Da 28 giugno 2009 0 commenti Leggi tutto →

Gravidanza: l’importanza dell’acido folico

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L’acido folico (o vitamina B9) deriva dal latino “folium” che indica i vegetali a foglia larga come gli spinaci, ricchi appunto di questa vitamina. E’ indispensabile per l’assimilazione delle proteine, per la creazione dei globuli rossi e delle cellule, per completare il codice genetico del futuro bebè e per la formazione dei suoi tessuti e del sistema nervoso.

L’organismo umano non è in grado di produrre acido folico, ed è quindi importantissimo assumerlo attraverso gli alimenti che lo contengono. In genere una dieta equilibrata è sufficiente a garantire il corretto apporto di sostanze necessarie. Durante la gravidanza, però, il fabbisogno di acido folico aumenta e diventa necessario assumere gli integratori vitaminici per assicurare il benessere della mamma e del bambino.

Questa vitamina è termo e fotosensibile, cioè si degrada con il caldo e con la luce, al punto che le verdure fresche conservate a temperatura ambiente possono perdere un notevole contenuto di acido folico così come la cottura degli ingredienti. Inoltre, l’acido folico è idrosolubile, cioè si scioglie nelle sostanze liquide, per essere utilizzata dall’organismo. Infatti viene trasportata a tutto il corpo attraverso il sangue e dunque non può essere accumulata in grandi quantità, mentre la parte inutilizzata viene eliminata con le urine. Dunque per garantire all’organismo un sufficiente apporto di acido folico è necessario un supplemento farmacologico.

L’acido folico sotto forma di sostanze chiamate folati, si trova in molti alimenti di origine vegetale:
ortaggi a foglia verde scuro come spinaci, broccoli, cavoli, barbabietole, asparagi, spinaci, verze, cavolini;
legumi come fagioli e piselli;
frutta secca come noci, nocciole, mandorle;
cereali integrali;

Sin dai primi mesi di gravidanza il ginecologo prescrive gli integratori vitaminici per prevenire una carenza di questa sostanza. Durante la gestazione, infatti, le cellule dell’organismo sono sottoposte a un lavoro più intenso, aumentando di numero per costruire i tessuti necessari allo sviluppo del bambino. Di conseguenza anche la richiesta di acido folico indispensabile per la riproduzione delle cellule, aumenta. Gli integratori vitaminici possono essere sia a base di solo acido folico sia altre vitamine o minerali che ne facilitano l’assorbimento da parte dell’intestino. Ma, mi raccomando, devono essere presi sempre ed esclusivamente previo il consenso e l’indicazione del medico.

E’ molto importante anche fornire all’embrione un adeguato apporto di acido folico durante le prime 4-8 settimane di vita, periodo in cui avviene la formazione dei principali organi. Dal momento che nella maggior parte dei casi, trascorso il primo mese di gestazione non si sa ancora di aspettare un bambino, è consigliabile che, se si cerca una gravidanza, si assuma acido folico alcuni mesi prima del concepimento. Infatti il tubo neurale dell’embrione si forma nelle prime 3 o 4 settimane di gestazione, ma la conferma della gravidanza si ha, di solito, dopo 5 o 6 settimane, per cui è troppo tardi per la prevenzione.

L’assunzione di acido folico è utile a prevenire il rischio di anemia, un disturbo piuttosto comune durante la gravidanza. Una carenza di acido folico potrebbe accentuare questo problema e dare origine a un tipo particolare di anemia, detta megaloblastica, in questo caso i globuli rossi hanno dimensioni più grandi del normale. In genere si manifesta nel terzo trimestre di gravidanza con la presenza di stanchezza, perdita di appetito e debilitazione generale. L’acido folico protegge la gravidanza, grazie al ruolo svolto nei confronti della formazione di tutte le cellule e riduce il rischio di parto prematuro e di problemi alla placenta, come il distacco precoce.

Una forte carenza di acido folico nel feto può portare:
deformità come platoschisi, una malformazione congenita del palato;
danni cerebrali;
spina bifida;
rallentamento della crescita e delle capacità di apprendimento del bambino;
l’anencefalia, una malformazione congenita che comporta un anormale sviluppo di cranio e cervello che causa la morte prematura;

Inoltre, in presenza di donne che hanno avuto una precedente gravidanza con un difetto del tubo neurale o che sono affette da diabete mellito, obesità o epilessia, dovrebbero essere monitorate con particolare cura dal ginecologo in quanto potrebbero necessitare di quantità maggiori.

Dunque l’acido folico svolge un ruolo fondamentale nei confronti della prevenzione del rischio di serie malattie come la spina bifida e l’anencefalia. Infatti, è stato provato che l’uso regolare di integratori di acido folico, riduce il rischio di partorire un neonato con una malformazione della colonna vertebrale come la spina bifida, difetto della colonna vertebrale del bimbo che non si chiude correttamente e si caratterizza per la scorretta connessione di una o più vertebre, che lasciano non protetto il midollo spinale. In questo modo i nervi del midollo spinale (parte del sistema nervoso che si trova all’interno della colonna vertebrale e che serve a collegare il cervello con il resto del corpo) finirebbero con l’essere danneggiati o esposti al rischio di contrarre infezioni. La spina bifida comporta conseguenze anche molto diverse, che vanno da problemi che possono essere corretti con interventi chirurgici a gravi disabilità fisiche e mentali.

Una forte carenza di acido folico si può manifestare con:
rallentamento della crescita;
imbiancamento dei capelli;
infiammazione alla lingua;
disturbi gastrointestinali casusati da una dieta inadeguata;
disturbi metabolici;
cheliosi, lesioni agli angoli della bocca.

Immagine:
cdc.gov
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