Da 16 settembre 2010 0 commenti Leggi tutto →

Gravidanza oltre il termine: esami da fare

ADV

A partire dalla 39^ settimana e cinque giorni, la futura mamma deve sottoporsi a una serie di controlli, il cui scopo è accertare che la gravidanza stia procedendo per il meglio. Questi esami vengono ripetuti a 40 settimane e mezzo, quindi a 41 settimane e poi a 41 settimane e due giorni. Di solito, l’iter finisce qui, perché se il bambino dopo questa data non nasce ancora, si decide di procedere all’induzione del parto. Ma vediamo insieme quali sono gli esami da fare quando la gravidanza va oltre il termine.

Il tracciato

A partire da due giorni prima dell’inizio della 40^ settimana viene effettuato il cosiddetto “tracciato cardiotocografico”. Questo esame registra il battito cardiaco del piccolo e le contrazioni dell’utero. Si esegue appoggiando sul pancione un sensore collegato a un computer. Ha una durata i circa 20 minuti e viene ripetuto ogni 48 ore tra la 40^ e la 41^ settimana e ogni 24 ore tra la 41^ e la 42^.

La flussimetria doppler

Con questo termine si indica una particolare ecografia che indaga sul cordone ombelicale e sulla placenta allo scopo di verificare che il piccolo, attraverso il flusso del sangue materno, riceva sempre il giusto ossigeno e nutrimento. Dura 10 minuti e di solito viene effettuata nel corso di ogni ecografia dalla 20^ settimana e poi ogni tre-quattro giorni, a partire dalla 39^ settimana e tre giorni.

L’ecografia

Un altro esame a cui generalmente si fa ricorso in prossimità della data del parto è l’ecografia, volta a valutare le condizioni della placenta e, soprattutto, la quantità di liquido amniotico che, se tutto procede per il meglio, non deve diminuire oltre un livello ben definito. In caso contrario, segnala che la placenta non sta più svolgendo il suo compito in modo corretto.

Immagini:
aafp.org
images.com by ImageZoo
angelini.it

Scrivi un commento