Gravidanza: placenta previa, sintomi e rischi

ADV

La placenta è fondamentale per gli scambi nutrizionali e metabolici tra madre e bambino, aderisce alla parete interna dell’utero e si stacca e viene espulsa nella fase terminale del parto detta secondamento, subito dopo la  nascita del bambino. Alla placenta, organo fondamentale per la crescita del feto vegono attribuite proprietà immunologiche, ha una consistenza spugnosa e a termine gravidanza può raggiungere i 500 – 600 grammi.

Normalmente la placenta si posiziona nella parte superiore dell’utero per consentire al bambino di attraversare il canale del parto e nascere, quando si  inserisce più  in basso si ha la placenta previa. La sua incidenza è di circa un caso su 200 gravidanze e comporta seri rischi sia per il bambino che per la mamma.

I sintomi consistono in perdite vaginali di sangue rosso vivo di consistenza variabile, sanguinamentiche insorgono improvvisamente, spesso durante la notte o dopo un rapporto sessuale, quasi sempre senza alcun dolore; sono tipici del terzo trimestre di gravidanza ma talvolta compaiono già nel primo e secondo trimestre.

La diagnosi viene supportata dall’ecografia che permette di studiare la morfologia placentare ed i suoi rapporti in termini sia di estensione che di localizzazione con la parete uterina. L’ecografia consente una diagnosi precoce ed il monitoraggio.

FATTORI DI RISCHIO PER PLACENTA PREVIA
-Età materna (a 35 anni è tre volte più frequente che a 25)
-Numero di gravidanze
-Fumo
-Gravidanze multiple
.Pregressi interventi sull’utero compresi i tagli cesarei
-Pregressa placenta previa (rischio di recidiva 4-8%)
I rischi legati alla placenta previa sono sia fetali che materni. Questa condizione è infatti associata ad una serie complicazioni quali il parto prematuro, il sanguinamento improvviso ed abbondante, il distacco di placenta. Per questi motivi, nei casi dove poi verrà fatta diagnosi di placenta previa, saranno incrementati i controlli clinici e strumentali (ecografici), le gestanti con questo problema avranno certamente un calendario diverso rispetto alle altre gravidanze ed in molti casi sarà necessaria l’ospedalizzazione.

immagini:
salutedonna.it

Scrivi un commento