Da 19 maggio 2009 7 Commenti Leggi tutto →

Gravidanza: l’Endometriosi

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L’endometriosi è una malattia cronica e complessa dovuta alla presenza di porzioni di endometrio, il tessuto che riveste la superficie interna dell’utero, in sedi anomale come le tube o le ovaie. Ogni mese, durante le mestruazioni, questi frammenti di tessuto sanguinano e si infiammano, causando dolore al basso ventre, mestruazioni abbondanti, fastidio durante i rapporti sessuali e, nei casi più seri, infertilità.

Nella maggior parte dei casi, i frammenti anomali di endometrio, cicatrizzandosi in seguito ai ripetuti sanguinamenti, alterano la normale anatomia della’apparato riproduttivo provocando infertilità.  Se invece colpisce le ovaie può dare origine allo sviluppo di cisti piene di sangue che col tempo tendono a crescere e a dare dolori addominali. Purtroppo di questa malattia si conosce il suo svilupparsi ma le cause non sono ancora ben chiare.

L’endometriosi è molto diffusa, infatti, colpisce circa il 10-20% delle donne in età fertile, in forme più o meno gravi, tende a regredire con la menopausa e si manifesta maggiormente tra i 30 e i 40 anni. Nonostante questo è una malattia poco conosciuta in quanto il dolore al basso ventre nei giorni delle mestruazioni è un disturbo che la donna tende a sottovalutare e a non riportare al ginecologo. Così come i dolori pelvici durante il rapporto sessuale, che spesso la donna evita di menzionare, a volte anche per vergogna. I disturbi invece andrebbero riferiti al medico in quanto se la malattia viene trascurata può avere serie conseguenze sulla qualità della vita e la fertilità.

In presenza dei sintomi che facciano sospettare la malattia il ginecologo esegue una ecografia transvaginale per osservare eventuali lesioni o tumefazioni. Ma per ottenere una diagnosi certa è necessario un intervento di laparoscopia cioè l’introduzione nella cavità addominale di uno strumento ottico attraverso una piccola incisione all’altezza dell’ombellico. Consentendo così di visualizzare il focolaio di tessuto anomalo, e se necessario, di rimuoverlo. Nelle sue forme più lievi, la malattia può essere asintomatica e spesso viene diagnosticata per caso, durante una diagnosi per un altro disturbo o per un problema di infertilità.

L’endometriosi può essere curata in modi diversi a seconda della gravità della malattia. Se le lesioni sono poco estese e i sintomi lievi, allora è sufficiente tenere la situazione sotto controllo con visite periodiche. Se invece i sintomi sono più importanti il medico può prescrivere la piccola anticoncezionale, che blocca le mestruazioni e dà ai tessuti danneggiati il tempo di ripararsi. Mentre, in presenza di situazioni serie, si interviene chirurgicamente per asportare i focolai di tessuto anomalo cercando, nella maggior parte dei casi, di conservare l’integrità di ovaie e tube, non pregiudicando così la possibilità di una futura gravidanza.

Immagine:
valeriapini.blog.kataweb.it

7 Comments on "Gravidanza: l’Endometriosi"

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  1. STEFANIA scrive:

    CIAO FE,
    HO LETTO SOLO ORA LA TUA E-MAIL, SCUSAMI MA SOLO DA POCO HO SCOPERTO QUESTO FORUM.
    IO HO 30 ANNI E SONO PASSATI BEN 8 ANNI DA QUANDO SONO STATA OPERATA DI CISTI OVARICA. LA MIA ERA DI 5,5 CM E L’HO SCOPERTA DOPO UNA SEMPLICE VISITA DI CONTROLLO DAL MIO GINECOLOGO IL QUALE MI AVEVA DA SUBITO SPAVENTATA DICENDOMI CHE CI SAREBBE STATA LA POSSIBILITA’ DI ASPORTARMI UN OVAIO. TUTTE CAZZATE! DISPERATA MI SONO RIVOLTA AD UN CENTRO A REGGIO EMILIA LA CLINICA SALUS DOVE MI HANNO TRANQUILLIZZATA DICENDOMI CHE ASSOLUTAMENTE NON AVREBBERO TOCCATO NULLA E CHE PIU’ GROSSA E’ LA CISTI MEGLIO E’ PER LORO E’ RIMUOVERLA MEGLIO. MI HANNO ASPORTATO LA CISTI CON INTERVENTO DI LAPAROSCOPIA CON TANTO DI VIDEOCASSETTA DELL’INTERVENTO DA PORTARTI A CASA PER FARTI VEDERE COME HANNO LAVORATO. DOPO 2 ORE DALL’OPERAZIONE MI HANNO SUBITO FATTO CAMMINARE. I DOLORI ALLA SCHIENA SONO DURATI UNA QUINDICINA DI GIORNI E I PUNTI NON SI VEDONO PIU’, MICROSCOPICI! SPERO CHE LA MIA STORIA POSSA RASSERENARVI. IN BOCCA AL LUPO PER LA TUA RAGAZZA.
    STEFANIA

  2. Fe scrive:

    sono un marito di una donna di 26 anni a cui hanno trovato circa un mese fa, durante una ecografia pelvica, una cisti ovarica dx di 7 cm. L’intervento in laparoscopia avverrà tra pochi giorni. In questo lasso di tempo abbiamo fatto altre due ecografie, e alla terza , l’ecografo ci ha paventato la possibilità di asportazione dell’ovaio poichè era “inglobato” nella cisti. A dire il vero, anche se non sono un medico, tale diagnosi mi è sembrata un pò affrettata perchè oltre la metà dell’ovaio era ben visibile all’ecografo. La mia domanda è se a qualcuna di voi è capitata l’asportazione e, in tal caso, come è andato l’intervento? è cambiato qualcosa nella vostra salute? avete notato dei cambiamenti ormonali, psicologici?
    Nella speranza di una vostra rassicurazione vi saluto tutte

  3. Paola scrive:

    Grazie Ketty per aver condiviso con noi la tua esperienza, sicuramente potrà essere di conforto a molte donne che stanno vivendo questa malattia!
    Ti auguro un grande in bocca al lupo!
    Paola!

  4. ketty scrive:

    ciao io ho avuto questa malattia e sò soltanto che per 6 anni dopo aver fatto l intervento di laporoscopia tutti mi dicevano che non avrei mai avuto dei figli e che se volevo provare avrei potuto ricorrere solo alla fecondazione assistita ma non era sicura neanche quella non mi sentivo neanche una donna ero solo inutile e incapace ma con il mio grande amore accanto che mi dava tanta forza un giorno ho provato il danatrol mi dicevano che era un farmaco antico io non sò se e stato quello ma oggi ha distanza di 4 anni ho un dolcissimo bimbo di 6 mesi non smettete mai di sperare a me mi ha aiutato tantissimo Padre Pio e la fede nel Signore un grande in bocca al lupo ketty

  5. Paola scrive:

    Ciao Fe…io purtroppo non posso aiutarti molto (non avendo esperienza personale in merito) ma proverò a darti il mio parere….ho letto che la laparoscopia è il metodo ideale per l’asportazione di questo tipo di cisti anche perché è sicuramente meno invasiva della laparotomia infatti permette di ridurre il dolore post-operatorio, presenta una cicatrice minore, riduce il rischio di infezione della ferita, facilita la ripresa post operatoria, ma è anche vero che è a discrezione del chirurgo che opera e della grandezza della ciste! Io personalmente mi affiderei direttamente ad un chirurgo che probabilmente ha più esperienza in questo di un ginecologo e forse più pronto ad intervenire in caso di complicazioni (facendo naturalmente tutti gli scongiuri del caso).

    Vi sono vicina con il cuore, se volete tenetemi informata in modo che la vostra esperienza potrà essere da guida anche a tante altre donne con gli stessi dubbi e paure!

    Vi auguro un grande in bocca al lupo! Paola

  6. Fe scrive:

    sono un marito di una donna di 26 anni alla quale è stata trovata, durante un normale controllo ginecologico annuale, una cisti ovarica anecogena (probabilmente endometriosica) di 7 cm di diametro. Evidentemente è stato davvero scioccante dover apprendere che tale tipo di cisti dovrà essere tolta mediante intervento chirurgico in laparoscopia; due ginecologi ci hanno già detto che la cisti va tolta.Chiedo a chi mi legge se vi sono pericoli durante l’operazione e se la cisti troppo grande possa indurre il chirurgo a fare la laparotomia. E inoltre chiedo: secondo voi è meglio affidarsi ad un chirurgo o ad un ginecologo?
    Da quando abbiamo appreso questa difficile situazione, ci siamo immersi totalmente nella ricerca di notizie in rete, e la solidarietà tra le donne è davvero ammirabile. Aiutateci a capire meglio. Grazie. Fe

  7. sonia scrive:

    Dopo solo poco più di un anno da ” Canto XXXV – Inferno. Donne affette da Endometriosi”, libro che ha visto la ristampa dopo pochi mesi dalla sua uscita, la casa Editrice Mammeonline pubblica un altro libro su questa malattia: “CondivindEndo”.

    Veronica Prampolini, l’autrice di entrambi i libri, ha scelto questo titolo che, con una sola parola, esprime con compiutezza il senso del libro: condividere l’endometriosi, condividere una malattia che come poche altre condanna invece alla solitudine. Una malattia che a volte è invisibile e che a volte è difficile da spiegare, da far comprendere a chi ci è vicino.

    Le donne che nel mondo ne soffrono sono 150 milioni, solo in Italia sono 3 milioni. Un numero enorme perché resti inascoltato. Un numero enorme di donne che soffre senza sapere perché, che non può avere figli, che deve vergognarsi ogni volta che deve avvisare di non poter andare a lavorare, o ancora peggio, che deve continuare a lavorare soffrendo e che spesso si sente magari dire che il suo male è dovuto a tensioni o malesseri emotivi.

    Grazie a Veronica Prampolini però le donne affette da endometriosi si sono incontrate, hanno riconosciuto l’una nell’altra il proprio dolore, la propria rabbia e hanno deciso di condividerli in questo libro, composto da tante voci, tante donne ognuna con la sua endometriosi. A loro si sono uniti anche molti medici che hanno voluto aggiungere la loro voce e la loro esperienza. Un libro in cui raccogliere lacrime e provare insieme, se non a guarire, a sorridere.

    “Non voglio rinnegare gli effetti devastanti di questa malattia subiti dal corpo, ma credo si possa, insieme, riuscire ad alleviare almeno il dolore dell’anima e così, come avviene nella mia vita, vorrei che per ogni donna ci fossero spiragli di luce e di speranza, nel percorso verso l’accettazione, che andassero a fare media con i momenti dolorosi vissuti e riscattassero il loro diritto di poter vivere e non di sopravvivere”.

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