Da 8 luglio 2009 0 commenti Leggi tutto →

L’allattamento artificiale

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Sappiamo tutti, e noi qui di Blogmamma ne siamo promotrici, che l’allattamento al seno è la scelta migliore che una neo mamma possa fare. Infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha elaborato delle linee guida, in base alle quali i bambini dovrebbero essere allattati al seno almeno per i primi 6 mesi. Tuttavia questo non è sempre possibile.

Infatti mentre soltanto una piccola percentuale di mamme non possono allattare al seno per ragioni mediche, altre decidono in anticipo di utilizzare l’allattamento artificiale, oppure provano ad allattare il piccolo al seno, ma per una serie di ragioni diverse rinunciano. Altre optano per l’allattamento misto utilizzando sia il latte in polvere che il proprio, dopo averlo tirato, soprattutto quando il piccolo inizia lo svezzamento. Ci sono invece mamme che sono costrette a passare all’allattamento artificiale quando tornano al lavoro per motivi di praticità.

Infatti uno dei vantaggi dell’allattamento artificiale è che anche il papà, parenti o magari i figli più grandi, potrebbero dare una mano con le poppate in modo da lasciare un po’ più libera la neo mamma. Ed è per questo che alcune mamme ritengono che, sebbene l’allattamento artificiale richieda una maggiore preparazione, offre anche il vantaggio di una maggiore libertà. Per esempio è possibile uscire tranquillamente la sera lasciando che sia la baby-sitter o la nonna a dare il biberon al piccolo.

Naturalmente prima dei 12 mesi l’unico latte adatto ai bambini è senz’altro quello materno, ma ora anche i vari tipi di latte artificiale sono molto simili. Ricavato dal latte vaccino, il latte in polvere subisce delle profonde modifiche, affinchè contenga tutti i nutrienti di cui necessita il piccolo e non comprenda anche quegli ingredienti che potrebbero risultare di difficile digestione al piccolo, o che potrebbero causare delle allergie.

Il latte artificiale si divide in due tipi principali:
– il primo latte studiato appositamente per i piccoli fino ai sei mesi di vita;
– il latte di proseguimento, che si può dare al bimbo dai sei mesi in poi, che contiene più ferro, vitamine e minerali, per soddisfare le necessità nutrizionali del piccolo legate alla sua crescita.

In genere si tratta di latte in polvere, al quale va aggiunta acqua tiepida, bollita in precedenza, ma esiste anche il latte già pronto in speciali bricchetti di tetrapak molto pratici, soprattutto quando si è fuori casa, ma decisamente più costosi. Comunque tutti i tipi di latte in polvere sono studiati per fornire al piccolo i nutrienti di cui ha bisogno ma è sempre necessario chiedere consiglio al pediatra anche nel caso in cui il latte che si utilizza può creare qualche problema al piccolo in modo da valutare la possibilità di cambiarlo. Così come sarà sempre il pediatra a consigliare la neomamma sulla frequenza e la quantità necessaria delle poppate.

Ed ora vediamo insieme l’occorrente indispensabile per un corretto allattamento artificiale:
– prima di tutto saranno necessari almeno due biberon da preferire quelli anticolica dotati solitamente di una presa d’aria, per consentire al piccolo di inghiottire meno aria. In un precedente post abbiamo dato le indicazioni sull’acquisto e sulla manutenzione.
– dopo è necessario scegliere le tettarelle. Ce ne sono di diverso tipo: a flusso lento, medio e veloce, che consentono al latte di defluire a velocità diverse a seconda dell’età del bambino;
– a questo punto bisogna scegliere gli sterilizzatori ci sono in commercio quelli elettrici a vapore, quelli che vanno nel microonde, le tavolette sterilizzanti o i liquidi per la sterilizzazione a freddo con l’acqua. Oppure sarà sufficiente far bollire biberon e tettarelle in una pentola, per 10-15 minuti.

Ma se vogliamo possiamo anche optare per:
– lo scalda biberon che garantisce sempre la temperatura giusta del biberon anche se è naturalmente possibile scaldare i biberon del piccolo in acqua calda;
– i contenitori termici per biberon che mantengono il latte alla giusta temperatura, quando si è fuori casa;
– il porta biberon una speciale borsa termica che consente di portare facilmente, ovunque si vada, i biberon, mantenendoli alla temperatura giusta;
– il tiralatte strumento indispensabile per tutte le mamme che devono tornare al lavoro o hanno la necessità di allattare con il biberon, senza dover rinunciare ai vantaggi del latte materno.

Ed ora vediamo insieme come preparare un biberon di latte artificiale:
– intanto scegliere il momento in cui si è sicure di non essere interrotte e lavarsi le mani con cura;
– mettere a bollire dell’acqua e poi farla raffreddare. La bollitura sterilizza l’acqua, rendendola più sicura per i bambini, il cui sistema immunitario non è ancora del tutto sviluppato;
assicurarsi che tutto ciò che occorre sia stato sterilizzato;
riempire il biberon con l’acqua bollita e raffreddata, fino al livello indicato sulla confezione del latte;
– utilizzare l’apposito misurino, per prendere il latte in polvere (livellandolo con la punta di un coltello) e metterlo nel biberon;
sistemare la ghiera e la tettarella nel biberon ricordandosi di utilizzare sempre il tappo, altrimenti il latte non sarà più sterile;
– infine agitare con forza il biberon, per far sciogliere bene il latte.
Se si vuole preparare i biberon per tutta la giornata bisogna ricordarsi di riporli in frigo in attesa di utilizzarli.

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