Da 20 febbraio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Gravidanza: quando è necessario il riposo (parte I)

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Essere incinta comporta una serie di cambiamenti in una donna, non solo fisici ma anche ormonali e molto spesso la futura mamma ha bisogno, per alcune settimane o mesi, di osservare il riposo, una prescrizione che non è mai facile da accettare e che fa pensare alla gravidanza come una malattia. Ma quando una patologia materna impedisce al feto di crescere, il riposo aiuta lo sviluppo normale del feto stesso.

Ci sono due tipi di riposo:
riposo relativo è quando la futura mamma si può alzare ma non deve lavorare. Il riposo relativo non costringe la futura mamma a letto ma si può muovere in casa, fare la toletta o vedere la televisione seduta sul divano; ma è escluso che possa uscire per la spesa e, naturalmente, è vietato lavorare in questo periodo, sia in casa che in ufficio;
riposo assoluto la futura mamma non deve muoversi dal letto e di solito richiede l’immobilità completa, generalmente a letto, per una o due settimane secondo la gravità del processo. Nei casi più critici o che richiedono maggior controllo, il medico può richiedere un controllo costante in ospedale.

Ma quando bisogna riposare? Vediamo insieme quali sono i casi in cui è necessario che la futura mamma stia a riposo.

Cerchiaggio uterino

Alcune donne soffrono di incompetenza della cervice uterina patologia in cui il collo dell’utero può dilatarsi all’inizio della gravidanza senza alcun tipo di contrazione. . Intervento che consiste nell’applicazione di un punto di sutura continuo intorno alla cervice per chiuderla. L’intervento è semplice ma deve essere accompagnato da un periodo di riposo perché non insorga una minaccia d’aborto inarrestabile. Inoltre la debolezza del canale cervicale comporta un rischio di rottura o perdita di liquido amniotico, cosa che può incidere gravemente sul feto. Perciò il riposo deve essere assoluto.

Contrazioni forti e anormali

A partire dal quinto mese si possono verificare contrazioni uterine, che se non sono associate a dolore non più di 10 al giorno, possono essere considerate normali. Se il collo uterino è ben chiuso non comportano un rischio per il corretto sviluppo della gravidanza, ma è il caso di allarmarsi se le contrazioni sono numerose e dolorose in quanto possono causare un’apertura del collo e un parto anticipato rispetto alla data prevista. In questo periodo la futura mamma dovrà riposare in posizione orizzontale per evitare che il bambino eserciti troppa pressione. Nei casi più preoccupanti è possibile che il medico prescriva il ricovero in ospedale.

Amniocentesi

Si tratta di una diagnosi prenatale che si usa per sapere con certezza se il bambino soffrirà di alterazioni cromosomiche come la sindrome di Down. Si esegue introducendo un ago sottile attraverso l’addome della madre, nel sacco amniotico, per ottenere un campione di liquido. Questa tecnica comporta un rischio di aborto dell’1% motivo per il quale dopo averla eseguita si raccomanda il riposo per due o tre giorni.

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