Da 4 ottobre 2010 3 Commenti Leggi tutto →

Il mito del figlio unico

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Arriviamo un po’ in ritardo, è vero, ma l’argomento a cui la rivista Time del 19  luglio ha dedicato la copertina e un corposo servizio ci è sembrato molto interessante. Si tratta di un articolo che invita a superare i pregiudizi ormai radicati da diversi decenni negli Stati Uniti nei riguardi dei figli unici, i quali sarebbero – secondo una convinzione secolare – carenti dal punto di vista della socialità, viziati, facilmente irritabili, petulanti e capricciosi. Questo stereotipo ebbe inizio nel 1896, dopo la pubblicazione del saggio Of peculiar and exceptional children, di Granville Stanley Hall. Nel 1922 lo psicanalista Abraham Arden Brill auspicò addirittura che per il bene dell’umanità non venissero più messi al mondo figli unici.

E’ passato da allora poco meno di un secolo, e la recessione negli Stati Uniti ha portato molte donne a rimandare la gravidanza, o a scegliere di limitarsi ad un solo figlio. Inoltre, la tendenza a posticipare sempre più l’età della prima gravidanza fa sì che, per forza di cose, le coppie decidano di avere un unico figlio.

Si tratta davvero di bambini con dei limiti, secondo voi? Toni Falbo, professoressa di sociologia presso l’università di Austin in Texas, ha studiato l’esperienza del figlio unico a partire dagli anni ’70, sia in Cina che negli Stati Uniti. E i suoi studi, che prendono in analisi famiglie di diversa estrazione sociale ed etnia, hanno dimostrato che i figli unici non sono più limitati rispetto agli altri in termini di socialità,  capacità di adattamento, carattere, intelligenza. Anzi, i figli unici – insieme ai primogeniti che hanno un solo fratello o sorella – ottengono punteggi superiori per la loro intelligenza.

I figli unici, inoltre, tendono ad avere maggiore autostima. Secondo Carl Pickhardt, psicologo di Austin e autore del libro The future of your only child, è indubbio che i figli unici sono più protetti e gratificati, talvolta forse troppo, ma il fatto di avere ricevuto un maggior numero di attenzioni ha anche il suo risvolto positivo, che si misura appunto in termini di maggiore autostima e maggiori conquiste e risultati conseguiti.

Figli unici famosi negli Stati Uniti sono stati e sono Cary Grant, Elvis Presley, John Updike, Frank Sinatra, Condoleezza Rice, Lance Armstrong, Chelsea Clinton.

Voi da che parte state? Siete figli unici o avete fratelli e sorelle? E quanti figli avete, o pensate di mettere al mondo?

Immagine: sptimes.com

3 Comments on "Il mito del figlio unico"

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  1. carmela scrive:

    Sono nona di 10 figli e ho 4 ragazzi (2 maschi e 2 femmine) assolutamente in disaccordo al figlio unico ma,ognuno è libero di scegliere, io ne avrei fatto persino 7 ma, ho poche disponibilità economiche.

  2. viviana scrive:

    io ho tre figlie …bellissimo caos !!

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