I regali di Natale più desiderati dalle bambine degli anni Settanta

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bambini aprono regali di natale

Succede a molte di noi: arriva il Natale e con quello il ricordo dei Natali passati. No, niente a che vedere con la favola di Dickens. Il ricordo dei Natali passati, per noi bambine degli anni Sessanta e Settanta (forse persino Ottanta, ma non ci giurerei) è legato ai regali desiderati, attesi, bramati, richiesti… e mai ricevuti

Le mie amiche – signore di mezza età con figli, compagni, lavori, mutui e responsabilità – ogni anno si ritrovano appositamente per recriminare sui giochi non trovati sotto l’albero quando eravamo bambine.

Io non faccio eccezione, ché le mie frustrazioni sono tante. Non solo cercavo di essere quanto più precisa in merito a cosa avrei voluto ricevere (i chiodini colorati) ma passai dal disegnare i giochi richiesti (i chiodini colorati), allo scriverne correttamente il nome (“chiodini colorati”), all’allegare le foto dei desiderata ritagliandole direttamente da Postal Market. Sotto l’albero, però, non li trovai mai. Trovai invece biciclette, peluches e macchinine radiocomandate.

I giocatoli più amati dalle bambine degli anni Sessanta e Settanta

La domanda è: perché? Perché ricevevo regali anche belli, salvo quelli che avrei voluto per davvero?
A quanto pare, non sono la sola.

Il Dolce Forno

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“Ho aspettato il Dolce Forno inutilmente ogni Natale, per anni” confessa Greta “Mia madre non lo voleva: secondo lei era ingombrante, antigienico, sporchevole e mi avrebbe fatto morire fulminata”
“Taci, va” fa eco Raffaella “Nella mia famiglia era mio fratello a costringere me, seienne, a inserirlo nella letterina. Cercate di capire: un sedicenne con la lambretta, l’eskimo e la morosa, che pretendeva di avere il Dolce Forno. Ancora oggi che ha cinquant’anni rinfaccia la scarsa magnanimità di chi lo ha privato dell’emozione di sfornare tortini in camera”.

La Maglieria Magica

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Le mamme avevano un ottimo alibi per negarci l’oggetto del nostro desiderio: il Dolce Forno funzionava con una lampadina da 100watt, sistema assolutamente inadeguato per cuocere biscottini, e costringeva a studiare un piano B ragionato per intrattenere orde di bambini smaniosi di mangiare pizzette crude. Dunque alla fine posso capire. Ma che scusa avevano i genitori per negarci la Maglieria magica? “Non ho mai capito come mai gli adulti non gridassero alla meraviglia” racconta ancora Greta “Due colpi di manovella, e avremmo potuto vestirci tutti con meravigliose creazioni tubolari!”

La casa di Barbie

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E vogliamo parlare della Casa di Barbie?
“Il mio desiderio insoddisfatto è proprio la casa di Barbie” confessa Rita, donna dalle molte primavere “Io avevo una vera e propria casa delle bambole, in legno e non in plastica: era rifinita benissimo e aveva perfino delle finte prese per la corrente, per le quali avevo delle finte lampade. C’era il tetto spiovente, gli arredi ricostruiti perfettamente, vere coperte sul letto e tende di stoffa. Una roba fighissima, vista con gli occhi da adulta. Ma non era La Casa di Barbie!”

Il Cicciobello

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E il Cicciobello? Lo avevate?
“E anche qui…” sospira Paola “Io avevo ricevuto un bambolotto che piangeva lacrime vere. Era persino meglio dell’originale, come diceva mia madre rimproverandomi per tanta ingratitudine. Aveva ragione, era più realistico. Ma non era Cicciobello”

Perché le bambine degli anni Sessanta e Settanta non ricevevano mai i regali richiesti?

E dunque la domanda che ogni anno ci poniamo è: perché i nostri genitori non ci facevano mai trovare sotto l’albero i giochi richiesti ma, al massimo, dei succedanei?
Attraverso il braistorming – e non senza piagnistei e recriminazioni tardive – ci siamo date tre risposte.

  • La prima: i nostri genitori dovevano interpretare quello che dicevamo noi senza l’aiuto di Google o Amazon (erano i tempi di “Oh, in negozio ho trovato questo”)
  • La seconda: lo facevano per temprarci il carattere “…E avere un carattere temprato era il fondamento educativo dei genitori degli anni Settanta” afferma Chiara.
  • La terza: non ci regalavano quello che desideravamo noi, ma quello che avrebbero voluto ricevere loro ai tempi.

“Per me vale la terza” dichiara Patrizia “Ho chiesto inutilmente l’Allegro chirurgo per anni, senza trovarlo mai sotto l’albero. Crescendo ho guardato 14 stagioni di ER e 11 di Grey’s Anatomy. Adesso che mio figlio ha otto anni indovinate cosa riceverà a Natale?”
“Io finalmente avrò la pressa per fare i mattoni con la carta di giornale!” Le fa eco Maria” Cioè: in realtà la riceverà mia figlia, ma è proprio come se. Però per la casa di Barbie dovrò aspettare di diventare nonna, temo.”
“Il mio desiderio inappagato per il Dolce Forno si è spento solo quando mi sono regalata un Bimby” confessa Greta “Pensa quanto avrei risparmiato se lo avessi trovato sotto l’albero quando sarebbe stato il momento”

Mio figlio per Natale ha chiesto un sacco di giochi elettronici. Ma – indovinate? – temo che sarà sopraffatto da montagne di chiodini colorati.

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