Inserimento al nido, come affrontarlo al meglio?

bambini che fanni inserimento asilo nido

È arrivato il momento dell’inserimento al nido e il cuore della mamma comincia a stringersi. «Come farò senza il mio piccolino?» «Come vivrà il mio bimbo il momento del distacco dalla sua mamma?» Domande come queste tormentano la maggior parte delle mamme che affrontano per la prima volta l’inserimento al nido dei propri piccoli.

Non è facile, non lo è innanzitutto per una mamma. Ma come per ogni momento difficile, ci sono modalità adeguate per cercare di affrontarli al meglio. Per essere un pochino più serene, meno attanagliate dai sensi di colpa. E per rendere più sereni anche i bimbi.

Oggi vediamo insieme come affrontare al meglio l’inserimento al nido, con qualche piccolo suggerimento.

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I passi per affrontare l’inserimento al nido

Avere un buon rapporto con le educatrici

La condizione ideale non solo per l’inserimento, ma anche per tutta la permanenza al nido è quella di riuscire a instaurare un buon rapporto con le educatrici. Fidarsi innanzitutto di colei a cui si affidano i bimbi è il primo passo. Insieme poi si può costruire un rapporto fondamentale per il benessere dei bambini e per la serenità della mamma. Mai aver paura di confidare dubbi e incertezze all’educatrice, che a sua volta potrà raccontare alla mamma le difficoltà o i progressi del piccolo nell’inserimento.

Più la mamma è serena, più lo è il piccolo

Facile a dirsi, difficile a viversi, ma è la verità. La serenità della mamma è contagiosa e rassicura il piccolo. La cosa più importante, quindi, è che la mamma possa lavorare su se stessa, per cercare di affrontare il momento dell’inserimento al nido con serenità, consapevole che sarà un momento faticoso e doloroso, che i sensi di colpa faranno capolino al primo pianto del proprio bimbo, ma che è un passaggio e che, se vissuto in maniera serena, non può che migliorare.

mamma e bambino inserimento al nido

Non avere fretta

L’inserimento al nido non è qualcosa che si risolve in poco tempo. Gli psicologi tendono infatti a preferire il termine ambientamento a inserimento, visto che di fatto il bambino deve fare i conti con un ambiente diverso rispetto a quello a cui è stato abituato. Non più i volti familiari di mamma, papà, nonni, zii, fratelli, ma un luogo nuovo con volti nuovi.

Ci vuole tempo e ogni bimbo ha il suo. L’ideale, quindi, sarebbe programmare l’inserimento al nido anche un mese prima del rientro al lavoro, proprio per riuscire a fare le cose con calma, senza gli impegni lavorativi ad aggiungere ulteriore stress. Bisogna sempre tenere conto, come afferma la psicologa Lynne Murray nel volume Le prime relazioni del bambino, che l’ingresso al nido provoca nei bambini l’innalzamento del cortisolo, l’ormone dello stress. Nel volume la Murray racconta che attraverso una ricerca sul campo si è scoperto che se il genitore ha la possibilità di vivere senza fretta e insieme al proprio bimbo l’inserimento al nido, il cortisolo cala notevolmente.

Verbalizzare, raccontare sempre ciò che accadrà al bimbo

I bambini, anche quelli piccoli, devono sapere che andranno in un luogo diverso da quello familiare. Prima di iniziare l’esperienza del nido, quindi, è bene raccontare ai piccoli cosa li aspetterà. Raccontare aiuta sia il piccolo che la mamma, che in questo modo, verbalizzando, si rassicurerà a sua volta un po’ di più. E durante la passeggiata cominciare a portarli davanti al nido, contribuisce a rendere più familiare il luogo.

La mamma torna presto

Mai andare via senza salutare il proprio bimbo e senza rassicurarlo sul proprio ritorno. I bambini non hanno la percezione del tempo che passa, ma sentirsi dire che la mamma tornerà presto li renderà più sicuri. Rassicurarli, salutarli e non indugiare più. Una volta che il piccolo si è distaccato dalla mamma, anche se in maniera che può sembrare traumatica, non è bene che la mamma torni sui suoi passi. Non aiuta il piccolo, ma non aiuta neanche la mamma.

bambino con orsetto per inserimento al nido

L’oggetto da portare al nido

Portare con sè un oggetto del cuore aiuta il piccolo ad affrontare meglio la nuova avventura. Il pupazzo con cui dorme, una macchinina, una coperta, un cuscino. Se c’è qualcosa a cui il piccolo è particolarmente legato, è bene che lo si faccia notare alle educatrici e che si chieda loro di poterlo portare in classe.

I rituali sono importanti

I bambini amano i rituali, che sono qualcosa di rassicurante. Stabilire non solo un rituale che preceda l’entrata al nido, ma che lo segua aiuta il piccolo a essere meno stressato e a sentirsi al sicuro.

Avere pazienza quando si è a casa

L’inserimento al nido non è un momento facile per il bimbo ed è normale che a casa possa essere più nervoso, più dispettoso (questo accade soprattutto con i bimbi più grandi, che paradossalmente soffrono di più questo cambiamento) o più attaccato alla mamma. Bisogna prenderne atto e cercare di avere pazienza, assecondando il bisogno di rassicurazione del piccolo.

Non sempre è facile per una mamma, perchè lei stessa è stanca e nervosa e provata dall’inserimento al nido e dall’inizio del lavoro…. ecco perchè sarebbe importante prendersi tempo per l’inserimento al nido e non farlo in concomitanza con l’inizio del lavoro.

 

 

 

 

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