L’acido folico tra i farmaci rimborsabili

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Acido folico

Gli studi medici hanno dimostrato da tempo l’importanza dell’assunzione dell’acido folico non soltanto durante la gravidanza ma per tutto il periodo fertile di una donna, come forma di prevenzione per la comparsa di patologie e disturbi del tubo neurale nel feto.

A tali benefici a supporto preventivo abbiamo dedicato alcuni mesi fa un post  e proprio in questi giorni a conferma della loro rilevanza scientifica, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha inserito l’acido folico da 400 microgrammi (mcg) tra i farmaci in classe A, quelli cioè che possono essere rimborsati totalmente  dal Sistema Sanitario Nazionale.

Il prossimo aprile in occasione del  “Mese della Prevenzione dei Difetti Congeniti e della Prematurità” la comunità scientifica intende diffondere e sottolineare l’importanza di raccomandare e prescrivere l’acido folico a tutte le donne in età fertile, nel momento in cui iniziano ad avere una vita sessuale attiva.

Acido folico

L’assunzione preventiva della giusta dose di acido folico pari a 400 mcg riduce sensibilmente il rischio di difetti del tubo neurale e diminuisce l’incidenza di cardiopatie e nascite prematura ma anche di altri disturbi e malattie come l’autismo e il ritardo del linguaggio nei bambini.

Maria Pia Pisoni, rappresentante dell’Associazione Spina Bifida e Idrocefalo (ASBI) e specialista in Ostetricia e Ginecologia con Alta Specialità nelle patologie dei difetti del tubo neurale materno-fetale presso l’Ospedale Niguarda Ca’Granda di Milano è tra le sostenitrici dell’estensione della finestra terapeutica dell’acido folico a tutte le donne:

“Basterebbe assumere l’acido folico a 400mcg, tra l’altro farmaco di fascia A, per un periodo più lungo rispetto ai soli mesi iniziali della gravidanza, per contrastare i difetti del tubo neurale nei nascituri: si potrebbe incentivare l’assunzione di tale vitamina nel periodo in cui la donna inizia ad essere sessualmente attiva, senza utilizzare una contraccezione sicura, e promuovere campagne informative anche nei corsi di educazione sessuale delle scuole. Se si pensa all’impatto sociale e al conseguente impegno nella gestione di un bambino nato con una malformazione neurologica come la Spina Bifida in termini di assistenza, di qualità della vita e del caregiver (strutture, tempi, costi) diventa fondamentale riscrivere la storia della prevenzione”. 

Anche Serena Battilomo, della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute conferma e ribadisce l’importanza preventiva dell’acido folico:

“L’assunzione dell’acido folico nelle donne in età fertile rappresenta un intervento di prevenzione primaria fondamentale per migliorare la salute della popolazione futura. Il Ministero della Salute già dal 2007 ha sostenuto un programma per l’implementazione di strategie utili a favorire la salute preconcezionale, con particolare riferimento all’assunzione ottimale di acido folico nelle donne in età fertile e nella popolazione in generale.”

Il consiglio come sempre è parlarne con il vostro medico.

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