“Le difettose”, un libro per raccontare il travaglio delle mamme a tutti i costi

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Eleonora-Mazzoni-Le difettose

C’è una questione di cui non si parla spesso in tv o sui giornali, o se ne parla quasi sempre in termini di gossip e fatti straordinari, ma che in Italia riguarda invece circa centomila coppie ogni anno: la procreazione assistita. Tema affrontato da Eleonora Mazzoni, attrice teatrale, televisiva e cinematografica, nel suo libro d’esordio “Le difettose” edito da Einaudi, racconto semi-autobiografico sul desiderio che diventa ricerca ossessiva di un figlio che non vuole arrivare.

Al di là delle cosiddette mamme-nonne, ovvero le madri ultrasessantenni, e dei vip che ricorrono all’utero in affitto, chi sono queste donne “normali” che sognano di avere un bambino al punto di essere disposte a imbottirsi ogni mese di ormoni e medicine per stimolare l’ovulazione, ad affrontare il fallimento ogni volta che tornano le “maledette”, ovvero le mestruazioni, a scorgere dentro di sé il desiderio materno continuamente frustrato finché non diventa esso stesso un’ossessione, una dipendenza?

Sono le donne “difettose”, impotenti di fronte alla propria “mancanza”, le vere protagoniste di questo libro. Donne che Carla, il personaggio narrante, impara a conoscere durante le file in ospedale e sulle chat in cui ognuna cerca il conforto e la forza nell’altra, e in cui la speranza di ognuna (anche se molto spesso delusa) scivola un po’ a riempire il vuoto della compagna di viaggio. Perché è un percorso, quello della fecondazione artificiale e dell’infertilità, lungo e difficile, pagato a caro prezzo; e in chi altro possiamo trovare sostegno e incoraggiamento, se non in chi sa esattamente quello che stiamo provando?

Così ecco che Carla, alla soglia dei quarant’anni e con un compagno praticamente perfetto e un lavoro stimolante, si ritrova catapultata in un mondo a parte, fatto di “iniziate” che parlano uno strano gergo solo a loro comprensibile, donne talvolta energiche, sconsolate o allegre.

Un racconto affrontato con quella serietà lieve, sempre in bilico tra divertimento e commozione, che ci restituisce la verità di una realtà molte volte negata in primis da chi la vive sulla propria pelle, per vergogna o timore di essere giudicata e non capita, col suo carico di tensioni emotive, psicologiche e fisiche.

Finché la ricerca di un figlio non diventa anche ricerca di una saggezza più profonda, difficile da raggiungere per chi è abituato a ottenere sempre ciò che vuole come la nostra protagonista, accolta infine nella consapevolezza che forse diventare madre non è un diritto.

Se volete scaricare gratuitamente i primi due capitoli del libro, leggere le recensioni e la biografia dell’autrice, potete andare su ledifettose.it

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