“La mamma riccio”, manuale di sopravvivenza semiserio per le mamme con gli aculei

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La mamma riccio

Le mamme di oggi, si sa, devono ancora dividersi tra famiglia e lavoro; e una cosa, molto spesso, esclude l’altra. Ma ci sono anche donne che non si arrendono di fronte a questa scelta, e decidono di essere sia brave madri che lavoratrici efficienti. Perennemente schiacciate dal senso di colpa, però, e dall’impressione di essere sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Sono le madri con gli aculei, raccontate da Betta Carbone nel suo libro “La mamma riccio. Come crescere i figli con dolcezza, senza dimenticare gli aculei“, di Anteprima edizioni, con la prefazione delle mamme blogger Jolanda Restano e Cecilia Spanu, fondatrici di FattoreMamma.

Un manuale semiserio in cui l’autrice, madre di due bambine, racconta in modo ironico e divertente la propria esperienza e dà alcuni preziosi consigli per sopravvivere nella jungla quotidiana di chi, come lei, deve avere a che fare ogni giorno con capiufficio, colleghe vamp, e poi con maestre, assemblee di condominio, vicini di casa scorbutici, senza dimenticare di preparare il pranzo per le figlie che poi si papperà il marito “per sbaglio” o di fare la lavatrice e stirare, magari dopo le 11 di sera.

Insomma, una mamma in corriera, più che in carriera. In un Paese come il nostro, dove il telelavoro o gli orari flessibili sono praticamente inesistenti e il part time significa metà stipendio per la stessa mole di lavoro, il tempo è prezioso e sembra non bastare mai. Così a volte verrebbe voglia di gridare, di spedire a letto i bambini appena si torna a casa senza farsi puntualmente assalire dal senso di colpa perché non li si è visti tutto il giorno; e invece sono in grado di tirar fuori tutta la dolcezza di cui sono capaci, e di incastrare i propri impegni con quelli di prole, partner, nonna, suocera, tata, rivelando risorse di cui solo noi donne siamo dotate.

Le Mamme Riccio non si rassegnano a pensare che lavoro e vita privata corrano su binari separati, che l’uno sia solo un dovere e l’altra la vita “vera”. Perciò vanno avanti senza lasciarsi travolgere dallo sconforto e dalla rabbia, e agiscono verso i figli senza regole precostituite, perché ogni essere umano è diverso e ha esigenze diverse. Non hanno certezze, seguono soltanto il loro istinto e sperano che sia per il meglio. Hanno gli aculei per difendersi, ma affrontano la vita a testa alta e senza rimorsi; con l’aiuto di papà (quasi) perfetti.

Un libro che si legge tutto d’un fiato (io ci ho messo meno di due giorni!), e che potrà far sentire meno sole tutte le Mamme Riccio d’Italia, rendendole forse più consapevoli del loro valore e delle loro potenzialità. E che insegna a tutte noi che pur nel caos e nelle difficoltà che le mamme italiane si trovano ad affrontare, bastano volontà e organizzazione, e un pizzico di ironia, per raggiungere i propri obiettivi.

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