I sogni dei bambini

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Non ci sono molti studi sui sogni dei bambini, ma è forte la convinzione, in ambito scientifico che, anche se è possibile un’attività onirica fin dal primo anno di vita, è difficile prendere in considerazione i sogni infantili prima che si siano ben sviluppate la memoria, la funzione cognitiva e il linguaggio.

A questo si aggiunge un altro dato importante e cioè che solo verso i 4 anni il bambino può distinguere, con una certa chiarezza, la differenza tra quanto sogna e quanto vive nella realtà, anche se già intorno ai 3 anni potrebbe iniziare a riferire un suo sogno (non riconosciuto, tuttavia, come tale).

Ora vediamo insieme con quali modalità, col passare degli anni, evolve l’attività dei sogni dei bambini.

Dai 3 ai 5 anni, il bambino usa circa una decina di parole per descrivere un sogno. Protagonisti dei sogni sono gli animali, i genitori, i giocattoli. Le immagini sono semplici e statiche.

Tra i 5 e i 7 anni il bambino inizia a ricordare bene ciò che sogna e a identificare con precisione la differenza tra situazioni reali e situazioni sognate. Per descrivere i sogni le bambine utilizzano circa 70 parole, i maschi circa 48. Nei sogni tipici dell’età ci sono figure autoritarie (insegnanti, carabinieri, medici) e il bambino inizia a sognare se stesso, dinamicamente, magari alle prese con un’impresa sportiva o avventurosa. In questa fase sognare costituisce un vero divertimento, denso di emozioni. Molti bambini si arrabbiano quando si svegliano o vengono svegliati senza aver potuto “finire il sogno”.

Dagli 8 anni in poi il bambino racconta i suoi sogni come se fossero vere e proprie storie, con tanto di scenografia, protagonisti, coreografia. Sono sogni piacevoli, densi di azione dove si muovono i coetanei più che i genitori. Le emozioni provate sono spesso piacevolissime e i personaggi quasi sempre amichevoli e positivi. Da quest’epoca fino agli 11-12 anni, alla maggior parte dei bambini sta molto a cuore avere qualcuno che ascolti il suo sogno.

Secondo Freud, i sogni infantili sono molto chiari, brevi e coerenti. Il loro contenuto è di solito trasparente, si tratta dell’adempimento di un desiderio diurno, o la copia fedele di vicende familiari e scolastiche. E’ solo dalla terza infanzia che inizia a formarsi il sogno simbolico, con messaggi mascherati ed enigmatici come quello degli adulti.

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Postato in: Nanna

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