Da 12 giugno 2009 5 Commenti Leggi tutto →

Il taglio del perineo o episiotomia

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L’episiotomia è il noto taglietto del perineo, muscolo situato tra l’ano e la vagina, che tutte sperano di risparmiarsi in occasione del parto, ma che viene praticato ancora a molte. Servirebbe per facilitare l’espulsione del bambino, e viene praticata in anestesia locale. Si distingue in episiotomia mediana e laterale, a seconda di come viene reciso il muscolo. Dopo il taglio vengono dati dei punti riassorbibili.

La pratica, un tempo considerata di routine, e ritenuta necessaria per evitare lacerazioni, dovrebbe avere oggi luogo in un numero limitato di casi. L’Oms raccomanda che non venga praticata in più del 10/15 % dei casi, in presenza di rischio di vita per la mamma o per il bambino o di possibili gravi lacerazioni. Si è constatato infatti che in genere i tessuti lacerati naturalmente si riparano meglio rispetto a quelli che vengono recisi.

L’episiotomia è pressoché indolore nel momento in cui viene praticata (i dolori sono ben altri!) e comunque viene effettuata in anestesia locale. Ma i dolori arrivano dopo, perché nel camminare e soprattutto nel sedersi si può avvertire a lungo fastidio, anche per un mese o più.

L’episiotomia rende inoltre più dolorosa la ripresa dei rapporti sessuali.

Infine, l’episiotomia può essere al’origine di episodi di incontinenza urinaria da sforzo. I tessuti del pavimento pelvico risultano infatti meno elastici e meno tonici, e può capitare di non riuscire a trattenere la pipì mentre si corre, si starnutisce, si grida. Per recuperare la tonicità perduta è opportuno fare un test perineale con un’ostetrica, che sa valutare quanto si è perso, e suggerisce adeguati esercizi per rinforzare il pavimento pelvico.

Come fare per evitare l’episiotomia? Innanzitutto, quando dovete decidere in quale ospedale partorire, informatevi su quanti parti avvengono con episiotomia, e in quali casi viene praticata. Se la percentuale è alta, o se capite che comunque se ne abusa, cambiate ospedale, privilegiatene uno che rispetti tempi e modi più naturali. Se potete, partorite in casa: non credo che alle osteriche che seguono parti a domicilio si presenti mai la necessità di praticare un’episiotomia. Si è tutti più rilassati, non c’è fretta di far nascere il bambino, si seguono i suoi tempi e quelli della mamma, e  – miracolosamente – i tessuti non si lacerano, né occorre reciderli. Oppure ancora, partorite in acqua: l’acqua facilita la dilatazione dei tessuti, e in ogni caso l’episiotomia non può essere praticata a chi partorisce in acqua.

Già prima (e poi nel corso) della gravidanza fate in modo di avere un pavimento pelvico tonico ed elastico. Mantenetelo elastico con l’aiuto della ginnastica perineale. Potete anche utilizzare olii naturali, come quello di mandorla, per massaggiare il perineo uno o due mesi prima del parto.

E se nonostante tutto vi tagliano? Poco male, sono altre le cose che contano: se vostro figlio è sano, e voi anche, vi riprenderete presto. Se vi occorre potete usare un cuscino a ciambella per sedervi. Potete valutare di rimandare la ripresa dei rapporti sessuali. E appena potete iniziate la ginnastica per ridare tono al perineo. Però, con il prossimo parto, cambiate ospedale, a meno che non vi rendiate conto di esservi trovate in uno di quei casi per i quali anche l’Oms raccomanda il taglio.

Chi di voi ha subito l’episiotomia? Vi hanno spiegato perché l’hanno fatta? E quanto ci avete impiegato per rimettervi in sesto?

Immagine: uplod.wikimedia.org

5 Comments on "Il taglio del perineo o episiotomia"

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  1. » Quando riprendere ad avere rapporti sessuali | 1 luglio 2013
  1. sara scrive:

    A me si erano bloccate le contrazioni (parto indotto prima del tempo) così hanno deciso di tagliare.
    Non mi hanno detto quanti punti mi hanno dato ma sono arrivati dietro all’ano
    Per rimettermi cisono voluti più di due mesi.
    Impossibile avere rapporti.
    Poi dopo circa 4 mesi un gran male al retto pensavo alle morroidi, invece era una fistola.
    Per mesi abbiamo cercato di pulire sperando che si richiudesse, invece l’infezione ha continuato, così come la fistola.
    In definitiva i punti interni hanno fatto infezione, la fistola è diventata retto-vaginale, il mio perineo “mangiato” dall’infezione.
    Dopo 12 mesi un’intervento per cercare di mettere tutto a posto: riapertura della episorafia, apertura della fistola il tutto lasciato poi aperto per evitare il riformarsi della fistola.
    3 mesi perchè si richiudesse la ferita e ad oggi ancora impossibile avere rapporti.

    Sono stata sfigata? Forse. Ma più navigo più scopro che non è un evento tanto insolito, solo che esistono solo pochi centri dove rimettono a posto questi danni e la maggior parte dei medici non conosce la problematica in sè che prevede la cooperazione di ginecologi, proctologi e chirurghi plastici.
    Se tornassi indietro farei il cesareo.

    • Emma scrive:

      Anch’io ho una fistole perianale che sto curando e nonostante due operazioni é ancora irrisolta. La cosa molto grave nel mio caso é che a crearla é stata la ginecologa che nel cucire il taglio dopo il parto, ha bucato il retto creando appunto una fistole. Come stai? Hai risolto la situazione? Come? grazie, ciao

  2. valeria scrive:

    Io purtroppo ho subito l’episiotomia, perchè mio figlio aveva un giro di cordone intorno al collo non me l’hanno detto e me l’hanno fatta mi hanno ricucito per 45 minuti e non mi hanno detto quanti punti mi hanno messo . Adesso vorrei riprendere i rapporti con mio marito ma ho paura anche perchè sono passati più di 40 gg ma ho ancora male.

  3. memè scrive:

    Io purtroppo ho subito l’episiotomia, perchè mio figlio aveva due giri di cordone intorno al collo e l’ostetrica, una tirocinante si è fatta prendere dal panico e mi ha praticato un episiotomia un po’ troppo estesa (l’ostetrica che l’assisteva ha dovuto dire di fermarsi).
    Mi hanno messo circa una ventina di punti.
    E’ stato abbastanza fastidioso soprattutto i primi e gli ultimi giorni prima che i punti cadessero…c’è voluto circa un mesetto prima che i fastidi si attenuassero, ma è tutto anche molto psicologico…
    Si i punti tirano e danno fastidio, ma fa tanto anche la paura di sentire dolore…più hai paura e sei tesa e più sembra che i punti facciano male…comunque all’inizio prese dall’ansia e un po di sconforto sembra che la situazione non torni mai a posto, ma vi assicuro che non è così…
    Io dopo 35 giorni ho avuto il mio primo rapporto dopo il parto…un po doloroso, ma tutto passa.
    Le prime volte la penetrazione ha fatto un po male, ma con calma tanto amore e tanta pazienza torna tutto ad essere un piacere esattamente come prima se non di più!

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