Da 27 maggio 2009 9 Commenti Leggi tutto →

I vantaggi del bilinguismo

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Secondo gli scienziati grazie all’educazione bilingue il cervello si sviluppa in modo superiore: si è notato infatti un aumento della capacità artistica, una migliore capacità di interpretare il mondo, un migliore rendimento scolastico e una superiore capacità di esprimersi anche nella madrelingua. Inoltre, anche se spesso è vero che chi è bilingue ha una maggiore attitudine naturale a imparare le lingue, è stato dimostrato che è proprio l’esperienza del bilinguismo a facilitare l’apprendimento di una nuova lingua. Le strategie per apprendere il linguaggio acquisite nell’infanzia consentirebbero infatti – secondo uno studio della Northwestern University – di imparare con più facilità altre lingue da adulti.

E’ stato chiesto a tre gruppi di studenti (monolingui inglesi, bilingui inglese-spagnolo e bilingui inglese-mandarino) di memorizzare vocaboli in una lingua inventata, che non aveva alcuna relazione né con l’inglese né col mandarino. I bilingui di entrambi i gruppi erano in grado di ricordare quasi il doppio delle parole dei monolingui. Anche nella lingua madre i bilingui sarebbero naturalmente in grado di apprendere e ricordare un maggior numero di parole. Trovate qui l’articolo in inglese che riporta i risultati di questo studio.

Il modo migliore perché un bambino cresca bilingue è fare in modo che viva in ambienti dove si parlano entrambe le lingue: cosa che in genere avviene abbastanza naturalmente in famiglia, quando mamma e papà sono di due nazionalità diverse, ma che si può ottenere anche quando i bambini frequentano asili nido o scuole bilingui.  Inoltre su iniziativa del sito bilinguepergioco, di cui abbiamo parlato anche qui, nel nostro blog, si stanno costituendo in diverse zone d’Italia dei playgroups. Si tratta di gruppi per giocare, organizzati dalle mamme, principalmente in lingua inglese, ma l’idea è che se ne costituiscano anche in molte altre lingue. Se cercate inoltre informazioni o suggerimenti su come crescere un figlio bilingue questo sito è ricchissimo di spunti.

Nella rete si trova molto materiale, se si vuole iniziare a far conoscere ai propri figli la lingua inglese: il sito che io preferisco è www.supersimplesongs.com, corredato di video di bambini che cantano canzoni inglesi, con i testi e teaching tips, consigli per l’insegnamento.

Qualcuno di voi ha vissuto o vive ora in una famiglia bilingue? Ritenete importante che i bambini vengano esposti fin da piccoli a due lingue? Raccontateci la vostra esperienza e scriveteci le vostre opinioni.

Immagine: www.medicineworld.org

9 Comments on "I vantaggi del bilinguismo"

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  1. Davide scrive:

    Mia moglie è rumena. La sua lingua è poco parlata (con tutto il rispetto non è diffusa quanto spagnolo, mandarino o inglese). Leggo qui e altrove dei vantaggi del bilinguismo “in quanto tale” a prescindere dall’utilità/diffusione della seconda lingua. Tuttavia: il bimbo sente parlare il rumeno solo dalla madre e in futuro lo utilizzerebbe solo con lei. Gli svantaggi del bilinguismo pure esistono (confusione, interferenze etc.). Ergo: sarei sicuramente a favore di aprire la mente del bimbo ad una seconda lingua assai diffusa e utile per il suo futuro, ma vale davvero la pena di renderlo bilingue italo-rumeno? Che ne pensate?

    • Livia scrive:

      Io sono assolutamente convinta che ne valga la pena. Attraverso il rumeno tua moglie non trasmette al bambino solo la lingua, ma anche tutta la sua cultura, le sue tradizioni, la sua vita, i suoi ricordi e le sue emozioni (che – salvo situazioni particolarmente drammatiche e traumatiche – penso valga proprio la pena di trasmettere a un figlio).

  2. cinzia scrive:

    io invece ho approfitatto del fatto che per noi lavora una ragazza peruviana, che praticamente e’ sempre in casa, tranne il sabato e la domenica, chiedendole di parlare solo in spagnolo con i bambini. Con il piu’ grande (2 anni) l’esperimento e’ fallito subito, lui non capiva, si scocciava anche lei, quindi si sono accordati per parlare in italiano. Invece con il piu’ piccolo (1 anno)lei ha sempre parlato spagnolo. Ma ogni tanto mi vengono dei dubbi: non e’ che si confonde? Mi sembra di vedere il piu’ piccolino un po’ confuso, e sicuramente parla molto meno di suo fratello alla sua eta’…

    • Livia scrive:

      Sul fatto che parli molto meno, ti posso rassicurare, per due ragioni:
      è normale che i secondogeniti inizino a parlare dopo i primogeniti, io ho una casistica notevole che conferma questa teoria. Ho letto che probabilmente è perché i primi devono subito relazionarsi con i genitori adulti e si adattano a farsi comprendere prima possibile dagli adulti. I secondi avvertono meno questa necessità, dato che possono comunicare anche diversamente con i fratelli più grandi.
      Inoltre, i bilingui come potrebbe diventare il tuo secondo impiegano sempre un po’ più di tempo per fare chiarezza in testa e decidere come esprimersi. Ma questo non è mai uno svantaggio, anzi…
      Certo italiano e spagnolo si assomigliano molto, questo potrebbe rendere i confini tra le due lingue meno chiari, però io resto convinta che conoscere due lingue fin da piccoli sia sempre e solo un arricchimento.

      Ciao
      Livia

  3. Filastrocca del mondo scrive:

    Ciao a tutti,
    sono l’autirce del libro multilinguistico per bambini “Filastrocca del mondo” e credo nell’apprendimento precoce delle lingue.
    Studiare giocando è secondo me, il miglior modo per apprendere una lingua. Perciò non abbiate dubbi: tanto prima i bambini iniziano ad avere contatti con altre lingue, tanto maggiore sarà la loro predisposizione, da adulti, all’apprendimento di queste.
    A tale proposito avete visto il mio libro? Vi piace? 😉
    Un cordiale saluto
    by Filastrocca del mondo

  4. Livia scrive:

    @Letizia: ho corretto la svista
    @Alle: complimenti, mi fate un po’ di invidia! Anche io vorrei sapermi destreggiare con disinvoltura in così tante lingue.

  5. alle scrive:

    ho un marito che ha vissuto in un ambiente trilingue (italiano in casa, francese a scuola e nel mondo del lavoro , arabo idem), ha imparato facilmente inglese, portoghese e spagnolo, ho una figlia bilingue quasi trilingue, italiano in casa, francese nell’ambiente circostante e pure a scuola e anche arabo, sa molte parole di spagnolo e portoghese ed ora sta studiando con facilità anche l’inglese, cosa dire é vera la ricerca che dice che essere bilingue all’inizio é un po’ confusionario e difficile, ma poi tutto va bene e si hanno dei grandi vantaggi, la mente é sempre allenata direi che é molto positivo.

  6. Letizia scrive:

    Livia,

    ti ringrazio di essere tornata sul tema del bilinguismo e di aver parlato cosi’ bene di Bilingue Per Gioco. Vorrei fare una precisazione, i Playgroups non sono un’alternativa alla scuola bilingue, servono invece a sostenere il percorso della famiglia bilingue, offrendo a bambini e genitori un contesto sociale per la lingua minoritaria, condizione essenziale perche’ la lingua si sviluppi e sia vissuta anche come divertimento dai bambini.

    Bilingue Per Gioco sta anche testando un modello di Playgroup per bambini non bilingui, con metodologie e obiettivi piu’ mirati di quelli per bambini bilingui, e devo dire che stanno dando ottimi risultati, ma su questo vi aggiorneremo piu’ avanti.

    Infine chi fosse interessato alla possibilita’ di mandare i figli ad una scuola o asilo bilingue, su Bilingue Per Gioco trovera’ anche delle informazioni per orientarsi nella difficile scelta.

    ASILO: http://blog.bilinguepergioco.com/2009/05/04/lidea-della-settimana-asilo-nido-e-scuola-materna-bilingue/
    SCUOLA: http://blog.bilinguepergioco.com/2009/05/18/lidea-della-settimana-scuola-elementare-per-bambini-bilingui/

    A presto e grazie,

    Letizia

    bilinguepergioco@yahoo.com

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