La matematica è divertente soprattutto se la si impara giocando

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Alzi la mano chi ancora adesso, nonostante non vada più a scuola da alcuni anni, ogni tanto ha come incubo ricorrente l’interrogazione di matematica? Se tabelline ed equazioni vi hanno fanno sudare freddo perchè non provate a riscoprire, insieme ai vostri bambini, il lato più divertente di questa materia. Il Team Umizoomi con il suo DVD appena uscito in Italia, fa proprio al caso vostro

La serie d’animazione, Team Umizoomi, trasmessa da Nick Junior (sui canali Sky 603 e 604 tutti i giorni alle ore 16:10 e alle 18:25) presenta un universo straordinario. La fantastica città di Umi. Un mondo coloratissimo e allegro, nel quale i protagonisti Milli, Geo e Bot, i tre componenti della squadra Umizoomi si impegnano a mantenere la pace e l’ordine risolvendo tutti i problemi grazie alle loro abilità matematiche. Ai loro super poteri matematici!

 

Il dvd della serie "Team Umizoomi"

 

In questo cartone animato si mostra come la matematica sia dappertutto. La serie si rivolge in particolare, ai bambini, che ancora non vanno a scuola e vuole spiegargli come la matematica sia utile per risolvere i problemi di ogni giorno. Uno strumento utile per imparare  a confrontare, misurare e poi contare.

In questo modo, divertendosi, potranno scoprire da soli quanto sia importante e per niente noiosa. Ed anzichè avere un approccio negativo verso di essa sapranno apprezzarla e potranno persino divertirsi e giocare con essa.

 

I tre protagonisti di Umizoomi: Geo, Bot e Milli.

La matematica è infatti uno strumento indispensabile per risolvere i problemi, non solo numerici ma  quotidiani. E proprio sulla base di questa idea che il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha promosso la nascita nel 2006 di “Matefitness”. Un progetto di divulgazione creativa della matematica.

La sede è a Genova e qui nella suggestiva cornice del Palazzo Ducale è nata la Palestra della matematica. Un luogo in cui ogni giorno è possibile allenare la mente attraverso laboratori ed attività ludiche che riescano a far percepire, soprattutto ai più piccoli, il fascino di questa materia. Perchè tutti possono diventare bravi in matematica. Basta solo un pò di allenamento…


Matefitness lavora in stretta sinergia con la scuola, utilizzando un approccio didattico complementare ad essa, basato sulla centralità dell‘esperienza e del gioco. In questo modo la matematica ed i suoi talvolta ostici concetti vengono trasferiti agli studenti, in maniera piacevole e senza particolari ansie.

 

La matematica è un gioco da ragazzi!

Abbiamo intervistato Cecilia Tria, che si occupa del marketing e della comunicazione di  Matefitness chiedendole di parlarci della “Palestra della matematica” e del progetto educativo che la anima.

La matematica, purtroppo, è spesso considerata una materia ostica dai bambini e dagli studenti: perché?
Una delle ragioni probabilmente si individua nelle istituzioni scolastiche dove i docenti sono costretti a proporre programmi non più aggiornati ed un modello didattico che, ruotando intorno a teoria ed esercizi, non sempre va incontro al nostro modo di ragionare e di capire le cose, che richiede riferimenti concreti al mondo che ci circonda e collegamenti tra diversi ambiti del sapere. Spesso quindi, l’idea della matematica passata dalla scuola rischia di ridursi ad un mondo di sterili calcoli e formule complicate, e mancano del tutto il tempo ed i mezzi per enfatizzare i risvolti pratici e l’importanza della creatività anche in questo campo. Anche i genitori che da studenti hanno avuto difficoltà con la matematica a volte svolgono un ruolo negativo nei confronti dei figli e non incentivano lo studio e la motivazione a causa delle loro stesse esperienze scolastiche frustranti.

Matefitness vuole promuovere la matematica attraverso il gioco e l’approccio interdisciplinare: cosa significa?
Per riuscire nel nostro intento, cerchiamo di mostrare la matematica sotto una nuova luce enfatizzandone gli aspetti ludici, creativi e pratici. Le nostre attività quindi prevendono l’uso di exhibit scientifici o di oggetti semplici sui quali i partecipanti mettono le mani confrontandosi in modo concreto con i problemi proposti. A condurre le attività sono i nostri bravissimi animatori scientifici, capaci di coinvolgere il pubblico sotto molti punti di vista. Ogni problema o quesito viene proposto sotto forma di gioco e si cerca di fare sempre riferimento all’esperienza dei partecipanti, evidenziando il collegamento tra la matematica presentata e la realtà che conosciamo passando attraveso altre scienze che si esprimono usando il linguaggio della matematica o attraverso l’arte e la letteratura.
Non si punta poi l’attenzione sulla risposta dei partecipanti, ma sul ragionamento che li ha guidati. In questo modo è più facile che tutti si sentano coinvolti e partecipino attivamente provando a condividere le proprie idee e ipotesi, poiché le risposte sbagliate non esistono, ma sono dei piccoli passi verso la soluzione finale. In questo modo, inoltre, i problemi si risolvono tutti insieme, condividendo i fallimenti, ma gustando collettivamente la soddisfazione per la soluzione trovata.

Anche i genitori a casa possono organizzare giochi ed attività simili per i loro bambini? Avete qualche consiglio?
Sicuramente per i genitori sono disponibili ormai moltissimi strumenti: dai libri di matematica divulgativa da leggere e “giocare” con i figli, ai festival scientifici da frequentare, alle riviste di giochi per la mente, agli spettacoli di teatro-scienza per ragazzi. Ma prima di tutto servirebbe che loro per primi superassero, aiutando i propri ragazzi, quella “paura della matematica” che attanaglia ancora tantissimi adulti e che facilmente produce stereotipi come la “matematica materia difficile e per pochi geni”.

Quali sono i progressi che notate nei bambini con cui lavorate? E quali le difficoltà iniziali?
Per quanto riguarda le difficoltà, con i bambini non se ne incontrano molte: attraverso il gioco e l’animazione scientifica, bambini e ragazzi si lasciano facilmente coinvolgere e poi conquistare. È complesso invece misurare i progressi ottenuti dai singoli studenti in quanto le nostre attività purtroppo non hanno ancora una continuità all’interno della scuola, ma è proprio lì che sarebbe bello arrivare, riuscendo anche ad applicare alla divulgazione scientifica e alla didattica alcuni strumenti di misurazione propri della ricerca.

 

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