Da 14 luglio 2015 Articolo con sponsor 0 commenti Leggi tutto →

Inserimento al nido: come affrontare un momento importante

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inserimento al nido

L’ inserimento al nido è un momento molto delicato non solo per il bambino, ma anche per i genitori. La mamma torna a lavorare, si separa dal piccolo e spesso si sente in colpa, soprattutto se il bambino reagisce alla separazione con pianti. Come affrontare questo momento? E’ normale che il bambino sia nervoso e irrequieto quando comincia ad andare al nido? Piangerà sempre?

Il nuovo volume Le prime relazioni del bambino edito da Raffaello Cortina Editore affronta anche questo argomento. Così come abbiamo fatto per l’allattamento e il pianto del neonato, anche riguardo all’ inserimento al nido vi offriamo un assaggio di ciò che trovate nel manuale.

Inserimento al nido: il capitolo de Le prime relazioni del bambino

Vi lasciamo un pdf con parte del capitolo sull’ inserimento al nido e una gallery con le immagini che mostrano come si comportano i bebè quando entrano al nido. Buona lettura!

Sostenere il bambino al nido: l’inserimento
Non c’è dubbio che iniziare a frequentare il nido possa essere un’esperienza stressante per un bambino. È normale che i bambini piangano nel vedere il genitore andare via e che mostrino un certo grado di irrequietezza per alcune
settimane dopo l’ingresso al nido. Da alcuni studi è emerso che ciò avviene in particolare nei casi in cui i bambini iniziano ad andare al nido intorno ai 12-18 mesi, età in cui è possibile che siano più esplicitamente consapevoli della separazione dai genitori rispetto ai bambini più piccoli.
Inoltre, i sentimenti di disagio possono ricomparire nei momenti in cui è più probabile che il bambino si senta vulnerabile, per esempio al ritorno al nido dopo le vacanze estive oppure dopo un periodo di malattia. All’inizio della
frequenza del nido, si verifica nei bambini un innalzamento dell’ormone dello stress, il cortisolo. È interessante notare come questo avvenga con la stessa frequenza nei bambini che hanno un attaccamento sicuro verso la madre
e in quelli che invece hanno un attaccamento insicuro, a indicare che, fino a quando il bambino non ha avuto il tempo di adattarsi e ambientarsi, le separazioni ripetute e
prolungate vissute al nido possono incrinare le sue aspettative riguardo alla disponibilità del genitore. È possibile che il personale del nido, per quanto sensibile, non riesca a prevenire il disagio del bambino. In considerazione
di questo aspetto, è importante che i genitori siano in grado di sostenere il bambino nel passaggio al nido; infatti, se riusciranno a trovare del tempo da dedicare all’inserimento del figlio, a rimanere con lui affinché si familiarizzi con l’ambiente in maniera graduale e in base al suo livello di adattamento, probabilmente il disagio del bambino potrà essere ridotto. In effetti, uno studio ha riscontrato come, in presenza di un attaccamento sicuro fra madre e figlio e della capacità dei genitori di inserire gradualmente e con
sensibilità il bambino al nido, non si sia verificato l’innalzamento
dei livelli di cortisolo tipicamente associato all’ingresso al nido


Le prime relazioni del bambino

 

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