Da 13 ottobre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Latte bambini: intolleranza ed allergia

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Il latte materno è il nutrimento ideale per il bambino. Proprio per questo motivo l’obiettivo dei produttori di latte artificiale è di riprodurlo quanto più fedelmente possibile. Gli sforzi per realizzare un prodotto se possibile ancor più completo del latte materno hanno portato alla realizzazione di tipi di latte artificiale arricchiti di ferro. Tuttavia, alcuni bambini mostrano un’intolleranza nei confronti del ferro aggiunto, intolleranza che può contribuire all’insorgere di dolori addominali simili a coliche.

Altri bambini non riescono a digerire, invece, il lattosio, lo zucchero contenuto nel latte vaccino: hanno quella che viene chiamata intolleranza al lattosio. Una parte di loro sarà in grado con il tempo di digerire questo zucchero quando l’intestino avrà completato il suo sviluppo o sarà guarito dall’infezione responsabile dell’insorgere dell’intolleranza, che è quindi di natura temporanea. Proprio perché non è una reazione allergica, l’intolleranza al lattosio non dovrebbe causare eruzione cutaneo o difficoltà di respirazione. Generalmente, il sintomo principale è la diarrea, accompagnata da dolori addominali.

Mentre una piccola minoranza di bambini è allergica alle proteine contenute nel latte vaccino e conseguentemente al latte artificiale a base di latte di mucca. Questo tipo di allergia è chiamato allergia alle proteine del latte che si presenta con i seguenti sintomi:
– frequenti episodi di rigurgito e vomito;
– frequenti pianti, soprattutto dopo le poppate, per la presenza di dolori addominali (o coliche);
diarrea, sangue nelle feci;
– comparsa di dermatite atopica o eczema che compare fra i quattro e i sei mesi;
orticaria, comparsa sulla pelle di rigonfiamenti estesi di colore rosso;
difficoltà di respirazione, gonfiore (soprattutto della bocca e della gola), torpore.

La presenza di un’allergia alle proteine del latte rende necessaria la ricerca di un alimento sostitutivo da ricercare naturalmente con il consiglio del pediatra, fino a quando il piccolo non avrà due o tre anni. Quando sarà il momento di riprovare, sarà necessario comunque prestare molta attenzione all’eventuale ripresentarsi di una reazione allergica.

Un bambino con allergia alle proteine del latte potrebbe essere maggiormente incline a sviluppare reazioni allergiche anche con altri tipi di cibi. Dunque è consigliabile agire con cautela nel modificare l’alimentazione. Sarà opportuno, durante il primo anno di vita, evitare di dare al bambino alimenti che hanno maggiori probabilità di causare allergie come uova, soia, arachidi, arance e altri tipi di agrumi, cioccolato, crostacei e molluschi, frumento e prodotti derivati.

Ma ora vediamo cosa fare in caso si sospetti la presenza di un’allergia al latte:
– se il bambino fa fatica a respirare, chiamare subito un’ambulanza;
parlare con il pediatra dei sintomi, in modo che possa accertarsi se si tratta di allergia alle proteine del latte oppure di intolleranza al lattosio. Il trattamento è diverso a seconda del tipo di problema;
– per essere certi che il problema dipenda proprio dal latte, d’accordo con il pediatra, si potrebbe ricominciare gradualmente a dare al bambino, una volta guarito del tutto, piccolissime quantità di latte. Se i sintomi ricompaiono, si ha la certezza che il responsabile dei disturbi sia proprio il latte. Ma, naturalmente, questa prova non è da fare nel caso in cui il bambino abbia mostrato i sintomi di una grave reazione allergia, come l’eczema, difficoltà a respirare, gonfiore o torpore.

Immagine:
images.com by Vicky Rabinowicz

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