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Da 29 maggio 2009 3 Commenti Leggi tutto →

I metodi anticoncezionali durante l’allattamento

Se avete partorito, state allattando il vostro bambino e avete ripreso una vita sessuale con il vostro partner, potreste avere la necessità o il desiderio di rinviare o evitare del tutto una nuova gravidanza. Dato che un neonato è già abbastanza impegnativo da gestire, affrontare immediatamente una nuova gravidanza e poi trovarsi con due bambini piccoli a cui badare, che hanno ancora bisogno di molte cure, può non essere facile, se non si hanno aiuti in casa. Durante l’allattamento in genere si ha un periodo di amenorrea, che può estendersi in certi casi fino a due anni, se si allatta a lungo. Tuttavia, l’amenorrea non è garanzia di infecondità. L’ovulazione infatti può avvenire in un qualunque momento e precedere la ricomparsa del ciclo. Si può avere una protezione del 98% da una nuova gravidanza solo nel caso che si allatti a richiesta, con intervalli tra una poppata e l’altra di non più di 4 ore di giorno e 6 ore la notte, prima che si inizi lo svezzamento e prima che arrivi il capoparto. Questo metodo si chiama, con l’acronimo inglese, LAM, detto anche dell’amenorrea lattazionale.

In casi dubbi è sempre consigliabile usare il profilattico. In alternativa si può pensare alla spirale, il piccolo dispositivo in plastica che il ginecologo inserisce all’interno dell’utero attraverso il canale cervicale.

Altri metodi tradizionali, quali la pillola, il cerotto anticoncezionale e l’anello vaginale sono da evitare durante l’allattamento, in quanto rilasciano ormoni che passano nel latte e quindi al bambino. E’ vero che esiste un tipo particolare di pillola che in allattamento è ammessa, ma io ritengo che non sia una soluzione neanche da prendere in considerazione: si tratta della cosiddetta minipillola, che non contiene estrogeni – bensì solo progesterone -  e che passerebbe in misura trascurabile nel latte: può tuttavia inibirne la produzione e in ogni caso non garantisce la stessa copertura della pillola tradizionale.

Leggevo in rete che alcune donne prendono questo tipo di pillola in allattamento perché allergiche al lattice dei profilattici e poco inclini a farsi mettere la spirale; secondo me deve rimanere in ogni caso l’ultima alternativa. Il metodo più sicuro e privo di effetti collaterali – salvo appunto in caso di allergie – è decisamente il profilattico.

Alla ripresa del ciclo, se non amate utilizzare sempre i profilattici, potete pensare di combinarli con i metodi naturali, come il metodo Billings (osservazione del muco nel periodo fecondo) e quello della temperatura basale, ma solo nel caso in cui l’idea di una nuova gravidanza non vi getti nel panico. Questi metodi, infatti, se utilizzati come anticoncezionali, non escludono l’errore di interpretazione e quindi la possibilità di rimanere incinte di nuovo.

Voi come vi siete regolate con la contraccezione durante l’allattamento? Quale metodo avete usato o state utlizzando?

Immagine: guidaconsumatore.com

3 Comments on "I metodi anticoncezionali durante l’allattamento"

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  1. Katia scrive:

    Ho allattato i miei due bimbii uno per 18 e l’altro per 13 mesi, utilizzando i metodi naturali, non è assolutamente vero che debbano essere associati al contraccettivo, sono “affidabilissimi”, ma bisogna imparare ad utilizzarli recandosi da un insegnante e non utilizzando il fai da te o le dicerie.

  2. Carol Bass scrive:

    Noi usiamo il preservativo. Sono d’accordo con voi, la pillola va evitata il più possibile. Certo a volte il preservativo è una scocciatura e rende le cose meno naturali, ma mi basta pensare a me con la Pupetta da accudire e un altro in arrivo per farmi prendere la scatola dal cassetto!

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