Da 15 settembre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Infezioni alle vie urinarie: la cistite in gravidanza

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Le trasformazioni fisiche e i nuovi equilibri ormonali che accompagnano la donna durante i nove mesi di gravidanza possono favorire la comparsa di infiammazioni alle vie urinarie, comunemente definite cistiti.

La cistite è un’infiammazione delle basse vie urinarie, della vescica e dell’uretra, dai sintomi tipici come:
difficoltà nella minzione (fare la pipì) accompagnata da forte bruciore;
frequente stimolo a urinare, con emissione di scarse quantità di urina;
dolore nella regione sovra pubica;
– possibile presenza di sangue nelle urine.

Oltre che dalla comparsa di questi sintomi (che possono anche non manifestarsi), la conferma delle cistite viene dai risultati dell’esame delle urine e dell’urinocultura. La cistite può presentarsi in forma acuta, cioè all’improvviso e con sintomi ben definiti, o in forma cronica, ossia l’evoluzione della forma acuta, caratterizzata da sintomi meno intensi ma più prolungati nel tempo e con la tendenza a ripetersi.

Non tutte le donne però sono colpite da questo tipo di infezione poiché l’organismo dispone di molteplici meccanismi di difesa: i lattobacilli (batteri non dannosi), ospiti abituali della vagina e della zona periuretrale, impediscono per esempio la crescita di ceppi patogeni (batteri dannosi); mentre l’acidità stessa dell’ambiente vaginale e dell’urina, ostacola la proliferazione dei batteri responsabili delle cistiti.

La maggior predisposizione alle cistiti durante la gravidanza è dovuta da tre motivi principali:
la diminuzione del tono muscolare dell’uretere (condotto che collega il rene alla vescica) dovuta all’alta concentrazione di progesterone (un ormone prodotto dalla palcenta) fin dall’inizio della gravidanza. Questo accade perché il progesterone da un lato ha il ruolo benefico di mantenere l’utero rilassato, ma dall’altro causa una perdita di elasticità e tono all’uretra e all’intestino, che di conseguenza rallentano le loro normali funzioni. La vescica in questo modo fa più fatica a svuotarsi;
la stitichezza, dovuta proprio al rilassamento dell’intestino. Questa stasi delle feci nell’ultimo tratto dell’intestino favorisce il proliferare di batteri che facilmente arrivano alla vescica e all’uretra;
la pressione che il feto in crescita esercita sulla vescica, riducendo così la capacità di espellere l’urina che ristagna nella vescica e favorisce la proliferazione di germi.

Se la cistite è curata subito, non comporta alcun rischio né per la futura mamma né per il feto. Al contrario, se trascurata, l’infezione dalle basse vie urinarie può risalire fino ad arrivare ai reni e causare una nefrite, ossia l’infezione dei reni.

Dunque ai primi sintomi è bene consultare il medico che prescriverà una cura idonea. Inoltre occorre bere almeno due litri di acqua al giorno. E’ poi consigliabile mangiare molta verdura cotta e cruda (purchè ben lavata), in quanto è ricca di acqua, yogurt e formaggi con fermenti lattici, poiché aiutano la ricostituzione della flora batterica e a combattere i germi responsabili dell’infezione.

Da evitare invece, cioccolato, peperoncino, tè, caffè e spezie, in quanto irritano le mucose. Da bandire anche i dolci e le bevande dolcificate, poiché gli zuccheri in essi presenti stimolano lo sviluppo di batteri.

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