L’app per genitori separati che semplifica l’organizzazione familiare

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2houses

Quando si dice la tecnologia ti semplifica la vita forse si pensa proprio a 2houses l’app per genitori separati.

In effetti se 2 cuori e una capanna diventano 2 capanne e molteplici cuori (alcuni in frantumi) avere uno strumento come 2houses, l’applicazione per Ios e Android che organizza e semplifica la gestione condivisa dei figli può essere molto prezioso.

Sicuramente non basterà uno strumento tecnologico per mettere la parola fine alla “guerra dei Roses” ma per molte famiglie di divorziati potrebbe essere la soluzione giusta per coordinare il flusso di informazioni sugli appuntamenti, gli impegni e le tante informazioni che volenti o nolenti si trovano a dover condividere sui propri figli.

Perché è sempre meglio comunicare e scambiarsi le informazioni dei figli in modo neutro senza inutili fraintendimenti o ripicche. Riportare le informazioni a quello che realmente sono e soprattutto organizzarle in maniera condivisa.

Come funziona la app

L’applicazione 2houses nasce in Belgio nel 2011 dall’idea di un papà separato, Gill Ruidant che ha pensato a un servizio tecnologico in grado di facilitare la cogenitorialità grazie a un sistema di cogestione finanziaria, un diario e un lista della spesa comuni.

Gill Ruidant

Gill Ruidant fondatore di 2houses e suo figlio Noé

A grandi linee si tratta di un grande social network familiare, di cui possono far parte smartphone alla mano anche il resto della famiglia (nonni, zii e affini) nonché i figli stessi, ovviamente con il beneplacito di entrambi i genitori.

app genitori separati

Come nasce la versione italiana

Oggi 2houses si è diffuso in oltre 117 Paesi nel mondo ed è utilizzato da quasi 60 mila famiglie.

In Italia 2houses arriva grazie all’incontro felice di due genitori single. La versione italiana nasce infatti dall’iniziativa di un torinese, Alfonso Negri, padre separato ed esperto di marketing nonché genitore gengle (acronimo di genitori single) e Giuditta Pasotto la fondatrice di Gengle.it  la rete di genitori single sul web che conta 10 mila iscritti, in poco più di un anno.

Giuditta Pasotto
Giuditta Pasotto fondatrice e ideatrice di Gengle.it

Ma chi sono i Gengles?

Gengle.it è una community di genitori che solo apparentemente virtuale perché a leggere bene il forum questa è una vera e propria rete di solidarietà, amicizia e scambio tra genitori separati. Mamme e papà. In egual misura.

Non è uno spazio in cui le mamme separate si sfogano raccontando le nefandezze dei loro ex mariti ma un posto in cui come ci ha raccontato la stessa Giuditta:

Si normalizzano le situazioni anziché incattivirle. 

Sul sito Gengle.it si incontrano uomini e donne diversi ma allo stesso tempo uguali. Perché da separati tutti a prescindere dal reddito si sentono dei falliti. Dei reitti.

Le potenzialità della Rete

Giuditta è figlia di genitori separati. Ha vissuto la separazione da figlia e oggi felice madre a sua volta separata di due splendidi bambini che può affermare molto serenamente che la rete è stata la sua salvezza.

L’idea di una community di genitori single le è venuta dopo la sua prima vacanza da separata con i due bambini. Quando mamma forte, sempre piena di energia si è trovata nell’indecisione di mettere prima i figli in macchina o le valigie…una situazione di sopraffazione comune a tante altre mamme o papà.

Quindi anziché arrendersi alla vita da single ha pensato di chiedere aiuto e un po’ per scherzo e un po’ per davvero, ha provato a cambiare la situazione aprendo il sito Gengle.it

Giuditta Pasotto fondatrice di Gengle.it
Giuditta Pasotto fondatrice di Gengle.it insieme ai suoi due bambini.

L’esperienza di Gengle

Il sito Gengle nel primo mese dal suo lancio (ottobre 2014) ha avuto 500 iscritti e oggi conta una community attiva di oltre 100 persone: 60 mamme e 40 papà.

L’esperienza di Gengle mostra come i papà siano molto presenti per i propri figli anche dopo la separazione. Che non siano solo mostri di egoismo. Ma che ci siano tanti esempi di papà che lottano e amano stare con i propri figli.

Le mamme e i papà che si incontrano su Gengle utilizzano il web per parlare ma non si limitano a questo spazio.

La forza di questi legami, gli argomenti, la condivisione di una situazione triste permette a molte mamme e papà di rivedere la propria situazione e li porta a cercare un accordo consensuale con il proprio ex anziché lo scontro continuo.

Si tratta di un esempio di come tecnologia e web possano incoraggiare l’incontro tra persone – vero, non solo virtuale – e favoriscano la creazione di un welfare fai-da-te fatto di reti di utenti accomunati da problemi comuni.

I genitori separati affrontano i viaggi e i momenti della quotidianità potendo confidare in una rete di solidarietà e affetto vera. Su Gengle sono nate storie di sorellanza e fratellanza vera.

I gengle fanno le vacanze insieme con i propri bambini e finalmente nessuno si annoia o si fa prendere dallo sconforto.

I bambini sono felici di stare insieme ai propri genitori finalmente sereni e soprattutto di condividere vacanze ed esperienze con coetanei.

Un modello di condivisione che trova nella app per genitori separati uno strumento innovativo e utile.

Perché se si manda un messaggio al proprio ex ricordandogli di andare a prendere i figli a scuola forse lo si infastidisce, può essere frainteso, bisogna per forza parlarsi mentre se lui può consultarsi un calendario dove c’è riportata solo questa informazione la questione si riduce a pura informazione. E ci si semplifica la vita. O perlomeno ci si prova.

 

 

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