Internet, dipendenza e vita reale. L’incontro di Navigare Sicuri

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Quanto tempo trascorrono i vostri figli su internet? Quanta vita reale perdono chattando con amici, giocando on line, frequentando i social network?  E voi mamme e papà come siete messi? Non potete fare a meno del vostro fedelissimo smartphone? Controllate mail e messaggi ogni volta che il cellulare manda un segnale?

Siamo sempre connessi, l’avvento degli smartphone ha provocato questo. Il rischio che corriamo tutti, noi e soprattutto i nostri figli, è proprio quello di essere sempre altrove con la testa.

La dipendenza da internet è una patologia che richiede una cura, proprio come accade con le altre dipendenze e malattie. Ci sono ragazzi che progressivamente abbandonano la vita reale per chiudersi in casa davanti allo schermo di un pc.

Lo psicoterapeuta Federico Toniono, intervenuto all’incontro di Firenze del tour Navigare Sicuri, ha raccontato che ha pazienti che passano anche dieci ore al giorno collegati a internet. Molti di loro sono dipendenti dai giochi on line, in particolare dagli sparatutto. Chiedere a un paziente “cosa hai fatto oggi” e sentirsi rispondere “ho ucciso 2000 nemici” fa rabbrividire…

La dipendenza da internet come patologia si ha quando si rinuncia alla vita reale per rifugiarsi nel virtuale. Si arriva persino ad abbandonare la scuola e tutti gli altri interessi, dalla palestra agli amici. L’unico orizzonte è internet.

La dipendenza da internet e dal gaming on line è un problema per molti ragazzi (più grandi degli adolescenti delle medie) anche perchè sviluppa un’aggressività malsana.

Noi e i nostri figli possiamo, ci si augura, non arrivare a tanto. Se il rapporto con internet può non diventare patologico, è anche vero che molti hanno un rapporto strettissimo con la rete. Bisogna quindi educare noi e i nostri ragazzi ad utilizzare il web come uno strumento, non come la ragione di vita.

Internet può aiutarci nei rapporti interpersonali, può sviluppare la creatività, essere uno stimolo ad appassionarsi a qualcosa. Internet può essere anche ciò che ti permette di crearti un mestiere, come ci ha raccontato la mamma blogger Anna Lo Piano. L’importante è usare equilibrio e testa. Capire quanto tempo dedicare alla navigazione e avere ben chiaro che la vita reale è molto più bella e affascinante che quella che si vive in rete. Che gli amici veri sono quelli che puoi incontrare di persona, quelli con i quali puoi chiacchierare, ridere e anche litigare vis à vis.

Con capacità critica, equilibrio e apertura alla realtà i nostri figli sapranno anche gestire al meglio la rete. Da soli, però, rischiano di non farcela. Hanno bisogno di noi, del  nostro esempio, della nostra compagnia, delle nostre provocazioni e, perchè no, anche delle nostre regole. Mai tirarsi indietro, mai demoralizzarsi!

Fonte:

collegecandy.files.wordpress.com

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