Da 25 marzo 2011 0 commenti Leggi tutto →

Gravidanza: perché mi prude tanto il pancione?

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Dopo il sesto mese di gravidanza si può iniziare a provare un fastidioso prurito sulla pelle del pancione (in particolare, dell’area che circonda l’ombelico), delle cosce e del seno che, in qualche caso tende a estendersi anche al resto del corpo. A volte, oltre al prurito, si evidenziano macchioline rilevate causate dallo sfregamento nelle zone interessate per ottenere un po’ di sollievo soprattutto di notte, quando il fastidio tende ad aumentare. Questo fenomeno, molto frequente nell’ultimo trimestre, risulta connesso proprio ad alcune delle modificazioni che l’organismo subisce nel corso dell’attesa.

Tra i principali fattori alla sua origine rientra l’accumulo di sali biliari: la più elevata concentrazione di progesterone (ormone che stimola il rilassamento della muscolatura per adattare il corpo della donna a ospitare il feto e affrontare il parto) tende a ridurre anche la tonicità degli organi tra cui la cistifellea che, non riuscendo più a contrarsi in modo efficace, fatica a svuotare nell’intestino la bile e i sali biliari.

Queste sostanze molto irritanti prodotte dal fegato per consentire la digestione dei grassi, finiscono quindi per passare nella circolazione sanguigna e raggiungere i capillari e la pelle, provocando prurito. La comparsa del fenomeno, del resto, è favorita anche dalla tensione cui la pelle è sottoposta in corrispondenza del pancione ingrossato e, anche se in misura minore, nella zona delle cosce e del seno.

L’ingrossamento che si verifica in queste aree del corpo, inoltre, provoca l’accumulo di sudore nelle pieghe della pelle in esse presenti stimolandone l’irritazione e accentuando la fastidiosa sensazione di solletico così come il bisogno di grattarsi. Negli ultimi mesi della gravidanza, infine, nell’organismo della futura mamma può evidenziarsi una reazione allergica al progesterone che si accompagna a una maggiore sensibilizzazione della cute e quindi al prurito.

Se il prurito è molto intenso e diffuso a tutto il corpo il medico può prescrivere una cura a base di farmaci, che stimolino l’eliminazione dei sali biliari, e antistaminici, mirati a ridurre il sintomo. Molto importante in questi casi è anche seguire una dieta alimentare corretta, evitando cioè cibi troppo grassi, speziati o pesanti, e aumentare l’assunzione di acqua (almeno un litro e mezzo al giorno) per favorire l’espulsione delle sostanze irritanti.

Immagini:
weekspregnancy.blogspot.com

Blogmamma.it ha carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

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