Gravidanza: ultimi esami, prima del parto

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Il momento del parto si avvicina, manca davvero poco e potremo finalmente veder nostro figlio! Però sarà necessaria ancora un po’ di pazienza perché la futura mamma dovrà sottoporsi prima del parto a una serie di semplici esami.

Il più importante è la cardiotocografia o monitoraggio: sulla pancia vengono applicati due rilevatori collegati al monitor fetale. L’apparecchio registra la frequenza del battito cardiaco del bambino al minuto rilevando eventualmente la presenza di contrazioni uterine. Il numero di pulsazioni cardiache del feto deve aggirarsi tra i 120 e i 160 battiti al minuto ed è importante che durante l’esame il bambino sia sveglio e in movimento perché così sarà possibile registrare la frequenza cardiaca giusta. Quando il piccolo dorme o è in una fase di sofferenza fetale, infatti, il battito cardiaco è stabile e costante. L’esame può durare anche 40 minuti se il bambino non è sveglio, il risultato dell’esame viene  poi stampato su un foglio simile ad elettrocardiogramma.

Se il medico lo ritiene necessario sarà effettuata una ecografia di controllo per verificare la posizione e lo stato di salute del bambino, inoltre, permette di capire se la il liquido amniotico è nella norma e se la qualità della placenta è ancora  in buona salute perché se la data presunta del parto è trascorsa aumenta la possibilità che la placenta invecchi e non svolga correttamente la sua funzione.

Se la gravidanza è oltre il termine, il medico può effettuare una amnioscopia, un esame che permette tramite un fascio di luce proiettato nell’utero di controllare il liquido amniotico: se di colore scuro vuol dire che c’è sofferenza ed è forse necessario di indurre il travaglio.

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