Da 12 settembre 2010 0 commenti Leggi tutto →

Gravidanza oltre il termine ma niente contrazioni! Perché?

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Le 40 settimane di gravidanza sono giunte al termine e il travaglio non inizia. Alcune mamme superano la “data presunta del parto” e devono attendere per poter abbracciare il loro piccolo. E’ fatto del tutto normale e bisogna solo stare tranquille, aspettare molto pazientemente e sottoporsi ad alcuni controlli. I motivi per cui il bambino nasce in “ritardo” possono essere vari, vediamoli insieme.

Familiarità

Chi ha la mamma, la nonna o una sorella che hanno partorito oltre termine ha maggiori probabilità di vivere la stessa esperienza. E’ dimostrato, infatti, che la familiarità ha un preciso ruolo nella durata della gravidanza. Si tratta di un “destino” biologico che si trasmette di madre in figlia e che è lo stesso che orienta l’irregolarità o la puntualità del flusso mestruale e anche l’assenza o meno di dolori nei giorni della sua comparsa.

Cicli lunghi

Le donne che hanno cicli mestruali più lunghi rispetto ai 28 giorni di media partoriscono di solito più tardi rispetto a chi invece ha flussi ravvicinati, cioè ogni 25-27 giorni. Anche le donne con mestruazioni irregolari, ovvero che non compaiono mai dopo un identico intervallo di tempo, statisticamente hanno più probabilità di partorire oltre la data stabilita.

Gli errori di calcolo

La data del parto si calcola ipotizzando che il concepimento avvenga 14 giorni dopo l’inizio dell’ultima mestruazione. Si tratta quindi di un calcolo molto teorico, perché anche nelle donne con mestruazioni regolari può accadere che l’ovulazione si verifichi più avanti rispetto alla metà esatta del ciclo.

La pillola

E’ stato osservato che le donne che iniziano la gravidanza nei primi tre mesi successivi alla sospensione della pillola contraccettiva tendono a partorire oltre termine. Lo stesso accade nel caso in cui il concepimento avvenga durante l’allattamento. Nell’una e nell’altra eventualità gli ormoni subiscono variazioni che rischiano di posticipare l’ovulazione.

I farmaci “ritardanti”

Tutti i FANS, cioè i cosiddetti “farmaci antiinfiammatori non steroidei”, di cui il capostipite è l’aspirina, possono ritardare la data del parto. Per loro precisa caratteristica, attenuano il dolore e l’infiammazione, bloccando la produzione delle prostaglandine, ovvero sostanze che l’organismo libera per favorire la comparsa delle contrazioni dell’utero e, quindi, per dare inizio alle manifestazioni tipiche del travaglio. E’ dunque possibile che il parto slitti in avanti in seguito all’assunzione occasionale di antinfiammatori non steroidei durante le ultime settimane di gravidanza.

Immagini:
depressionforums.org
essentialbaby.com.au
moneywatch.bnet.com

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