il cui scopo è quello di stimolare e rinforzare il pavimento pelvico per mezzo di una sonda vaginale, o di elettrodi esterni) è una modalità efficace per prevenire e trattare la incontinenza urinaria femminile.”

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