Il dramma dei bambini siriani: Save the Children ci ricorda di non girare la faccia

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Foto di Giles Dulay

Foto di Giles Dulay

 

Sono tre anni che in Siria si combatte una guerra terribile. Le principali vittime di questo conflitto sono proprio loro i bambini siriani.

I più piccoli. Quelli più indifesi. Quelli che non hanno più nemmeno un diritto, figurarsi quello all’infanzia. Senza casa e spesso orfani senza una famiglia.

I bambini siriani non hanno nessuna colpa. Noi, adulti occidentali forse qualcuna. Perlomeno la responsabilità di averli abbandonati al loro destino considerando il conflitto come un loro problema.

Un prezzo inaccettabile: l’impatto di tre anni di guerra sulla salute dei bambini in Siria” il rapporto presentato da Save the Children è un pugno nello stomaco.

Numeri impresentabili ed inaccettabili perchè pieni di sangue vero. E non pallide cifre.

Oltre 4,3 milioni di bambini sono sfollati. Il sistema sanitario è al collasso. Due ospedali su 3 sono stati distrutti durante il conflitto.

La metà dei medici ha abbandonato il paese, altri sono stati uccisi o imprigionati, e tra il personale sanitario rimasto, in media, solo 1 su 300 è un medico in grado di affrontare le emergenze.

Per esempio ad Aleppo, una città che, secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbe avere almeno 2.500 medici secondo, ne sono rimasti solo 36, per assistere più di 2 milioni di persone.

In queste condizioni si muore anche e soprattutto per mancanza di cure.

Non ci sono mezzi, medicine e personale. Se arriva qualcuno con un braccio o una gamba ferita si è costretti spesso a ricorrere alla loro amputazione per evitare sanguinamenti letali e poterli così salvare. I bambini non muoiono più soltanto a causa della guerra ma anche a seguito di malattie e ferite che sarebbero state altrimenti prevenibili o curabili.

In questo paese la polio era stata debellata nel 1995 con il crollo delle vaccinazioni oggi ha già contagiato 80.000 bambini e si sta rapidamente e silenziosamente diffondendo come anche il morbillo e la meningite. Senza dimenticare il picco dei casi di Leishmaniosi, una malattia che colpisce gravemente gli organi interni, che è passata da 3.000 a 100.000 casi.

I neonati prematuri, o che necessitano comunque dell’incubatore, corrono rischi ancor più gravi, per i frequenti blackout dell’energia elettrica, che in un solo giorno hanno ucciso 5 bambini nell’area nord del Paese.

Per il timore di un travaglio sotto le bombe, è raddoppiato il numero di parti cesarei (passati dal 19 al 45%), che avviene però spesso in condizioni mediche critiche se si pensa che 3 donne su 4 non hanno  infatti più accesso all’assistenza per il parto, prima disponibile per chiunque (96%).

Le donne siriane non erano abituate ad allattare prima del conflitto ed oggi che il latte artificiale non si trova più, e in alcune zone del sud si usa acqua e zucchero per nutrire i neonati, i casi di malnutrizione di mamma e bambino sono all’ordine del giorno e sempre in costrante e drammatico aumento.

La mobilitazione mondiale per  venerdì 14 marzo

“La comunità internazionale sta tradendo i bambini della Siria, quando sono feriti e ammalati e non possono avere le cure indispensabili, quando contraggono la polio e altre malattie che si potrebbero prevenire e invece ne vengono sfigurati per sempre o uccisi, quando soffrono e muoiono solo perché non hanno le medicine. I leader mondiali devono scuotersi e agire in difesa di tante piccole vittime di questo conflitto e dire chiaramente che la loro sofferenza e la loro morte non può più essere tollerata. Se c’è stata la volontà politica necessaria per permettere agli esperti di armi chimiche di raggiungere qualunque luogo nel paese è assurdo che ciò non possa avvenire per gli aiuti umanitari, che possono salvare la vita di così tanti bambini e delle loro famiglie” . Cit. Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.

In occasione del terzo anniversario dall’inizio del conflitto, Save the Children Italia, in collaborazione con il Comune di Roma, invita tutti a partecipare ad un importante e significativo evento di mobilitazione “Per i bambini siriani”. L’appuntamento è per venerdì 14 marzo alle 19.30 in Piazza del Campidoglio a Roma, dove la piazza sarà illuminata da candele per comporre la scritta “Siria”.

Ma manifestazioni simili sono previste in tutto il mondo.

Per seguire la mobilitazione di Save the Children a favore dei bambini siriani su Twitter: #savesyriaschildren 

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Il video che sta emozionando il mondo

 

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