L’isola felice della mamma adottiva

Woman relaxing on a sofa listening to music

Crescere un bambino adottivo è molto impegnativo. E’ una cosa che richiede uno sforzo così totale da risucchiare tutte le energie fisiche ed emotive.

Il rischio, per una mamma adottiva, di ritrovarsi con un esaurimento nervoso o con la depressione è molto alto. Più siamo forti di carattere e più siamo brave ad incassare i colpi della vita, non vi pare? A pensarci bene, però, ogni colpo ci fiacca e ci indebolisce sempre più, anche se noi, procedendo dritte per la nostra strada, crediamo di non avere subito alcun danno, appunto perché “siamo forti”.

L’apoteosi della Wonder Mamma

A volte siamo costrette a fare tutto da sole perché non c’è nessuno che ci possa o che ci voglia aiutare; altre volte è perché siamo state cresciute così, come le brave bambine ubbidienti e indipendenti, super-responsabilizzate fin da piccole. Da grandi ci trasformiamo quindi in Wonder Mamma, un mix tra Wonder Woman e Super- Mamma. Da brave Wonder Mamme siamo molto efficienti e disponibili per tutti, non solo per i nostri figli adottivi, e ci dimentichiamo dei nostri bisogni di persone e di donne. E questa è la fregatura, perché non prendersi cura di sé porta sempre guai.

Ognuno di noi infatti è come il serbatoio di un’auto: se continuiamo solo a correre per prenderci cura dei bambini (e spesso di tutto il resto come casa, animali domestici, bollette, genitori, suoceri, etc.) senza “rifare il pieno” regolarmente, restiamo a secco e non partiamo neanche più. Per questo, a volte, è sano “arrendersi” per qualche ora e lasciare fare agli altri. Ma come si fa?

Wonder Mamma riprenditi il tuo tempo!

  • Primo: chiudi gli occhi per un secondo

e… quando li riapri, leggi le parole seguenti: Una giornata tutta per te.

  • Secondo: immagina una giornata tutta per te

Cos’è? Come puoi passarla? Una giornata tutta per te si definisce come un periodo ininterrotto di diverse ore durante il quale puoi rilassarti, leggere, seguire una lezione di yoga, vedere un’amica, andare dal parrucchiere, fare shopping, farti fare un massaggio, la manicure, o qualunque altra cosa possa farti sentire bene. Anche una bella passeggiata andrà benissimo e per di più non costa niente e non bisogna organizzarla in anticipo. La spontaneità e la creatività sono importanti.

  • Terzo: lascia andare il senso di colpa che ti assale

La casa non andrà in rovina, i figli e il marito sopravviveranno e anzi, ammettilo, quando sei più rilassata e carina, ti amano ancor di più.

  • Quarto: chiedi aiuto e crea del tempo libero

Se il papà non può prendersi cura dei bambini in tua assenza, una nonna o una zia andranno benissimo. Se non ci sono nonne o zie a disposizione (purtroppo questo è il mio caso: sono tutte lontane o malate), considera di investire in una baby-sitter per qualche ora, oppure di portare il pargolo all’asilo per un giorno alla settimana: farà benissimo al suo senso di indipendenza e alle sue abilità sociali! Se questo è troppo per le tue finanze, puoi provare a organizzarti con un’altra mamma (una vicina, una conoscente, la mamma di un amichetto del tuo bambino) e fare a turno a tenere i bambini di entrambe mentre l’altra si prende del tempo libero. E’ una specie di car-sharing per mamme: il mamma-sharing!

  • Quinto: goditi questo momento più che puoi

Abbassa la suoneria del cellulare o, meglio ancora, spegnilo! “E se succede qualcosa il mio bambino come mi avvisano?” Ok, se proprio vuoi, puoi controllare se ci sono chiamate perse ogni 2 o 3 ore, non di più, e solo ed esclusivamente provenienti dalla persona che si sta prendendo cura del bambino.

  • Sesto: proteggi il tuo tempo libero

Quando ho iniziato a praticare la mia “Isola felice settimanale” non sono mancate le critiche. Purtroppo è ancora vivo lo stereotipo che una brava mamma sia felice solo quando è coi suoi bambini e che, se prova a mettere se stessa prima di loro anche solo per qualche ora la settimana, è una cattiva madre. Questo mi ha dato molto fastidio e mi ha insegnato a farmi i fatti miei. Il venerdì non vado in ufficio e il mio bambino è all’asilo, ma pochi lo sanno (almeno finora). Io mi preparo come se andassi al lavoro (vestiti, trucco e parrucco) e porto il piccolo all’asilo come tutti i giorni, ma, invece di andare in ufficio, vado dove mi porta il cuore!

In fin dei conti, posso dire per esperienza che mezza giornata alla settimana è sufficiente per ricaricare le pile tanto da rimanere sane di mente e di corpo e soprattutto felici. Perché, se la mamma non è sana e felice, non è sano e felice nemmeno il bambino.

Scrivi un commento