Da 20 settembre 2010 0 commenti Leggi tutto →

Gravidanza: partorire con il sorriso

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Alzi la mano chi non vorrebbe partorire col sorriso sulle labbra, o addirittura, con una bella risata. Venticinque anni fa, quando le moderne tecniche di analgesia ancora non esistevano, ridere durante la nascita del proprio figlio non era un evento così raro, specie se il personale, come spesso accadeva, somministrava alla partoriente un gas anestetico dagli effetti esilaranti: l’entonox.

Formato da una miscela di ossigeno e protossido di azoto, l’entonox non ha colore, né odore. Ma suscita ilarità in chi lo respira. Le ragioni del suo impiego erano duplici: da un lato si trattava di una metodica piuttosto economica per rendere insensibili al dolore le donne in procinto di partorire. Dall’altro era diffuso perché tecniche quali la moderna epidurale non erano ben sviluppate. Respirandolo, le donne perdevano il controllo e non avvertivano le doglie del travaglio.

L’entonox veniva somministrato attraverso una mascherina simile a quelle usate nei pronto soccorso. Erano sufficienti circa da 30 secondi a un minuto di inalazione per consentire al gas di diffondersi nella circolazione sanguigna e dare gli effetti desiderati. Il momento giusto per iniziare a inalarlo era l’istante in cui la donna avvertiva l’arrivo della contrazione. Togliendo la mascherina, gli effetti sparivano. C’era solo un piccolo particolare, e cioè che, essendo un gas, pertanto volatile, l’entonox si diffondeva nella sala parto, interessando anche il personale clinico che seguiva la partoriente. A volte con risultati non proprio raccomandabili, soprattutto per gli operatori sanitari che erano più esposti, rispetto alla partoriente una tantum, al rischio di accumulo di protossido di azoto nei tessuti!

In Italia è stato, di fatto, abbandonato solo perché semplicemente superato e non perché ci sia un reale timore di effetti indesiderati. Accanto agli effetti generali desiderati, l’entonox determinava talvolta un sovraccarico a danno di alcuni organi: reni e vie aeree, per esempio, cui spettava il compito di eliminarlo dall’organismo. Ma non ha mai causato problemi al feto, come dimostrano anche recenti ricerche effettuate in Inghilterra dove il suo uso continua, tanto che lo consigliano addirittura in abbinamento al parto in acqua e a casa.

Cosa ne pensate? Sarebbe divertente 😉

Immagini:
babyworld.co.uk
entonox.co.uk

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